Aprilia Dorsoduro 1200 presentata in anteprima nel nuovo Spazio Broletto del Gruppo Piaggio è esposta da questa mattina al Salone di Colonia. Con l’occasione ve la mostriamo attraverso le immagini ufficiali statiche e dinamiche fornite da Aprilia.
Dalla cartella stampa invece vi riportiamo tutto quello che è necessario sapere per poterla giudicare. Estrema, potente, “gasante” come nessun’altra nella categoria, la nuova Dorsoduro 1200 rappresenta ad oggi il meglio di quanto si possa desiderare ad una maximotard in termini di prestazioni, efficacia di guida, emozione.
Aprilia Dorsoduro 1200 2011 è spianta da nuovo bicilindrico da record inserito in una ciclistica agile e leggera. Forme snelle, manubrio largo, finiture ultracurate e una componentistica premium portano questa moto al vertice del segmento delle maxi motard bicilindriche. Dorsoduro 1200 è un cocktail esplosivo, di cavalli (il prepotente V2 di 90° sprigiona la potenza record di 130 CV), agilità, precisione di guida. Una moto estrema - che proveremo prossimamente - che esaspera quel concetto di “fun riding” lanciato da Dorsoduro 750 e che ha appagato moltissimi motociclisti nel mondo. Una moto capace di far venire il prurito alle mani a chiunque e da sfruttare su ogni percorso.
La raffinatezza meccanica e l’eccellenza ciclistica, veri fiori all’occhiello di tutta la produzione Aprilia, sono ovviamente le carte vincenti anche di Dorsoduro 1200, che in più offre un design estremamente sportivo e raffinato, nuovi livelli di finitura e un’agilità e fluidità mai provate prima su una bicilindrica di questa cubatura.
Potente, agile e fluida, Dorsoduro 1200 sfrutta una novità assoluta, il nuovo propulsore bicilindrico di ultima generazione, e sfoggia le soluzioni tecniche più avanzate del segmento. La ciclistica, come da tradizione Aprilia, semplicemente non trova rivali nella categoria. Un design essenziale ma personalissimo caratterizza la nuova Dorsoduro 1200. La sua linea è inconfondibile, si riconosce tra mille. Qui le finiture sono a un livello esclusivo con il codone verniciato, il telaio bicolore e il doppio scarico con paratia anticalore nera.
La mascherina e i paramani esaltano le caratteristiche di protezione aerodinamica di una moto che non è solo agile tra le curve ma vanta prestazioni velocistiche di tutto rilievo. Il corredo tecnico è ovviamente da prima della classe. Pinze radiali Bembo, frizione idraulica, Ride by Wire con 3 mappature motore, cruscotto Matrix con computer di bordo sono tutti elementi che contribuiscono all’unicità del progetto Aprilia. In più, Dorsoduro è disponibile anche con ABS e Aprilia Traction Control (ATC), per avere il massimo del divertimento con il massimo della sicurezza.
Caratteristiche peculiari di Aprilia Dorsoduro 1200
• Nuovo motore V2 di 90° con quattro valvole per cilindro, doppio albero a camme in testa e raffreddamento a liquido, twin spark;
• Tecnologia Ride by wire con tripla mappatura (Sport, Touring, Rain)
• Alimentazione ad iniezione elettronica;
• Distribuzione mista ingranaggi/catena;
• Catalizzatore trivalente allo scarico con sonda Lambda;
• Telaio scomponibile traliccio/alluminio utraleggero e a elevata rigidità torsionale;
• Reggisella in alluminio;
• Forcellone in alluminio con ammortizzatore laterale;
• Forcella a steli rovesciati da 43 mm pluriregolabile e monoammortizzatore con piggy back;
• Impianto frenante Brembo racing con pinze radiali.
Design
Dorsoduro 1200 è una moto radicale, funambolica, sportiva. Non c’è spazio per alcun orpello che non sia utile al raggiungimento delle massime prestazioni e di piacere di guida assoluto. Ecco perché le sovrastrutture sono ridotte al minimo indispensabile; come sulle moto da gara, anche Aprilia Dorsoduro 1200 elimina tutto ciò che non serve al pilota. Pochi fronzoli per una moto che mette in vetrina la sua componentistica d’eccellenza.
Tutto è “tirato” al limite, utile al perfetto funzionamento della moto, come i paramani dall’inedito design e il porta numero in perfetto stile motard che permettono una protezione aerodinamica a velocità più sostenute. Gli elementi si integrano perfettamente nel design minimale della Dorsoduro 1200 caratterizzato anche per un tasso di finiture di elevato livello sottolineato dalla verniciatura bicolore del telaio, dal codino in tinta con le sovrastrutture e dal nuovo scarico sdoppiato con paratie anticalore nere. Anche il serbatoio dalla capacità di 15 litri si integra perfettamente nella linea slanciata di Dorsoduro 1200.
Dorsoduro 1200 è una moto dallo spirito motardistico. La snellissima zona centrale, quella più interessata ai movimenti del pilota durante la guida sportiva, mette in evidenza la compattezza dimensionale della moto. Il pilota diventa parte integrante del mezzo, può muoversi a piacimento sulla sella, stretta e perfettamente dritta, per domare la grande potenza della moto in ogni situazione. Nulla del classico repertorio motard le è precluso.
Motore
Il motore V90 Aprilia è un progetto completamente nuovo. Si tratta di una unità moderna e tecnologicamente avanzata, caratterizzata da misure estremamente superquadre che ne sottolineano il temperamento sportivo valorizzandone la fluidità di erogazione. Sulla Dorsoduro 1200 ogni organo interno è stato progettato per ottimizzare l’erogazione e contenere la grande potenza assicurata dal nuovo propulsore capace di ben 130 cv a 8.700 giri. Ciascun particolare è stato progettato per assecondare l’indole funambolica della moto.
Caratteristiche motore:
• Architettura a V di 90°;
• Tecnologia Ride by Wire con tripla mappatura (Sport, Touring, Rain)
• Rapporto alesaggio corsa fortemente superquadro;
• Cilindri disallineati per un minor ingombro trasversale;
• Quattro valvole per cilindro;
• Distribuzione doppio albero a camme in testa comandata da un sistema misto catena/ingranaggi;
• Twin spark per un’erogazione fluida ma piena;
• Alimentazione a iniezione elettronica con due corpi farfallati;
• Pipette con bobine integrate di tipo Stick-coil;
• Catalizzatore a tre vie e sonda Lambda;
• Frizione a comando idraulico.
Il sistema di iniezione di ultima generazione utilizza iniettori a micronebulizzazione: soluzione questa che, unitamente ad uno studio accorto della fluidodinamica, consente una combustione ottimale, ottenendo non solo un motore molto potente ma anche estremamente pulito grazie anche al sistema Twin Spark che con l’utilizzo della doppia candela permette un’erogazione assolutamente fluida.
La sofisticata gestione elettronica del motore porta Aprilia Dorsoduro 1200 ad essere il nuovo riferimento tecnologico e prestazionale del segmento. Per prima Aprilia ha creduto nel sistema Ride by Wire, una tecnologia sofisticatissima che aiuta il pilota a ottenere il meglio delle performance dalla sua moto. Con Aprilia Dorsoduro 1200 l’acceleratore elettronico raggiunge lo stato dell’arte. Mappature ancor più precise e sofisticate consentono una gestione ottimale del motore che è sempre messo in condizione di offrire le migliori prestazioni in accelerazione, a tutto vantaggio di una guida ancora più appagante. Inoltre, questa soluzione innovativa consente di avere un’erogazione più regolare e piena ai bassi e medi regimi, ottimizzando il funzionamento del motore anche ai bassi carichi di lavoro, quando il gas è parzializzato.
La tripla mappatura (Rain, Touring, Sport) mette inoltre a disposizione del pilota una moto con tre caratteri molto differenti, capace di adattarsi istantaneamente ad ogni esigenza di guida. Il pilota non deve far altro che chiudere il gas e , solamente premendo un pulsante, può decidere che tipo di configurazione utilizzare.
SPORT: esagerata, per quando ci si vuole mettere alla prova con l’esuberanza di un’erogazione pronta e diretta.
TOURING: levigata, per sfruttare in ogni occasione la potenza da brivido del motore da 1200 cc.
RAIN: calibrata, con una potenza tagliata su misura a 100 CV per divertirsi anche in condizioni di aderenza non ottimale o asfalto bagnato.
Grazie alla tecnologia impiegata, il V90 Aprilia sprigiona valori di potenza ai vertici della categoria. Nassuna maxi motard riesce ad avvicinare le prestazioni di Dorsoduro 1200: 130 CV a 8.700 giri e una coppia massima di 115 Nm a 7.200 giri sono valori record per una motard. Per enfatizzare il rendimento del motore è stato progettato un nuovo scarico 2-in1-2 realizzato interamente in acciaio inox dal volume generoso e dal sound unico.
Telaio
Da sempre le moto Aprilia sono considerate dagli esperti un punto di riferimento per l’eccellenza ciclistica. Dorsoduro 1200 non tradisce la tradizione, proponendosi ancora una volta come la moto più efficace ed equilibrata del segmento. La sua ciclistica è impostata verso l’assoluto divertimento di guida, tuttavia, come per tutte le Aprilia, anche la Dorsoduro conquista per il formidabile bilanciamento dinamico. Con lei agilità estrema non significa nervosismo, l’efficacia ciclistica è sinonimo anche di precisione di guida e feeling assoluto con la ruota anteriore.
Caratteristiche che ben poche motard possono vantare. Il telaio di tipo misto, realizzato unendo un robusto traliccio in acciaio con piastre laterali in alluminio ben noto agli appassionati e agli esperti del settore si affianca ad un reggisella in alluminio che contribuisce ad alleggerire la moto. Figlio delle esperienze maturate nel mondiale Motard il telaio assicura il giusto rapporto tra le rigidezze per ottenere le migliori performance ciclistiche possibili anche con un motore strapotente come il nuovo V90 1200.
Il posizionamento laterale e molto inclinato dell’ammortizzatore è il frutto di scelte tecniche precise e maturate dopo aver provato svariate configurazioni differenti. Grazie a questa soluzione, infatti, si è reso disponibile spazio prezioso per i voluminosi collettori di scarico necessari per far rendere al meglio il motore da 1.200 cc. In questo modo si è ottenuta una conformazione ottimale dei collettori di scarico senza incidere pesantemente sulla lunghezza della moto e senza andare a sollecitare termicamente un elemento fondamentale per la guida come l’ammortizzatore.
Sospensioni
Il reparto sospensioni di Dorsoduro 1200 è stato progettato per assecondare nel miglior modo possibile le performance del motore e offrire il meglio di ciò che si possa desiderare su una motard estrema come questa. La forcella a steli rovesciati Sachs da 43 mm con piedini fusi in conchiglia è regolabile nel precarico molla e nel freno idraulico in compressione ed estensione. Si tratta di un’unità molto sofisticata che, oltre ad essere regolabile in ogni direzione, offre una scorrevolezza da riferimento e un’escursione (160 mm) perfettamente in linea con la filosofia delle supermoto.
L’ammortizzatore laterale Sachs a gas con serbatoio separato è infulcrato direttamente al forcellone secondo lo schema cantilever ed è regolabile nel precarico molla e nell’idraulica sia in compressione sia in estensione. Una unità che consente ai piloti più esperti di ottenere il massimo delle prestazioni dalla moto, anche in circuito. La corsa della ruota posteriore è di 155 mm, anch’essa in linea con la filosofia motard che vuole sospensioni efficaci e controllate ma a corsa lunga.
Impianto frenante (disponibile con ABS)
Il meglio della tecnologia attualmente disponibile trova spazio su Aprilia Dorsoduro 1200: l’impianto anteriore sfrutta pinze radiali Brembo a 4 pistoncini che agiscono su dischi flottanti da 320 mm. Anche il disco posteriore da 240 mm è frenato da una pinza Brembo a singolo pistoncino. Sia l’impianto anteriore, sia quello posteriore utilizzano tubazioni in treccia metallica di derivazione aeronautica, che eliminano l’effetto polmone delle tubazioni convenzionali assicurando massima precisione della frenata per un impianto veramente ai massimi livelli.
Dorsoduro 1200 è disponibile anche con ABS a due canali disinseribile dall’utente comodamente dal cruscotto. Si tratta di un ABS con taratura particolare, che su asciutto consente di sfruttare al massimo la potenza frenante disponibile e il grip degli pneumatici lasciando quindi intatto il grande divertimento di guida di questa autentica “fun bike”.
Inoltre Dorsoduro 1200 è l’unica maxi-motard presente oggi sul mercato equipaggiata con Aprilia Traction Control (ATC): un sistema di controllo di trazione esclusivo, associato al sofisticato sistema ABS, che permette di usufruire sempre delle migliori performance dell’esuberante motore da 1200 cc, affrontando anche i percorsi più insidiosi e le situazioni più difficili, con la massima sicurezza. Quando è inserito, questo dispositivo offre infatti 3 livelli di controllo:
- Livello 1: per una guida estrema, tutta divertimento ed adrenalina, senza preoccuparsi troppo di gestire l’incredibile potenza del motore.
- Livello 2: per gestire la moto su qualsiasi percorso, ottenendo sempre il massimo delle emozioni.
- Livello 3: ideale per affrontare le situazioni più difficili, come ad esempio i fondi sdrucciolevoli, con un grip non eccezionale.
Componentistica
Le Motard sono moto essenziali, a volte spartane. Questo però non significa rinunciare a contenuti da prima della classe. Aprilia prende le distanze dalla concorrenza con una dotazione da prima della classe di cui riportiamo solo gli elementi principali:
- Cruscotto Matrix: di tipo misto (digitale-analogico) riceve tutte le informazioni dalla linea CAN e diventa parte integrante del sistema di autodiagnosi essendo dotato di memoria storica. Compattissimo ha un design moderno e un peso estremamente ridotto. Tutte le funzioni sono commutabili tramite un comando sul manubrio. L’illuminazione a led è regolabile su tre livelli: bianca nella zona analogica e rossa nella zona digitale.
- Manubrio in alluminio anodizzato a diametro variabile richiama senza mezzi termini quelli delle supermoto da competizione. Un componente leggerissimo studiato per avere il massimo del controllo dinamico della moto.
- La frizione a comando idraulico. Permette uno stacco sempre preciso, una morbidezza del comando esemplare e la comodità di essere autoregistrante non richiedendo quindi alcuna manutenzione.
the emperor
06 ott 2010 - 09:20 - #1io già amo questa moto, non vedo l’ora di provarla anche se sono quasi sicuro che sarà presto nel mio garage, il prezzo non l’ ho trovato in questo post ma avevo letto 11700 con TC e abs confermate?
SAETTAKUX
06 ott 2010 - 10:16 - #2Come al solito una bella desrizione tutta di parte (l’ha scritta Aprilia?) …sono proprio curioso di vedere le sospensioni. A mio avviso sono sottodimensionate per una cilindrata e potenza cosi alta.
the emperor
06 ott 2010 - 10:39 - #3x saettakux: non credo proprio aprilia se c’è una cosa che sa fare sono le ciclistiche, e non penso proprio abbia sospensioni scadenti ok non saranno ohlins ma sono di sicuro fatte bene(su motociclismo c’è il test anteprima di questa moto e ne parlano un gran bene di questa moto (le critiche sono per il ride by wire non per le sospensioni), poi il bello delle moto che se una cosa non piace nell’ after market c’è sempre qualcosa per migliorarle se proprio non piacciono
ps. è evidente che sono appassionatissimo aprilia quindi forse la difendo troppo
cexco
06 ott 2010 - 11:26 - #4@SAETTAKUX
Spiegami, l’hai capito dalle foto che sono sottodimensionate? Ti sembrano piccoli gli steli da 43? Hai fatto le misure con l’occhiometro?
Queste prese di posizione a prescindere sono veramente pietose, se c’è una cosa che non hanno mai contestato ad Aprilia è la ciclistica. Neppure sulla Shiver, che quando uscì fu martorizzata per ir RBW, ebbero nulla da ridire in tal senso…
tassellato
06 ott 2010 - 13:36 - #5Minkia l’unico dato che m’interessava sapere davvero non c’è!
QUANTO CAKKIO PESA IN ORDINE DI MARCIA?????????????
nicodrake
06 ott 2010 - 14:44 - #6Quelli del sito http://lnx.dorsoduroforum.com/forum/index.php l’hanno provata in anteprima (grazie ad una splendida iniziativa dell’Aprilia che li ha invitati a testare le loro moto….NDR) ovviamente tutta gente che guida la 750 da almeno un anno e secondo tutti i pareri questa moto è STREPITOSA!!! Ha migliorato in tutto la comunque strepitosa 750!!!!
cavinci
06 ott 2010 - 14:48 - #7Come ha scritto qualcuno secondo motociclismo il solito problema, il famoso RBW. Ma perche non la smettano di utilizarlo ? sono convinto che con una soluzione convenzionale non si notasse nessuna differenza di ripresa etc etc. quel minimo vantaggio che ha magari teoricamente viene svanito alla prima curva stretta aprendo il gas. O Aprilia fa un RBW che funziona da subito, o meglio ritiralo a finche funzioni veramente meglio del solito cavo. No avrei mica voglia di stare continuamente dal meccanico a farmi giustare questo cavolo di sistema.
luca dd
06 ott 2010 - 20:05 - #8proprieta di una dorsoduro 750 il RBW non mi hai mai dato nessun problema!
guidoblog
06 ott 2010 - 21:16 - #9Cavinci, ricopio anche qua quello che avevo scritto l’altra volta sul Ride By Wire che evidentemente non hai letto.
Guarda questa prova al banco della Shiver 750 e del Monster 696:
http://www.motorcycle-usa.com/34401/Motorcycle-Photo-Gallery-Photo/2009-Ducati-Monster-696-Comparison.aspx
La vedi la linearità dell’erogazione della Shiver rispetto al Monster?
Vedi che curva di coppia piatta e pulita che ha la Shiver?
A questo serve il Ride by Wire… trovami te un’altra bicilindrica di media cilindrata con un’erogazione cosi perfetta.
Per quanto riguarda il peso e la maneggevolezza, il telaio a piastre e tralliccio in alluminio della Shiver è molto piu rigido e leggero di quello del Monster, e la Shiver pesa meno ed è meno ingombrante della Z750 o della FZ8, per confrontare moto di cilindrata simile… cosa vuoi che facciano di piu?
La Shiver è una delle naked piu pregiate in quella fascia, come lei c’è la Street Triple e poche altre.
the emperor
07 ott 2010 - 08:17 - #10x cavinci non so tu che moto con rbw abbia provato ma io ho provato di recente un dd factory e mi è sembrato perfetto il rdw il ritardo lo avvertivo con la prima shiver, poi aprilia aggiorno spesso l’ elettronica(in altre case non ho mai visto cose simili) e mette gratuitamente gli aggiornamenti a disposizione dei clienti, penso che anche per la 1200 il ritardo in apertura del rbw durerà poco.
ps. che voi sappiate il traction control di aprilia lavora in abbinameto al rdw come avviene in motogp e sbk?
mwinani
07 ott 2010 - 10:06 - #11#9
Guidoblog, fammi capire, tu giudichi la bontà del ride by wire dalla curva di erogazione al banco che si ottiene testando il il motore (a gas completamente aperto=full trottle) frenandolo dalla minima velocità di rotazione che è in grado di mantenere senza spegnersi, al massimo regime di rotazione (intervento del limitatore)?
In quella condizione che vi sia un RBW o un cavetto o una leva di ferro o tieni aperta la farfalla con i piedi, non cambia assolutamente nulla (a parità di tutti gli altri parametri).
La differenza si sente solo nei transitori, ovvero nella guida in condizioni di velocità variabile. Con un cavetto tradizionale è il pilota che decide direttamente quanto aprire la farfalla, in base alle informazioni che ha e alla sua capacità di guida. Con il Ride by wire si ha il vantaggio di poter mediare l’input del pilota con altre informazioni, provenienti da appositi sensori e in base alle mappe caricate sulla centralina e/o selezionate dal guidatore, fornire, di volta in volta l’apertura della valvola a farfalla ideale ovvero volta a ottenere l’erogazione desiderata.
Per fare un esempio, col RBW si può addolcire molto più efficacemente il comportamento del motore sul bagnato o sul pavè facendo corrispondere ad una rotazione della manopola del gas troppo repentina, un’apertura della farfalla molto più lenta e progressiva. Un’altra cosa che si può fare facilmente è evitare l’effetto on-off, i buchi che si ottengono aprendo di colpo l’acceleratore a regimi molto bassi, impedendo al pilota di tirare le marce a freddo ovvero limitando l’apertura della farfalla finché il motore non è arrivato alla temperatura ideale di funzionamento. Poi si possono correggere i buchi di erogazione (ma non quelli presenti a regimi costanti, per quelli si agisce sulla fluidodinamica del motore e sulla mappa dell’iniezione/accensione). Infine con RBW si possono cercare le massime prestazioni, non tanto nelle performance del motore, quanto su quelle del pilota in pista, ove è noto che il massimo di velocità si ottiene non aprendo velocemente il gas in uscita di curva, quanto aprendolo quel tanto che serve per fare andare veloce la moto senza che derapi troppo, perdendo tempo o usuri precocemente le gomme. Quello che si cerca di fare è creare un collegamento “lineare” tra l’apertura della manopola del gas e la percentuale di slittamento ottenuto dalla gomma posteriore. E’ una questione molto teorica, ma chi se ne occupa, sa cosa significhi. Questo è il motivo principale del poco spettacolo in motogp, sacrificato sull’altare della massima efficienza.
guidoblog
07 ott 2010 - 20:27 - #12#11
Ok, tutto giusto quello che dici, però pensavo che il Ride by Wire incidesse un poco anche sulla prova al banco, rendendo piu lineare la curva di erogazione ed evitando gli scalini che si vedono sulla curva del Monster nella foto che ho linkato.
Nella prova al banco a parità di condizioni, in teoria, non cambia niente usando il Ride by Wire o aprendo tutta la farfalla con un cavetto, però nella realta bisogna tenere conto dei vari parametri che vengono monitorati dal Ride by Wire e che possono incidere sulla prova, come la temperatura dell’aria, umidità, i gas di scarico, etc etc.
Ad esempio in una prova al banco il Ride by Wire può decidere di non spalancare di colpo la farfalla ma di aprirla gradualmente a una certa velocità e mettendo cosi il motore in condizioni di fornire una curva di erogazione migliore di quella che avrebbe fornito se si avesse aperto di colpo la farfalla.
mwinani
08 ott 2010 - 20:47 - #13Le prove al banco vengono fatte a regime motore costante e stabilizzato. L’angolo farfalla è fisso. Di solito a tutta apertura. Anche se recentemente alcune riviste pubblicano curve anche con farfalla al 50% (vorrei vedere come la misurano).
Poi ovviamente in fase di collaudo di un nuovo tipo di motore si fanno prove nelle diverse condizioni di funzionamento. Principalmente per stabilire le corrette mappature di iniezione e anticipo. I dati acquisiti, di cui parli tu, sono appunto degli input per la centralina di iniezione. Prove in transitorio se ne fanno, per la messa a punto delle mappe di iniezione e di anticipo accensione ma anche per quelle del ride by wire. Però finora non ho mai visto pubblicata ricavata in transitorio. D’altronde sarebbe di scarsissima leggibilità e comprensione per i non addetti.
Un dato molto importante, per il rbw, che mi sembra stia prendendo piede è un sensore di coppia all’uscita del cambio, altri sensori sono quelli dell’acquisizione dati: giroscopi e accelerometri e sensori di velocità sulle ruote e di posizione sulle sospensioni. In base alla condizioni dinamiche in cui si trova la moto e alla coppia attualmente erogata, in base alle mappe caricate, la moto si ricava la coppia massima erogabile, in funzione dell’apertura del gas, e si apre la farfalla, più o meno velocemente, di conseguenza.
Paolo Broglia Patron
09 dic 2010 - 22:42 - #14Bel mezzo,queste moto mantengono giovani,tirano fuori il bambino che c’è in noi,o più semplicemente l’idiota represso!Fantastica,avessi gli € l’avrei già prenotata!Buono persino il prezzo.12500€ con tutta l’elettronica!Nessuno dà tanto per così “poco”.Se fosse Ducati costerebbe5000€ in più,invece Aprilia almeno nel prezzo è molto Giapponese!