WSBK Silverstone, Superpole “pasticciata”: Laverty davanti a Checa e Rea. Sykes e Baz infuriati …

Non c’è aria di smobilitazione in SBK, ma qui a Silverstone, alla vigilia delle due gare del GP d’Inghilterra in programma domani, non si vive il clima elettrizzante dei bei tempi andati quando la Superpole incantava, anticipando corse mozzafiato.

Pesa ancora la precedente tappa “nera” di Mosca ma soprattutto c’è disorientamento perché nessuno sa quale sarà l’immediato futuro del mondiale delle derivate di serie entrato nel tunnel di una crisi di identità che già colpisce duro con perdita di appeal: meno Case ufficiali (l’addio della BMW è l’iceberg di un gap fra investimenti e ritorni commerciali e di immagine), Team con budget sempre più risicati e conti in rosso, griglia magra e senza star, grandi sponsor latitanti, perdita di spettatori nei circuiti e in tv.

Il nodo dei regolamenti è uno degli aspetti di una matassa aggrovigliata che la DORNA (proprietaria della SBK e della MotoGP) non vuole o non può risolvere. Addirittura ci sono già piloti con la valigia in mano per tentare di seguire le orme di Cal Crutchlow emigrando nella più appetibile e remunerativa MotoGP, fra i primi Jonathan Rea (Honda) e Marco Melandri.

Non bastassero questi problemi, ci si mette oggi una Superpole “pasticciata”, quasi caos, con una regola chiara ma assurda nei fatti, regola qui interpretata in modo restrittivo, per non correre rischi dopo i fatti di Mosca. Cosa è successo? Che la “vera” Superpole 2 è stata dominata dal binomio della Kawasaki, Sykes (2’03.362) miglior tempo e record e Baz secondo a un soffio ma i tempi sono stati tutti annullati perché a quattro minuti dalla fine uno scroscio d’acqua ha portato la direzione gara a mettere fuori bandiera rossa e buonanotte ai suonatori, rinviando tutti a una nuova Superpole – Wet Superpole (dopo dieci minuti di pausa) di altri venti minuti. Va fatto notare che tutti i piloti avevano sparato il loro giro buono quindi si poteva finire lì e dare per buoni i tempi della Superpole due.

Comunque, rientrati in pista di nuovo, tutti fermi dopo pochi minuti perché Giove pluvio si ripete e ancora tutti dentro i box. Ma il cronometro vale, con Baz primo, Rea secondo, Camier terzo ecce cc. Cioè oltre a questi, tutti gli altri sei piloti si erano appena mossi in pista. Più o meno il caos.

Ma non è finita, tutti di nuovo in pista – asciutta con qualche macchia - per i restanti ultimi due minuti (dei venti) e alla fine svetta Laverty (2’04.730) davanti a un incredibile e incredulo Checa (2’04.949) e a Rea (2’05.078). Un terno al lotto, con i piloti Kawasaki su tutte le furie.

Ci fermiamo qui, dato il valore, si fa per dire, di questi tempi per le due gare di domani. Da ricordare che Melandri (brutta caduta nelle libere della mattinata) parte in quinta fila (15°) per la rottura del motore della sua BMW al secondo giro di Superpole uno, che Giugliano ha fatto un brutto volo in SP 2 con gran botta alla gamba sinistra (ma corre), che Fabrizio è solo 14esimo per … incomprensioni con il suo team (montata gomme sbagliata in SP 2).

C’è solo da sperare in gare asciutte. Altrimenti il caos di Mosca sarà uno zuccherino.

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