Pernat: "In questo momento ci giochiamo il futuro del nostro motociclismo"

Il nuovo Responsabile delle relazioni esterne del San Carlo Team Italia FMI fa il punto della situazione sul suo nuovo ruolo e sulle prospettive del motociclismo italiano.

Per chi segue il motociclismo sportivo, Carlo Pernat è un personaggio che non ha bisogno di tante presentazioni. Genovese, classe '48, Pernat è ormai da anni una delle 'presenze fisse' nel paddock del Motomondiale nel quale ha rivestito i ruoli più diversi, da Direttore Sportivo di Cagiva a fine anni 80 a responsabile corse di Aprilia a negli anni 90, da commentatore televisivo a manager dei piloti (Capirossi su tutti) e così via.

Il 2014 lo vedrà cambiare nuovamente 'pelle' grazie alla recente nomina quale nuovo 'Responsabile delle relazioni esterne e della comunicazione' del rinnovato San Carlo Team Italia FMI, emanazione diretta della Federazione Motociclistica Italiana (FMI), un nuovo ruolo che lo vedrà gestire i rapporti con enti, istituzioni, stampa e sponsor con un unico grande obiettivo: la rinascita del motociclismo italiano attraverso la maturazione ed il supporto dei nostri giovani talenti.

In un'intervista 'ufficiale' diffusa dal Team Italia FMI - che, oltre a Pernat, potrà contare sul lavoro di Virginio Ferrari, nuovo Team Manager al posto del compianto Doriano Romboni - Pernat ha spiegato l'approccio che intende adottare verso il suo 'nuovo lavoro', confermando al sua intenzione di risollevare il motociclismo nostrano nei confronti dell'oggi dominante scuola spagnola. ve la riproponiamo in forma integrale:

Come si è concretizzata l'opportunità di far parte del San Carlo Team Italia?

"Sono stato contattato a metà 2013 dalla Federazione Motociclistica Italiana direttamente da Paolo Sesti (Presidente FMI) e da Alfredo Mastropasqua (Responsabile del Progetto Team Italia). Da un punto di vista prettamente personale, questa collaborazione mi entusiasma: sono molto contento ed orgoglioso di far parte del Team Italia e di offrire il mio contributo al progetto. In questi anni la FMI ha già fatto molto per i giovani talenti italiani, ma adesso è arrivato il momento per concretizzare un altro passo avanti per il futuro del nostro motociclismo. Rispetto a noi la Spagna è in vantaggio sia in termini di risultati che per numero di piloti al via del Motomondiale: proprio per questa ragione, tutti insieme, lavoreremo per riportare l'Italia ai fasti di un tempo".

Entrando più nel dettaglio, in cosa consisterà il tuo ruolo al San Carlo Team Italia?

"Mi occuperò delle relazioni esterne e della comunicazione. Nello specifico il mio ruolo sarà quello di mantenere i rapporti con gli enti, sponsor e istituzioni, relazionando loro ed alla stampa i nostri programmi, obiettivi, tutto quello che può servire alla causa del Team Italia per la buona riuscita del progetto e di crescita del motociclismo tricolore".

Quali sono gli obiettivi ed i programmi del Team Italia e della Federazione Motociclistica Italiana per il futuro?

"Con la Federmoto abbiamo definito, su più aspetti, un programma a breve termine. Inizieremo con una "scrematura" dei giovani piloti protagonisti nel Campionato Italiano Velocità: i migliori 2 li promuoveremo al Mondiale, iniziando un percorso di crescita e formazione agonistica per prepararli allo "step" successivo. Il nostro intento è far sì che loro possano mettersi in luce con un pacchetto tecnico ed uno staff all'altezza, ma non puntiamo a vincere il mondiale. Dobbiamo mettere i nostri piloti in condizione di crescere sportivamente e caratterialmente, come d'altronde testimonia l'apporto di Virginio Ferrari, una persona dall'inestimabile bagaglio di esperienze e valori umani il cui contributo sarà essenziale per il progetto.

Quando saranno cresciuti da un punto di vista professionale ed agonistico, i nostri piloti saranno pronti per correre con un'altra struttura ai vertici della categoria. Un processo di crescita già intrapreso dalla Federazione in questi anni e da San Carlo con il progetto "Talenti Azzurri", rappresentato dai casi emblematici di Romano Fenati e Niccolò Antonelli, oggi in forze rispettivamente ai Team VR46 e Gresini in Moto3, ma anche da Franco Morbidelli e Alessandro Nocco, 1° e 2° nell'Europeo Superstock 600 2013, ingaggiati con contratti pluriennali da squadre di vertice della Moto2. Senza la FMI, non ci sarebbe stata per loro la possibilità di mettersi in luce ed esordire nel Motomondiale".

Accanto al San Carlo Team Italia, al via del Mondiale Moto3 2014 ci saranno due squadre di livello e propositi ambiziosi quali VR46 e Gresini: ci sarà una sana rivalità o collaborazione?

"Ci sarà chiaramente una competizione sportiva, ma tra noi ci sarà sempre una collaborazione totale per il bene dei giovani talenti italiani. Parliamoci chiaro: in questo momento ci stiamo giocando il futuro del nostro motociclismo. Per questa ragione tutti insieme lavoreremo per aiutare i nostri piloti ad emergere e riportare l'Italia ai vertici di questo sport, riappropriandoci di un ruolo da protagonista che nella storia abbiamo sempre difeso con grandi Campioni e risultati".

Cosa rispondi a chi dice "Non ci sono talenti italiani"?

"Non è assolutamente vero: ci sono eccome. Vero, c'è stato in questi anni un momento di "black-out", ma non si è fermato tutto il movimento. In Italia vi è sempre un'ineguagliabile passione per il motociclismo ed un "vivaio" ammirabile, basta anche soltanto andare in Romagna per convincersi in presa diretta che la "fiamma" della passione non si è spenta affatto. Per il futuro la FMI si è strutturata bene con un proposito importante: far rifiorire il nostro motociclismo".

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