Paton, Magni, Zaeta e CR&S fondano Officina Moto Italia

Al prossimo Salone di Milano verrà presentato ufficialmente il nuovo progetto che vede attualmente riuniti i quattro prestigiosi marchi dell'artigianato motociclistico italiano.

Verrà presentata martedì prossimo, in occasione dell'inaugurazione del Salone del Motociclo di Milano, Officina Moto Italia, una nuova realtà che vuole rappresentare il polo dell’artigianato motociclistico italiano di altissimo livello. Al momento il progetto raggruppa quattro aziende ben note per la cura artigianale riposta nella realizzazione dei propri modelli: CR&S, Magni, Paton e Zaeta.

I marchi riuniti in Officina Moto Italia hanno in comune creatività e passione, attenzione costante alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, elementi costituenti e bae di partenza per raggiungere l'obiettivo di "valorizzare il patrimonio motociclistico italiano in maniera coerente con lo spirito creativo, culturale e imprenditoriale."

Officina Moto Italia è attualmente un modello unico nel suo settore, un nuovo percorso che vuole valorizzare il Made in Italy in una delle sue forme più appassionanti e popolari, puntando a diventare una delle bandiere dell’orgoglio motociclistico italiano.

Il nome Magni è ben noto in campo motociclistico perché è legato al marchio MV Agusta: Arturo Magni iniziò a lavorare sulle motociclette nel 1947 presso il reparto corse della Gilera sotto la guida dell'ing. Remor e fu uno dei meccanici che assemblano il primo motore Gilera a quattro cilindri. Nel 1950 passò al reparto corse della MV Agusta e vi rimane fino a quando la MV si ritira dalle competizioni ricoprendo la carica di capo del reparto corse. Nel 1977 fondò la Magni, iniziando l'attività con la produzione di pezzi speciali per trasformare le moto MV Agusta da strada, per poi passare alla produzione di moto proprie.

Zaeta nasce nel 2007, prendendo il nome da un classico biscotto veneto di colore giallo, per volontà di quattro grandi appassionati di dirt track: Paolo Chiaia, Massimo Rizzo, Marco Belli e Graziano Rossi (il padre di Valentino, per chi non lo sapesse) e attualmente producono la Zaeta 530 DT, monocilindrico da 530 centimetri cubici ideale per i traversi in pista ma anche per divertirsi in fuoristrada.

La Paton prende vita nel 1958, con Giuseppe Pattoni e Lino Tonti, tutti e due provenienti dalla casa costruttrice Mondial che proprio quell'anno chiude i battenti per il patto di astensione siglato insieme a Moto Guzzi e Gilera. I due tecnici, utilizzando materiale che proviene direttamente dal reparto corse Mondial, danno vita alle prime Paton. Insieme, come primo progetto, trasformano le Mondial 125 e 175 dei privati, da monoalbero a bialbero. Su queste moto si fanno subito onore grandi piloti e Mike Hailwood porterà una Paton 125 al settimo posto nel TT del 1958: nei decenni successivi la Paton avrebbe fatto strada nelle competizioni di tutto il mondo fornendo le sue moto a piloti del calibro di Virginio Ferrari.

Dulcis in fundo CR&S (Café Racers & Superbikes), azienda meneghina che costruisce orgogliosamente a Milano poche decine di esemplari l'anno: l'azieda nasce nel 1992 dalla passione di Roberto Crepaldi, già socio e fondatore con Carlo Talamo della Numero Uno, nel 1984. Da un incontro con John ritten nel 1993 si sviluppa l’impegno nella realizzazione di moto estreme e il primo esempio è la CR&S Britten V1000. Dopo la morte di Britten, il Team CR&S cessa l'attività agonistica e iniziala realizzazione del primo prototipo, una monocilindrica stradale fatta costruire dall’inglese Raceco. Nel 2002 Giovanni Cabassi e Giorgio Sarti si uniscono a Crepaldi e lo sviluppo della moto è affidato alla Paton. E nel 2004 all’Intermot di Monaco è presentata la prima realizzazione di serie, battezzata Vun (uno in dialetto milanese). L’idioma lombardo caratterizza anche i successivi progetti.

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