MotoGP Laguna Seca: Marc Marquez conquista l’America e punta diritto al titolo

Mosca è lontana da Laguna Seca, ma l’ombra lunga della tragica morte di Andrea Antonelli arriva fin qui e ha ragione Valentino Rossi a dire: “Viene voglia di andare tutti a casa”.


Ma la pista chiama sulle note dell’inno americano a rispettare il solito copione e lo spettacolo riprende, anche se il cuore piange, con i singhiozzi coperti dall’urlo dei motori della MotoGP. Così è, non è la prima volta e non sarà, purtroppo, l’ultima.

E in pista il castigamatti Marc Marquez, stratosferico debuttante nel toboga californiano, non perdona: infilza subito Lorenzo con una prima fiocinata recuperando una brutta partenza, poi “vendica” … lo Stoner del 2008 nell’abisso del “cavatappi”, con un sorpasso da motocross all’esterno ai danni di Valentino Rossi, colpito nell’orgoglio, incredulo, stordito, costretto a lasciare andare l’indiavolato rookie della Honda, il quale, dopo 15 giri, spara l’ultimo colpo in canna freddando con una staccata a vita persa il magnifico battistrada Stefan Bradl.

Gran colpaccio di Marquez, sugli altari, oggi il pilota più talentuoso, più forte, più spettacolare. Fine della giostra, fine della corsa. Fine anche del campionato?

Applausi per Bradl e anche per Rossi, bel podio a denti stretti, capace di regolare in volata un pepatissimo Baustista, oggi anche molto corretto. Forse i più soddisfatti di tutti sono i due acciacatissimi Pedrosa e Lorenzo, con l’hondista ottimo quinto e il maiorchino della Yamaha sesto, bottino da non sottovalutare per entrambi, visto lo stato fisico.

Deludente Crutchlow, ancora una volta lontano in gara dagli exploit delle prove. Niente da aggiungere sulle Ducati, a oltre 30 secondi in questo “corto” californiano, come dire, un minuto al Mugello. Corsa dura per tutti, ma dalle promesse mantenute.

Marquez ipoteca il titolo iridato. Chi vuole fermarlo ha una gran brutta gatta da pelare.

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