Marco Melandri, intervista esclusiva: "L'Aprilia RSV4 è la moto perfetta per me"

Il pilota si sta riprendendo dall'intervento di ieri e abbiamo approfittato della sua "inattività" per fargli qualche domanda sulla stagione scorsa e sul futuro: "Laverty? Penso sia arrabbiato con me, ma lo capisco."

SBK 2013 - Marco Melandri - Aprilia Racing

Marco sta bene: dopo i test Superbike a Jerez è volato subito in Italia per sottoporsi a un intervento alla caviglia destra, che fin dall'incidente di Suzuka nel 2003 gli aveva dato non pochi grattacapi. Operato ieri al Policlinico di Modena, ora è ancora ricoverato, ma già da oggi dovrebbe essere dimesso per rimettersi al lavoro e godersi anche un po' di meritato riposo, in vista della stagione 2014 e dei prossimi test di gennaio. Il "Macio" è un lottatore e la prende con filosofia, infortuni e operazioni fanno parte, purtroppo, delle regole del gioco:

"mi hanno fatto due tagli, invece di uno, perché dovevano pulire la caviglia da frammenti ossei e togliere delle calcificazioni. Poi si è scoperto che c'erano anche dei frammneti di osso più grandi e inoltre mi hanno riattaccato anche un pezzo di legamento. Ho mancato pochi inverni senza ricoveri..."

Gli abbiamo telefonato in ospedale, ma disponibile come sempre ha risposto volentieri ad alcune domande sulla stagione appena conclusa e sulle prime esperienze in sella all'Aprilia.

Marco fammi un bilancio del 2013 e in generale dell'esperienza con BMW

"Sicuramente l'anno scorso la fortuna non è stata dalla nostra parte. Ma comunque non è andata bene, dopo il 2012, dove abbiamo lottato fino alla fine: dovevamo essere subito veloci e giocarci il mondiale, ma invece non eravamo veloci quanto i nostri avversari. Giudico comunque l’esperienza in BMW molto positiva, ho lavorato con ottime persone, specialmente con quelle del reparto ricerca a sviluppo a monaco, da cui ho imparato molto e alle quali credo di aver dato qualcosa."

Dopo l'ultimo round a Jerez, Laverty ha detto che sei un pilota scorretto, credi lo pensasse veramente o era solo arrabbiato perché hai preso il suo posto in Aprilia?

"Secondo me era arrabbiato con me e lo capisco anche, ma fino a prova contraria non ho mai avuto contatti con nessuno, tranne con Carlos a Misano. Anzi normalmente sono uno che le prende. Penso ce l’abbia con me già da prima di Jerez, ma comunque la mia impressione è che ce l’abbia un po’ con tutti."

Cosa si prova a tornare in Aprilia, la Casa con cui hai vinto il tuo, al momento, unico titolo mondiale?

"Sicuramente è emozionante, ho sempre mantenuto ottimi contatti con Noale anche quando ero in BMW; sono veramente contento, era il momento giusto per riconciliarsi."

Che sensazioni ti ha dato la RSV4?

"Sensazioni molto belle, è una moto molto completa e incredibilmente adatta al mio stile guida."

Nei test di Jerez le Kawasaki hanno fatto tempi quasi da record. Sono molto più avanti di voi?

"Jerez in inverno è sempre una pista particolare, con condizioni ben diverse da quelle che si trovano durante il Gran Premio, quindi i tempi sono da prendere con le molle. Comunque Sykes è veloce, è l’uomo da battere e sul giro secco ha qualcosa che non ho mai visto prima, fa veramente paura."

Pilota italiano su moto italiana: c'è molta aspettativa, come ai tempi di Biaggi, come la stai vivendo?

"Per me è una carica in più. Diventa un peso solo quando devi ottenere i risultati ma alle spalle non hai il pacchetto giusto. Io ora ho il pacchetto per fare ottimi risultati e quindi per me è una spinta, una motivazione in più."

Le EVO fino ad ora hanno dimostrato di reggere il passo, almeno sul giro singolo, cosa pensi della categoria del futuro?

"Nelle piste lente, quando si riuscirà a far lavorare l’elettronica di serie, le differenze saranno minime, penso, invece nelle piste veloci invece ci sarà più differenza. Credo comunque che tutte le case faranno un’edizione limitata del modello per la SBK, con tantissimi cavalli e adatta sia per la strada che per la pista e in definitiva non credo sia un grosso risparmio, perché si dovranno rivedere i progetti."

Gli italiani giovani che vincono ad alto livello sono veramente pochi, perché?

"Sono periodi, epoche... C’è stata l’era dei giapponesi, poi degli italiani, adesso degli spagnoli. Secondo me l’anno prossimo Fenati e Antonelli in Moto3 saranno molto forti, magari non tanto da lottare per il Mondiale ma sicuramente saranno in grado di vincere delle gare."

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