Al Consumer Electronics di Las Vegas la BPG Motors ha svelato le forme del suo ultimo concept: si tratta della versione Uno III. Il primo modello, presentato a scuola come progetto di scienze da Benjamin Gulak, aveva due ruote allineate in parallelo quasi come un monociclo, con un giroscopio a mantenerlo in equilibrio in posizione verticale, e con un raggio di sterzata di appena tre metri, per la gestione degli spazi ristretti. Come rivela la stessa sigla, la versione Uno III ha una una terza ruota che fuoriesce all’occorrenza permettendo di passare dalla modalità di guida in giroscopio a quella di una moto tradizionale.
Alle basse velocità invece, il veicolo torna alla configurazione “Uno”, in grado quindi, come il suo progetto originale, di muoversi con le ruote parallele sia in avanti sia in retromarcia. Basta però accellerare e l’innovativo scooter si inclina in avanti con la terza ruota che si estende automaticamente, mentre quelle posteriori arretrano e si avvicinano ulteriormente tra loro, conferendogli un aspetto più vicino alle moto che siamo abituati a vedere e guidare. Pieghevole, al punto da poter essere trasportato in ascensore, assicura una velocità massima di 35 km/h con un’autonomia di 30 km.
Da ricordare, tra il primo Uno e quest’ultima versione III, anche il concept Uno II: inizialmente dotato di 2 ruote di cui una soltanto capace di avanzare con l’aumentare della velocità, fu ben presto accantonato in quanto non sufficientemente sicuro nè affidabile. BPG Motors ha quindi deciso di dedicarsi al progetto Uno III, la versione che dovrebbe essere commercializzata a partire dai primi mesi del 2012 e della quale non si conoscono ancora nè i prezzi, nè i dettagli tecnici. Se l’affare andrà in porto, il volto della mobilità eco-compatibile potrebbe cambiare per sempre!
via | AutoBlogGreen
teodaolmo
11 gen 2011 - 11:08 - #1Progetto curioso quanto interessante, anche se credo che l’Uno sia ancora un po’ “acerbo” per una commercializzazione di massa.
Immagino che il meccanismo sia parecchio complesso, questo solitamente va a scapito dell’affidabilità.
Ho qualche perplessità sul movimento della ruota anteriore durante l’estensione (non va ad alzare la “moto” nel punto in cui si trova perpendicolare al terreno?) e sul movimento delle ruote posteriori appaiate (sono basculanti come sull’Mp3 o fisse?) che potrebbe causare non pochi problemi in una ipotetica piega.
Comunque complimenti al progettista, ben vengano nuove idee!!
winerider
11 gen 2011 - 11:13 - #2Manca il porta rotolo, dove la metto la carta igienica?
MaicolGexon
11 gen 2011 - 11:14 - #3Tecnicamente é sicuramente interessante, una vera cascata di idee innovanti, ma a mio avviso rimarrá solo un bel esercizio d’ingegno…
davnik
11 gen 2011 - 17:09 - #4Sarà innovativo e ricchissimo di tecnologie, ma vi dirò… piuttosto vado in giro rimbalzando sulle palle
newyork
11 gen 2011 - 19:54 - #5nuovo concetto di motorino da barca o caravan?
strana!!!!
GrayFox89
11 gen 2011 - 20:49 - #6non riesco a capire l’utilità di questo progetto…cioè perche rivoluzionare una vera e propria passione qual’è la moto in un aborto come questo???
ok ben vengano le nuove idee ma se deve venire fuori questa cosa qui è meglio applicarle a qualcos’altro
idee e ingegneristica 1000
utilità 0
preferisco avere un bel gommone unico da 180 al posteriore…
speedlak
11 gen 2011 - 21:37 - #7La domanda che mi mi viene in mente e’ : ma era proprio necessario produrre una roba come questa????
leleful
11 gen 2011 - 22:59 - #8La Risposta che mi mi viene in mente e’ :mmmh la volpe e l’uva???
puculpino
12 gen 2011 - 00:36 - #9il pilota che la guida sembra sputato fuori da Tron xd
Claus2
12 gen 2011 - 12:20 - #10Si, va bene, l’idea è sicuramente interessante e a livello ingegneristico è notevole, ma quali sarebbero i vantaggi? Perché si dovrebbe accettare una tale complicazione? Minore ingombro? Migliore stabilità di guida? Ne dubito fortemente.
Come già scritto: ottimo esercizio accademico, ma assolutamente inutile.