Stefan Pierer (KTM): MotoGP e SBK troppo care, lavoreremo sulla Moto2

Regina del Mondiale Motocross e della Moto3, KTM si appresta a entrare anche in Moto2?

Stefan Pierer, CEO di KTM, ha le idee chiare e certamente per un capitano d'industria del suo livello è un requisito fondamentale: la casa austriaca è una mosca bianca e in questi anni di crisi continua a espandersi sul mercato e il 2012 è stato l'anno del record di vendite nella storia dell'azienda. A questo dobbiamo aggiungere i successi nel mondo racing, dove dal Mondiale Motocross alla Moto3, KTM sta monopolizzando i rispettivi campionati, per cui quando il capo supremo di Mattighofen parla di strategie per il futuro è meglio ascoltare ciò che dice. In una recente intervista ufficiale, riguardo a un espansione verso la MotoGP e la SBK, ha dichiarato:

"Se guardiamo al decennio che verrà penso che la MotoGP non sarà interessante per noi, perché sono necessari troppi soldi e non riesco a vedere alcun guadagno paragonabile all'esborso economico. Solo Marquez da una vantata di freschezza all'intero settore, senza di lui penso che sarebbe diventata la classe più noiosa del settore. Per noi non c'è nessuna sfida lì, mentre in Superbike è un po' diverso: se le regole cambiassero verso livelli più sostenibili e le moto diventassero più vicine a quelle di produzione e senza la regola della quantità minima, ci potremmo pensare. Si stanno già facendo alcuni cambiamenti (la categoria EVO ndr) e siamo sulla direzione giusta. Abbiamo alcune idee interessanti ma non penso che andremo in Superbike con un team per i prossimi due o tre anni."

Niente KTM in Superbike a breve dunque, ma come sempre, stando a quanto dice Pierer, quando gli austriaci scenderanno in campo vorranno essere già al top:

"Abbiamo già gli ingredienti, il nostro motore bicilindrico è molto potente e ben sviluppato: è solo un problema di budget e serve anche un team manager con esperienza, buoni piloti, specialmente nella fase di sviluppo. Essere veloci è un conto ma spiegare cosa serve è un altro. Mi ricordo quando siamo partiti in 125 nel Motomondiale ormai 10 anni fa con il due tempi: il primo anno abbiamo sofferto, ma poi abbiamo preso Stoner che ha portato la moto fino in cima e a un livello competitivo. Lo stesso è stato per noi nel motocross, se usi un ex pilota come tester non è la stessa cosa che affidare la moto a Cairoli o Herlings."

Peccato che KTM abbia usato come tester anche Stefan Everts, Mr "10 Titoli Mondiali" e definirlo un ex pilota poco utile sarebbe alquanto prematuro...

"Stefan Everts ha ancor amolto talento! I piloti sono importanti ma anche la comunicazione lo è e forse questo fa la differenza tra una grande azienda e una piccola compagnia. Avere il personaggio giusto è fondamentale e anche fare in modo che possano proseguire le loro carriere in KTM seguendo le loro inclinazioni, come ad esempio ha fatto Peter Johansson, l'ex vice-campione svedese, che ora è direttore vendite per tutta la Scandinavia. Quando va da un concessionario i ragazzi ascoltano le sue opinioni perché ha fatto veramente fuoristrada."

Chiudiamo con i progetti futuri nel mondo racing di KTM e anche qui Pierer ha le idee molto chiare:

"Abbiamo spinto molto nell'AMA Supercross a che in Moto3 ma sto anche lavorando in Moto2, perché penso che l'attuale concetto di 4 cilindri scomparirà perché è noioso. Penso che il promoter si renda conto che c'è bisongo di un paio di case in più: sebbene ci sia azione manca l'attrazione. Suter contro Kalex? Nessuno pagherebbe per quello. Il format esistente della Moto2 avrà sempre meno attrattive e la mossa logica da fare sarà quella di prendere il concept sviluppato in Moto3 ad esempio facendo delle 500 bicilindriche."

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