Tech3: Poncharal pensa alla Moto3

Il prestigioso team francese guidato da Hervé Poncharal valuta l'ingresso nell'unica classe del Motomondiale dove non è ancora impegnato: "Vogliamo aiutare i giovani piloti francesi."

Il team francese Tech3 è ormai da anni una delle realtà consolidate del Motomondiale: fondato dall'ex-pilota Hervé Poncharal - che a tutt'oggi ne ricopre il ruolo di Team Manager - e sceso in pista per la prima volta nel 1990 nella classe 250 cc, il team ha corso nei primi anni con Honda e Suzuki prima di diventare a fine anni 90 partner fisso di Yamaha, casa con cui ha compiuto poi il salto in 500 nel 2001 e alla quale è rimasta legata fino ad oggi, diventando l'unico team 'satellite' della casa di Iwata in MotoGP.

Nella stagione appena conclusa, il team Tech3 ha corso nella Premier Class con due Yamaha YZR-M1 affidate ai britannici Cal Crutchlow e Bradley Smith (con il primo che nel 2014 sarà sostituito dal Campione del Mondo della Moto2 Pol Espargarò) e in Moto2 con il proprio progetto 'Mistral' ed i piloti Louis Rossi e Danny Kent (quest'ultimo poi sostituito a fine stagione dal tailandese Decha Kraisart e dal francese Lucas Mahias), ma per il futuro la compagine transalpina sta considerando di espandere il proprio impegno anche nell'unica categoria dove non è ancora ufficialmente in gara: la Moto3.

Come spiegato a MotoRevue.com dallo stesso Hervé Poncharal (che è anche il Presidente dell'associazione dei team IRTA), questa mossa avrebbe lo scopo di valorizzare i giovani talenti della scuola francese, una missione 'simile' a quella che si è prefisso il nuovo Team Sky VR46 Moto3 di Valentino Rossi:

"La storia del team Tech3 si è spesso combinata con la sua componente.. 'francese': Dominique Sarron, Jean-Pierre Jeandat, Jean-Philippe Ruggia, Olivier Jacque, Sylvain Guintoli, Mike Di Meglio, Louis Rossi... sono stati molti i piloti francesi che hanno indossato i colori della nostra squadra. Ho sempre avuto a cuore le sorti dei nostri piloti, proprio come abbiamo fatto recentemente con Lucas [Mahias]. Purtroppo, come imprenditore che deve gestire 40 dipendenti, devo pensare insieme ai nostri partners ad aspetti quali "performance" e "consistenza" prima di prendere in considerazione la nazionalità di un pilota."

"Al giorno d'oggi, la maggior parte delle aziende interessate a sponsorizzare le moto sono italiane. In Francia, il mondo delle moto non eccita molta gente. La Federazione fa quello che può, Claude Michy [organizzatore del GP di Francia] si da molto da fare, ma è chiaro che la partita è tutt'altro che vinta. Nonostante tutto, possiamo comunque sperare in futuro più roseo. Noi il prossimo anno schiereremo tre giovani piloti nella Rookies Cup, e se riusciremo a trovare dei partner interessati a finanziare un nuovo progetto, sarei molto felice di avere una squadra anche in Moto3."

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