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FIM e-Power: Himmelman vince con la Munch a Magny Cours

Pubblicato: 14 set 2010 da Michele Lallai


Magny Cours è stato teatro dell’ultima sfida FIM e-Power, che ha incoronato come dominatore dell’intero weekend il tedesco Matthias Himmelman (con il #49 nella foto), sulla Munch, che ha debuttato con una moto tutta nuova e davvero veloce. Thomas Betti, sull’italianissima Betti Moto si è piazzato terzo, preceduto dalla DR Motors del team Crystalyte, pilotata da Thijs de Ridder.

Lo scenario del campionato internazionale per moto elettriche si fa sempre più avvincente ed interessante, nonostante la griglia davvero scarna e la conseguente scarsa spettacolarità delle gare. La vera sfida è tutta tecnica e la sfida prestazionale sta coinvolgendo sempre più appassionati ed aziende del settore.

Tornando alla competizione, la Munch ha letteralmente dominato il weekend fin dalle prove, una erodinamica curata va di pari passo alle prestazioni motoristiche del nuovo mezzo. Fra le 6 moto in gara ci sono stati anche due ritiri, quello di Luciano Betti, con la seconda Betti Moto, e Stefano Scrocchi, con l’altra Munch. Guai al motore per il primo, al sistema di ricarica per il secondo. Appuntamento ad Imola per la prossima tappa, in concomitanza con il WSBK.

via | motoelettriche

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • i.am.one

    14 set 2010 - 12:41 - #1
    1 punto
    Up Down

    Un’ultima notizia , la seconda moto del team Munch guidata da Stefano Scrocchi non ha avuto problemi di ricarica come si pensava ma ha subito la rottura delle Batterie per un danno di circa 13.000 euro.

  • bomber75

    14 set 2010 - 16:25 - #2
    1 punto
    Up Down

    Da segnalare che queste moto hanno preso “solo” 17 secondi dai tempi delle SBK. Mo,lto in termini assuoluti, pochissimo se si pensa che non hanno mai corso su questi tracciati e che esistono in questa forma da meno di 1 anno.

  • i.am.one

    15 set 2010 - 00:09 - #3
    1 punto
    Up Down

    Se ci aggiungiamo che il pilota del record non è proprio in peso forma e non di certo un professionista e che la moto che giuda non è anch’essa l’espressione dell’estremizzazione e dello sviluppo tecnologico la nostra fantasia aumenta!

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