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molto interessante.
divertente anche cosa si può fare dando gas o frenando durante i salti, quando le ruote non toccano terra.
passano i decenni, ma quando si parla di moto le discussioni raramente riguardano gli aspetti tecnici… strano per uno sport dove la tecnologia è fondamentale.
ieri, chiacchierando con un amico, notavamo che, ignorando i regolamenti, con una moto “fatta in casa” e un po’ di talento, si potrebbero insidiare i tempi delle motogp con “quattro soldi”.
voi preferireste vincere la coppa del fermone a 10 secondi/giro da rossi oppure, con gli stessi soldi, fare tempi simili senza poter gareggiare?
io penso che in quasi tutti gli altri sport “misurabili” sceglierebbero la seconda.
@2 sono le basi :)
è un movimento che tutti i motociclisti fanno dopo un pò… è naturale. il motociclista spostandosi verso interno curva, tira verso di se il semimanubrio esterno.. e curva al contrario :)
è la motivazione fisica per sui, se sono in curva, in piega, e voglio cambiare la traiettoria, non devo tirare il semimanubrio, ma spingere! se sono in una curva a sinistra e voglio chiudere la traiettoria devo spingere su semi interno, altrimenti se voglio aprila, devo spingere sul semi esterno. è l’inizio di un percorso che se cattura l’attenzione porta a chiedersi che differenza faccia mettersi piu avanti o piu indietro in sella, che differenza faccia aprire o meno il ginocchio, che differenza faccia mettere spostare il busto intero (e non solo la testa) quando si affronta una curva… è un percorso che ci porta, un giorno ad essere completamente fuori dalla moto, col gomito esterno che tocca il serbatoio.. in condizione di completo controllo. ed è una bellissima sensazione!
P.S. i piloti del TT sono degli assoluti animali. conoscete l’italiano piu forte al TT? Stefano Bonetti? ha vinto 6 titoli italiani della montagna, e guardandolo si ha davanti la massima espressione della tecnica di guida su strada. provate a cercare su google immagini “stefano bonetti ballacrye” :)
@2
Fai qualche esempio se puoi.
La coppa del fermone…. cosa vuoi farci, credo dipenda da come uno intende questo sport.L’agonismo in genere si basa sulla competizione, sull’andar più forte di qualcun altro.Io che in pista non ci sono mai stato ti dico che a pelle forse preferirei la prima (coppa del fermone). Motivo? Non credo mi interesserebbe la prestazione assoluta , mi basterebbe l’idea del poter gareggiare, sia pur consapevole della mia broccaggine e dei magari ampi margini tecnici possibili.Tu la vedi probabilmente più legata ad un aspetto di sfida con sé stessi: andar più forte possibile diventa il fine, non il mezzo.E’ un approccio più tecnico, l’altra faccia della stessa medaglia.
@5
Pure #2 si faceva le sparatone in montagna :-)
Per me sono un po’ matti però l’idea del rischio senza margine di errore ha sempre un suo fascino (non per tutti).
tizietto
sono fuori da troppo tempo per non rischiare di sparare cavolate, ma penso che una 1098 racing, anche non recentissima, potrebbe essere una buona base. poi un giretto da bursi, se è ancora quello dei miei tempi.
comunque se la moto è troppo superiore al pilota diventa un handicap: bisogna andare per gradi, fare gli step si fanno quando servono.
magari tenere un 600 per qualche stagione, facendolo passare da stock a ss da squalifica… rendo l’idea?
;)
Tizietto
26 set 2010 - 02:41 - #1Da notare l’effetto giroscopico che impongono alla moto
http://www.boulevardigno.altervista.org/EffettoGiroscopicoMoto.pdf
doctor_house610
26 set 2010 - 06:15 - #21
molto interessante.
divertente anche cosa si può fare dando gas o frenando durante i salti, quando le ruote non toccano terra.
passano i decenni, ma quando si parla di moto le discussioni raramente riguardano gli aspetti tecnici… strano per uno sport dove la tecnologia è fondamentale.
ieri, chiacchierando con un amico, notavamo che, ignorando i regolamenti, con una moto “fatta in casa” e un po’ di talento, si potrebbero insidiare i tempi delle motogp con “quattro soldi”.
voi preferireste vincere la coppa del fermone a 10 secondi/giro da rossi oppure, con gli stessi soldi, fare tempi simili senza poter gareggiare?
io penso che in quasi tutti gli altri sport “misurabili” sceglierebbero la seconda.
alepeo
26 set 2010 - 08:18 - #3Che fascino il TT!
SiegHart
26 set 2010 - 11:07 - #4Non finirò mai di apprezzare chi va al TT,dal primo all’ultimo sono signori con 2 OO infinite!! spettacolo puro!!!
leov60
26 set 2010 - 11:11 - #5@2 sono le basi :)
è un movimento che tutti i motociclisti fanno dopo un pò… è naturale. il motociclista spostandosi verso interno curva, tira verso di se il semimanubrio esterno.. e curva al contrario :)
è la motivazione fisica per sui, se sono in curva, in piega, e voglio cambiare la traiettoria, non devo tirare il semimanubrio, ma spingere! se sono in una curva a sinistra e voglio chiudere la traiettoria devo spingere su semi interno, altrimenti se voglio aprila, devo spingere sul semi esterno. è l’inizio di un percorso che se cattura l’attenzione porta a chiedersi che differenza faccia mettersi piu avanti o piu indietro in sella, che differenza faccia aprire o meno il ginocchio, che differenza faccia mettere spostare il busto intero (e non solo la testa) quando si affronta una curva… è un percorso che ci porta, un giorno ad essere completamente fuori dalla moto, col gomito esterno che tocca il serbatoio.. in condizione di completo controllo. ed è una bellissima sensazione!
P.S. i piloti del TT sono degli assoluti animali. conoscete l’italiano piu forte al TT? Stefano Bonetti? ha vinto 6 titoli italiani della montagna, e guardandolo si ha davanti la massima espressione della tecnica di guida su strada. provate a cercare su google immagini “stefano bonetti ballacrye” :)
Indice e medio a V!
L.
Tizietto
26 set 2010 - 12:17 - #6@2
Fai qualche esempio se puoi.
La coppa del fermone…. cosa vuoi farci, credo dipenda da come uno intende questo sport.L’agonismo in genere si basa sulla competizione, sull’andar più forte di qualcun altro.Io che in pista non ci sono mai stato ti dico che a pelle forse preferirei la prima (coppa del fermone). Motivo? Non credo mi interesserebbe la prestazione assoluta , mi basterebbe l’idea del poter gareggiare, sia pur consapevole della mia broccaggine e dei magari ampi margini tecnici possibili.Tu la vedi probabilmente più legata ad un aspetto di sfida con sé stessi: andar più forte possibile diventa il fine, non il mezzo.E’ un approccio più tecnico, l’altra faccia della stessa medaglia.
@5
Pure #2 si faceva le sparatone in montagna :-)
Per me sono un po’ matti però l’idea del rischio senza margine di errore ha sempre un suo fascino (non per tutti).
doctor_house610
26 set 2010 - 15:26 - #7tizietto
sono fuori da troppo tempo per non rischiare di sparare cavolate, ma penso che una 1098 racing, anche non recentissima, potrebbe essere una buona base. poi un giretto da bursi, se è ancora quello dei miei tempi.
comunque se la moto è troppo superiore al pilota diventa un handicap: bisogna andare per gradi, fare gli step si fanno quando servono.
magari tenere un 600 per qualche stagione, facendolo passare da stock a ss da squalifica… rendo l’idea?
;)
doctor_house610
26 set 2010 - 15:51 - #8mi è partito un “si fanno” di troppo, spero si capisca cmq.
Tizietto
26 set 2010 - 20:49 - #9Sì, hai reso l’idea anche se io una 600 sportiva l’ho solo provata e solo una volta (r6-k8).
Ciao
doctor_house610
27 set 2010 - 14:47 - #10… sennò ci sarebbe anche quest’altra possibilità
http://www.youtube.com/watch?v=_OIl9oLGx1o&feature=related
;)))