Sciopero dei benzinai sospeso

Lo sciopero dei benzinai è stato sospeso a partire da questa mattina (giovedì 18 luglio). Distributori di benzina riaperti su tutta la rete autostradale italiana.

Lo sciopero dei benzinai è stato sospeso: a partire dalle 6 di oggi, giovedì 18 luglio gli impianti riapriranno. Lo hanno fatto sapere con una nota congiunta le tre associazioni aib, Fegica e Anisa dopo il no del Garante, che aveva chiesto senza mezzi termini di fermare subito la protesta e riaprire i distributori. I benzinai avevano iniziano lo sciopero due giorni fa (martedì) ed avrebbe dovuto continuare fino a venerdì. Secondo quanto dichiarato dalla società Autostrade, un distributore su due aveva aderito.

La protesta era stata indetta per protestare contro i rincari continui dei prezzi dei carburanti e per chiedere una riforma del sistema. Ieri quindi le organizzazioni di categoria si erano incontrate con Roberto Alesse, presidente dell'autorithy, ed hanno chiesto al governo uno sforzo per disegnare una riforma strutturale del settore con cui fronteggiare la crisi. Qualche ora dopo l'incontro è arrivata puntuale la la nota di Faib, Fegica e Anisa che confermava la sospensione della protesta. Le trattative comunque riaprirsi presto. Via libera quindi e distributori riaperti su tutta la rete autostradale italiana.

Origini dello sciopero


Settimana nera per i trasporti italiani e per tutti coloro che stanno partendo alla volta delle vacanze si prospettano alcuni disagi, derivati dallo sciopero dei benzinai autostradali (e delle tangenziali) confermato dal 15 luglio alle 22.00 fino alle 6.00 di venerdì 19. La responsabilità di questa agitazione ricadrebbe sui rincari voluti dalle compagnie petrolifere, che hanno portato, pochi giorni fa, il carburante ad aumentare sensibilmente, da 5 a 15 centesimi al litro: la verde, nei distributori Total Erg ha toccato la cifra record di 1,856 euro al litro.

L'Italia è il secondo paese in Europa con le accise più alte sui carburanti, ben 1,030 euro al litro: solo i Paesi Bassi ci battono, con 1,059, mentre il nostro diesel è il più caro d'Europa. Il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato ha dichiarato:

"Il rincaro è dovuto prevalentemente ad un aumento del greggio, a una maggiore domanda e anche ai petrolieri che aumentano un po' il prezzo. Lo stacco, la differenza fra quanto crescono i listini europei rispetto ai nostri, quelli italiani crescono anche loro nel complesso ma meno rispetto a quelli europei, ci vede avvantaggiati in questo caso, ma esiste. Per questo ho già predisposto un richiamo ai petrolieri in cui chiedo di tenere conto della situazione particolare del paese e affiché non ci siano aumenti nella stagione in cui c'è un maggiore consumo."

Evidentemente i richiami non sono sufficienti e le tre principali sigle dei gestori, hanno diramato una nota in cui si dichiara, riguardo all'atteggiamento tenuto dal Governo:

"Solo assoluta indifferenza, nessun intervento per esercitare le prerogative istituzionali indirizzate a garantire il rispetto delle leggi e degli accordi formalmente sottoscritti. Nessuna attività di mediazione fra le parti per impedire un vero e proprio «olocausto» economico perpetrato ai danni di centinaia di imprese di gestione e di oltre 6 mila lavoratori cui viene violentemente sottratto reddito e posto di lavoro."

I consumatori sono giustamente sul piede di guerra perché, ricordiamoci, gli aumenti del carburante non vanno solo a influire sui normali trasporti, su automobilisti e motociclisti, ma impattano in maniera drammatica sul costo dei beni di consumo che, in Italia vengono trasportati principalmente su gomma.

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