WSBK Silverstone, Sykes (Kawasaki) domina libere e prime qualifiche. Bene Giugliano, male Melandri. Aprilia (ufficiali) in affanno. Ducati “ferme”

Il nono round del mondiale SBK sul vecchio magnifico tracciato inglese di Silverstone prova a dimenticare il precedente appuntamento di Mosca, la corsa nella pioggia battente e soprattutto la tragica caduta nel diluvio delle Supersport costata la vita al 25enne Andrea Antonelli.

Come nel film “Marcia o crepa” i legionari della Legione straniera non avevano scelta, anche qui – pur se in piena libertà di scelta e di decisione – ai piloti non resta che riprendere la propria moto e rigettarsi in pista: poco o nulla contavano prima a Mosca, dove le corse sono una novità da circo equestre, poco o nulla contano adesso qui in Inghilterra, dove le corse hanno una storia ed esprimono una cultura.

Corri o vai a casa, c’è sempre un altro pronto a sostituire il pilota tenero di cuore. Quindi basta bla bla: si corre, come sempre. A dire il vero qualcosa si sta muovendo, con i “turbolento” Marco Melandri impegnato “pro tempore” nella commissione per la sicurezza dei piloti, anche se sembra già impresa ardua realizzare un primo meeting a Silverstone con tutti i corridori, come sempre uniti a parole ma divisi nei fatti per evidenti (e discutibili) interessi di parte. Chi vivrà vedrà, ma l’ottimismo in questi casi è davvero merce rara.

Per fortuna oggi non piove e il sole fa cucù fra le nuvole nelle prime qualifiche disputate con una temperatura non più così frizzante come nelle libere della mattinata, nel pomeriggio vicino ai 25 gradi.

Gli inglesi iniziano subito col passo giusto e fanno la voce grossa, quanto meno Sykes e Camier, dominatori della prima giornata. Il pilota della Kawasaki è l’unico a rompere il muro del 2 zero sei con il bel tempo di 2’05.355, fatto per altro … in scioltezza mentre l'altro inglesone nel finale si riprende il secondo tempo (2’06.236), con un bel tiro, dopo aver testato diverse soluzioni.

Gli italiani non sono più nel trenino dei “terzi” come in mattinata: solo Giugliano regge l’assalto dei due inglesi, un 2’06.332 da prima fila virtuale. Seguono i due Hondisti Rea (2’06.349) e Haslam (2’06.353) che surclassano sul finire Laverty, in recupero, anche se solo sesto tempo: 2’06.539. Peggio ha fatto i compagno dell’Aprilia Guintoli, nono tempo (2’06.656) davanti a Melandri, ottavo (2’06.590) e a Baz, settimo (2’06.553). Male, molto male le Ducati, tutte oltre la top ten.

Solo cinque piloti dentro un secondo. Pare passato un secolo quando nel fazzoletto di un secondo ci stavano oltre dieci piloti. Speriamo nella Superpole di domani.

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