WSBK Silverstone: fra bandiere bianche e rosse trionfi di Rea e Baz. Guintoli allunga su Sykes nel mondiale. Melandri perde il treno. Ducati, altra corsa.

Round numero nove con Rea (gara 1) e Baz (gara 2) sugli altari resi cupi per i nuvoloni bassi in mancanza di quel sole che non pare arridere più alla SBK dei bei tempi andati.

Con ancora 6 Gran Premi in programma e 12 gare da disputare nel 2013 a Silverstone si guarda già al futuro cercando di metter mano a una SBK iridata che cela la sua crisi grazie a uno spettacolo in pista oggi favorito dalle condizioni meteo, alterne con il prevalere dell’umido, con pioggerella insidiosa e sparigliacarte.

DORNA, gestore unico dei due massimi campionati di velocità, ha iniziato la sua rivoluzione con un nuovo regolamento (non definitivo) che punta a moto tecnicamente meno raffinate per ridurre i costi e con nuovi orari di partenza (gara 1 alle 10.30 e gara 2 alle 13) per una migliore copertura televisiva, alla ricerca di più ascolti e più sponsor. Qualcosa si muove, anche se nella logica angusta della montagna che partorisce il topolino o di quella di chiudere la stalla quando i buoi se ne sono andati. Business is business ma qui la torta si fa sempre più piccola e da spartire sono rimaste solo le briciole.

Cosa si fa per non deludere le Case attualmente impegnate (il forfait della BMW è un campanello d’allarme) e invogliare nel mondiale SBK altre Case, quali KTM, MV Agusta, Benelli, Triumph, Moto Guzzi, Harley Davidson ecc? Invece di giocare sempre più al ribasso, raschiando il barile, perché non si dà un colpo d’ala tentando di volare più in alto? Avremo modo di tornare presto sull’argomento.

A Silverstone lo show, lo ripetiamo, non è certo mancato – specie in gara due – grazie soprattutto a quei piloti da baionetta come Baz, Rea, Davies, Cluzel, Camier galvanizzati dalle condizioni miste e anche non vincolati dalla classifica generale, perché fuori gioco.

In sintesi Jonathan Rea riporta in gara 1 la Honda sul gradino più alto del podio dopo oltre un anno di digiuno, Baz regala alla Kawasaki una gran vittoria in gara 2 (gara fermata giustamente con bandiera rossa per uno scroscio d’acqua nel finale) davanti a un fortissimo Cluzel (Suzuki in gran spolvero!) e a un Laverty (ottimo, terzo e secondo in gara 2) … irriverente nei confronti del compagno di Marca Guitoli, a disagio nelle fasi di bagnato anche per la sua spalla malandata e più prudente per non compromettere la classifica.

Già perché il suo più diretto avversario, Tom Sykes – dopo il disastro di Mosca – si “perde” anche a casa sua, irriconoscibile con un 11° e un 7° posto, cancellato dal giovanissimo compagno Baz, a dimostrazione di una pressione che pesa sulle sue prestazioni.

Male le BMW, che privano per rottura del motore (e tre!) il fortissimo Davies di un podio in gara 2, e con Melandri l’ombra di se stesso, vuoi per i postumi della caduta in prova e vuoi per la delusione di un futuro tutto da reinventare per l’annunciato forfait della Casa tedesca. Ducati fuori dai giochi, con Badovini quanto meno miglior italiano e Checa, davvero sulla via del pensionamento.

Così Guintoli allunga in classifica (262) su Sykes (249) e Melandri (221) perde la terza piazza a favore di Laverty (226).

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