BMW R 1200 GS vs Toyota Rav4: il video test su strada e in off-road

Uno dei Suv più venduti del mercato, il Toyota RAV4, giunto alla sua quarta generazione, contro il BMW R1200GS, l'on-off detentrice dello scettro in Italia. Due esponenti di spicco in una sfida in cui la chiave di tutto ha un solo nome: aderenza. Due e quattro ruote: la gara oggi è tra salti, canali, terra e fango.

Continuano su Autoblog le divertenti sfide tra auto e moto che vedono confrontarsi in pista mezzi a due e quattro ruote. Dopo aver messo alla frusta una Mercedes A45 AMG contro due moto ed un elicottero, aver messo a confronto una Mercedes C63 AMG contro una MV Agusta F3, e fatto sfidare una BMW M3 con una BMW S1000 RR, abbiamo deciso questa volta di spostare la classica cornice del confronto dai rassicuranti cordoli di un circuito alla terra di una pista di off-road. Qui un Suv a quattro ruote motrici si confronta con quello che potrebbe essere identificato come un Suv a due ruote, una maxi enduro da 1.200cc con motore boxer. Così le due "fuoristrada" hanno dato fondo a tutte le loro doti dinamiche sfidandosi su terra umida, strapiombi, rocce e salti.

Già, il nostro "campo di battaglia" questa volta si trasferisce dalla pista all’off-road, e lo fa con due best seller nel settore delle due e delle quattro ruote. Da un lato del ring, ecco la Toyota Rav4 2.2 D-4D, arrivata alla sua quarta generazione, dopo aver creato, circa vent’anni fa, un vero e proprio segmento, quello dei SUV compatti. Apprezzata oramai come vettura principalmente stradale, abbiamo riportato la Rav4 nel suo habitat natio, cercando di esaltarne le doti dinamiche. All’angolo opposto, ecco la due ruote più venduta in Italia, la BMW R1200GS, la maxi enduro stradale che negli ultimi dieci anni è riuscita a vendere più di 170.000 unità e che nel 2013 si è evoluta adottando il raffreddamento a liquido, modificando il diametro delle valvole e la loro disposizione, così come il comando degli alberi a camme, il loro posizionamento in testa, la posizione dei collettori e tanto altro ancora.

125 Cavalli per la BMW R1200 GS, 150 cavalli per la Toyota Rav4. Protagonisti di questa prova, due piloti di professione, tester d’eccezione, in grado di sfruttare fino in fondo i propri mezzi. Sulla Toyota Rav4, alla guida, ecco Tobia Cavallini, pilota Rally da oltre 15 anni, attualmente impegnato con la Ford WRC e vincitore nel 2012 del Rally Legend, a bordo della Subaru WRC. In sella alla BMW R1200GS invece, ci sarà Emanuele Freddo, pilota e tra i più famosi stunt italiani oltre che tester e collaborato di Motoblog. Tutto chiaro? Fuori i secondi: comincia la sfida tra due e quattro ruote in questo inferno di terra, e che vinca la migliore!

In pista: tutta una questione di... Aderenza!

BMW R1200GS Vs Toyota Rav 4 D4D 2014

Alla base di un qualsiasi logica dettata dal movimento di un corpo su di una superficie, vi sono delle forze. L’aderenza, il grip, è una di quelle forze fondamentali. Più precisamente, per aderenza, si intende la forza che si oppone allo scorrimento relativo di due superfici a contatto. Ci si trova in condizione di aderenza qualora le forze tangenziali - quindi frenata o trazione - permettono il rotolamento e non conducono al pattinamento della ruota. Si tratta quindi di una grandezza adimensionale e nulla quando non sono applicate forze esterne al veicolo.

Il coefficente di aderenza è quindi dettato da tre fattori fondamentali: i materiali di contatto ruota/suolo, la velocità di rotolamento e le variabili che intercorrono nel non perfetto contatto con il suolo (vedi umidità, foglie, olio, terra e via dicendo).In condizioni di superficie asfaltata, specialmente in circuito, l’aderenza data dalle condizioni del ‘terreno’ risulta avere dei limiti estremamente elevati, coadiuvati dal grip offerto proprio dalla superfice di contatto del mezzo, ovvero, dallo pneumatico. In condizioni di strada sterrata, di fango, di rocce che offrono una superficie non lineare e non uniforme, il limite si abbassa notevolmente.

Durante la nostra prova, abbiamo deciso di utilizzare le coperture offerte di serie dai mezzi; coperture non tassellate, e con incavi studiati per un approccio più votato alla strada che allo sterrato. Mai come per questa sfida quindi, uno dei paramentri fondamentali, si è rivelata essere l’aderenza, coadiuvata con il rapporto tra peso e potenza dei due mezzi. La BMW R1200GS offre un grande rapporto di peso e potenza, con i suoi 125 cavalli ed i suoi 238 kg in ordine di marcia, abbinato ad una superfice di attrito di 3cmx7. Un fattore questo, che ha portato un grande vantaggio nella partenza da fermo, nei dislivelli, e nell’attraversamento di tratti composti da scalini di roccia, ma che di contro, ha portato a diverse derapate e pattinamenti in uscita di curva, o nelle frenate.

Di contro, l’asso nella manica della Toyota Rav4 è risultata la propria trasmissione a 4 ruote motrici. Un vantaggio esponenziale dettato dalla bassa aderenza della superficie di contatto, con una superficie di attrito pari a 10x20x4. Per questo motivo, nella nostra sfida, il vantaggio del Suv della casa giapponese si è riversato nei passaggi transitori, nelle frenate e nelle curve, con le sue quattro ruote motrici. Di contro, un rapporto peso-potenza meno vantaggioso, con i suoi 150 cavalli e il suo peso minimo di 1645 kg in ordine di marcia. Queste le forze - è il caso di dirlo - in campo. Chi avrà avuto la meglio?

La sfida: due contro quattro, due mondi a confronto


Il terreno che si presenta è un vero e proprio percorso di guerra. Salti, dislivelli, canali. C’è tutto il necessario per poter offrire insidie e trappole alle nostre due protagoniste. Prima marcia inserita e si parte. La R1200 GS scatta perentoriamente, sfruttando il proprio rapporto peso potenza. Ciò che si trova davanti, questo piccolo inferno battuto, non rientra al 100% nelle proprie corde, anche per gli pneumatici stradali, ma stupisce la facilità con cui si riesce a gestire la trazione con la manopola del gas anche in questa particolarissima situazione.

I movimenti, la frenata e la trazione, grazie anche all’equilibrio di questa moto, risultano assolutamente naturali, riuscendo anche a inserire rapporti superiori al secondo. La BMW R1200 GS soffre un pò la trazione, con le difficoltà che ovviamente si amplificano, se paragonate alle doti della RAV con le sue quattro ruote motrici. Già perchè il nuovo RAV riesce a sfruttare tutti i suoi punti di forza nei momenti di trazione, nei passaggi, nelle curve, grazie alla sua elettronica avanzatissima che gestisce sostanzialmente tutti i momenti dinamici. La Toyota mostra la sua funzione Lock, bloccando la ripartizione in un rapporto 50:50 tra asse anteriore e posteriore, agendo singolarmente su ogni ruota, frenando il pattinamento e ripartendo la coppia sulla ruota con più contatto a terra. In altre parole, basta lasciar lavorare l’elettronica, senza blocchi meccanici ai differenziali.

Il vantaggio delle quattro ruote, in questi frangenti, risulta evidente, visto che la moto, per sua natura, tende a derapare, perdendo inesorabilmente secondi. Nei cambi di direzione, nelle esse, le quattro ruote fanno la differenza. La BMW R1200 GS infatti, sopratutto in condizioni di fango ed erba bagnata, risulta penalizzata per il suo equilibrio precario naturale, dovendo prestare attenzione alla trazione, con l’anteriore che rischia di chiudere, causando una caduta. Per l’occasione, il nostro pilota ha sfruttato il riding mode Enduro Pro, con una moto più sostenuta nelle sospensioni, ma soprattutto un sistema di trazione meno invasivo e l’ABS che lavora solo sull’anteriore lasciando il posteriore libero di bloccarsi nelle frenate in discesa. Così, la moto è riescita a riguadagnare il terreno perduto nei tratti più critici.

E’ il lato opposto di una stessa medaglia, che permette una maggiore agilità da parte delle due ruote, in punti come gli scalini o nei profondi dislivelli, sfruttando la posizione del pilota in sella, oltre alle doti del mezzo che si è mostrato ben più versatile e ‘duro’ di quanto ci attendessimo, proponendo anche degli spettacolari salti da puro motocross. Così, durante questa nostra prova, il Rav 4 si è presentato sull’ultimo gradino di roccia in discesa, con un vantaggio di circa due secondi rispetto alla R1200GS.

Sembrava che la competizione, a quel punto, fosse finita, ed invece la moto, sfruttando il suo rapporto peso-potenza, il suo baricentro e la sua agilità, è riuscita a scavalcare il SUV di casa Toyota, che in questi tratti in discesa, è anche aiutato dal sistema di assistenza in discesa, che frena automaticamente le ruote permettendo all’auto di avanzare a velocità costante e molto ridotta senza che il pilota debba controllare con il freno la fase di discesa. Così, sul traguardo, la BMW R1200GS è transitata per prima con un riferimento cronometrico di 2'14.3, vincendo per pochissimi decimi di vantaggio. Una piccola beffa per il Rav 4 che chide in 2'15.1, ma che testimonia come, a conti fatti, due mondi antitetici, due espressioni dell’off-road estremamente differenti tra di loro, nella somma tra pregi e difetti intrinseci dettati dalla loro natura, alla fine dei conti si equivalgono.

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