MotoGP Silverstone, qualifiche di fuoco: Marquez e Lorenzo “mattatori”. Rossi, gap pesante

Marquez e Lorenzo hanno dominato le qualifiche della MotoGP di Silverstone come se fosse un GP. Si prospetta una gara infuocata... con poche speranze per gli altri, Rossi compreso.


Toc-toc, è qui la corsa? Perché a Silverstone è il sabato delle qualifiche, ma pare la domenica della corsa, con Marquez (2’00.691) e Lorenzo (+0.128), più che mattatori, veri e propri “matti” da applausi a scena aperta.

Tornata dopo tornata, i due straordinari matador che qui nel GP d’Inghilterra si giocano il titolo, fanno saltare il cronometro, rompendo prima il muro del due zero due, poi quello del due zero uno, infine si giocano nella infernale danza del millesimo, il due zero zero, con il rabbioso rookie della Honda che nel travolgente rush finale piega il mai domo maiorchino della Yamaha.

Sì, qualifiche così valgono da sole il costo pieno del biglietto e – paradossalmente – la corsa dovrebbero farla solo loro due, spettacolo per tutti i palati, piloti davvero una spanna sopra tutti.

Già, gli altri dove sono? Oltre il solco che divide i terrestri dagli extraterrestri. Resiste Crutchlow (chiude la prima fila con gap di 734 millesimi), con Bradl che apre la seconda fila (+0.867), davanti al deludente Pedrosa (+0.937) e allo stralunato Rossi, sesto tempo (2’02.169, gap di un secondo e quattro decimi!), un’altra corsa, un altro pianeta. Il nove volte iridato rischia addirittura l’onta di rimanere alle spalle della Ducati di Dovizioso, alla fine settimo con la “rossa” (+1.432).

Poi Bautista, Hayden, Smith, tutti con distacchi pesanti, attorno al secondo e mezzo. Lasciamo stare Rossi e la sua tifoseria che addirittura giunge a paventare la differenza fra le due M1 ufficiali e diciamo due parole su Cal Crutchlow, indubbiamente uno che ci dà dentro, forte di stoffa e gran determinazione.

Cal guida da “mastino”, come i grandi di sempre agli inizi di carriera (da Saarinen a Stoner) ma sorge il dubbio sulla sua capacità di gestirsi, come dimostrano anche i due voli odierni, specie il primo a forte velocità, addirittura al primo giro lanciato delle prime prove della mattinata, moto distrutta e pilota illeso. Solo sfortuna?

Alla Ducati serve un pilota così “duro”, ma forse un po’ meno … esagerato. Comunque, tanto di cappello, visto che neppure due cadute in un giorno sembrano impensierire l’inglese, voglioso di agguantare il podio.

Il sole continua a splendere sopra l’ex aeroporto militare della RAF facendo capire che domani sarà una corsa da incorniciare.

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