Claudio Corti, intervista esclusiva: "Moto italiana e pilota italiano, che bella sensazione!"

Il pilota comasco ha terminato la prima sessione di test in sella alla MV Agusta del team Yakhnich Motorsport, con la quale debutterà nel Mondiale Superbike 2014: "Non potevo rifiutare l'offerta di Castiglioni."

Claudio Corti MV Agusta - Test SBK Jerez 2013

Ormai è l'uomo del momento: negli ultimi giorni, dopo l'annuncio dell'esordio in Superbike di MV Agusta nel 2014, non si parla che di Claudio Corti, ingaggiato dal leggendario marchio di Schiranna e dal team Yakhnich Motorsport per sviluppare e portare alla vittoria la F4 di questo inedito consorzio italo-russo.

Abbiamo chiamato "Shorts" subito dopo il suo rientro dai test Superbike di Jerez, dove il comasco ha preso confidenza con la sua nuova moto, dopo tre stagioni in Moto2 e un'ultima annata in MotoGP, al fianco di Colin Edwards nel team NGM Forward. Un'avventura che se non ha portato grandi risultati a livello di classifica (14 punti in totale e 19° posto finale) ha comunque dimostrato le doti di Claudio, soprattutto nella seconda parte della stagione. Ora il pubblico, specialmente italiano, è ansioso di vedere i risultati di questo nuovo connubio tutto tricolore, dal quale ci si aspettano grandi cose, anche in virtù dell'aura mitologica che dagli anni '50 circonda la Casa che vinse con leggende quali Surtees, Hailwood, Agostini e Read.

Simpatico e disponibile come sempre, abbiamo iniziato con la domanda di rito sulla stagione appena conclusa:

"Lo scorso anno, sotto il profilo professionale e di crescita ho imparato molto soprattutto per quanto riguarda l’elettronica, perché comunque ho avuto la possibilità di lavorare con un grande team e con un compagno di squadra come Colin Edwards. Nonostante i risultati non siano stati eclatanti sono cresciuto molto."

Perché la Superbike? Scelta tua o derivata dalle contingenze?

"Ho assolutamente scelto di andare nelle derivate: avevo 3 offerte, ma la chiamata di Giovanni Castiglioni e di una azienda con un blasone e una storia del genere, non si poteva rifiutare. Inoltre mi sembrava anche l’offerta di più lunga durata, l’investimento è grande sia da parte del team Yakhnich che della casa. Inoltre mi hanno offerto garanzie tecniche e rassicurato su tutta la linea. È una bella sensazione essere italiano su una moto italiana. Certo io sono di Como e MV è di Varese, per noi è come un derby, ma vedrò di metterli d’accordo... (Ride Ndr)"

Raccontaci com'è questa F4:

"Purtroppo era in versione quasi stradale, praticamente ho provato una moto stock. Solo l’elettronica era da gara: avevamo le sospensioni, i freni e il radiatore delle moto da strada, ma nonostante tutto mi è sembrata un’ottima base di partenza: mi ha colpito soprattutto l’avantreno, l’ho trovato molto sincero, mi son trovato subito a mio agio, era la prima volta che guidavo una moto con il telaio a traliccio ed il forcellone monobraccio. Ho dovuto riadattare lo stile, anche per le gomme Pirelli, che per me sono una novità. Siamo indietro ma il potenziale c’è tutto e sono sicuro che la faremo andare veramente forte."

Pensi che riuscirai a lottare anche per stare al passo dei big?

"Spero di lottare per la top 5 ma il livello della moto adesso non ci consente nemmeno di pensarci, tutto quello che verrà dalla moto sarà un di più, stiamo lavorando per il 2015."

Chi saranno i favoriti?

"Piloti forti ce ne sono tanti, a partire da Melandri, anche lui italiano su moto italiana; penso possa vincere. Sykes, il numero 1, neii test di Jerez è stato subito velocissimo e sembra che la Kawasaki abbia trovato qualcosa in più rispetto alle Honda e alle Aprilia che erano più lente. L’uomo da battere è sempre lui, anche se in Superbike si mischia spesso il mazzo."

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