MotoGP Brno: "vola" Marquez, e chi lo ferma!

Che gara! Che Marquez! Tatticamente geniale, agonisticamente spavaldo, umanamente irriverente, straordinario mattatore di una corsa che può davvero lanciarlo verso il titolo iridato.


Marq sugli altari e tanto di cappello agli altri due spagnoli. Soprattutto a Jorge Lorenzo, splendido coriaceo indomito fuggitivo e battistrada per tre quarti di gara, e con la baionetta fra i denti fino all’impossibile, fino a quando cioè il rookie marziano della Honda non ha scaricato uno-due-tre bordate micidiali, con sorpassi da mal di cuore così esaltanti da annullare la qualità dei suoi avversari.

Pedrosa, non ancora fisicamente al 100 per cento, ha fatto quello che doveva fare, lo scudiero di lusso a un compagno di squadra cui oggi va riconosciuta una perentoria superiorità in pista.

Servito, chi prefigurava qui a Brno una netta superiorità della Yamaha, non certo umiliata, grazie alla classe e alla voglia di non mollare (gare e titolo) di un mastino di razza come Lorenzo, cui va l’onore delle armi.

Enzo Ferrari ripeteva che il secondo è il primo degli sconfitti, quindi Valentino Rossi è oggi il primo perdente dopo il terzetto dei grandi protagonisti, capace del … solito guizzo finale grazie al quale regola in volata Bautista, accucciandosi a ridosso del podio, quarto a oltre dieci secondi dal vincitore.

Opaco in qualifica, solo settimo tempo e quarta fila, il pesarese era risalito da par suo in mattinata nel wu, con un ottimo tempo da terza piazza virtuale, da ipotizzare addirittura il bis trionfale di Assen. Certo, nel GP d’Olanda Pedrosa e soprattutto Lorenzo, erano fisicamente malconci e lo stesso Marquez era ancora sotto i postumi del nero week end del Mugello, quindi Valentino aveva avuto indirettamente una mano dalla dea bendata.

Qui a Brno di fatto il poker d’assi giocava alla pari e toccava a Rossi dimostrare di non essere il fanalino di coda dei big e soprattutto di non subire più l’onta di avere davanti outsider di lusso, a cominciare da Crutchlow – volato via ancora una volta - con la Yamaha clienti.

Per Rossi vale il detto “chi si contenta gode”, ma è evidente che oramai il pesarese è fuori dal poker d’assi. L’antico adagio non vale per le Ducati, come al solito o peggio del solito, in fila indiana con Dovizioso, Hayden, Iannone al settimo, ottavo, nono posto a oltre 35 secondi (51 per Iannone), in una corsa fuori dalla corsa.

Il mondiale resta aperto, ma l’ipoteca iridata di Marquez si fa ancora più pesante.

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