MotoGP Sachsenring, domina Marquez (Honda). Rossi “solo” terzo. Super Crutchlow

Tutto a posto nel toboga del Sachsenring ottavo round iridato MotoGP 2013? Beh, dipende. Dare a Cesare quel che è di Cesare si staglia alla perfezione al rookie Marc Marquez, trionfatore come un consacrato imperatore, che si permette di dominare con la sua Honda super, giocando quasi al gatto col topo, via via prima con Rossi, poi con Crutchlow, e passando d’autorità in testa alla classifica iridata provvisoria, grazie anche alla forzata assenza di Pedrosa e Lorenzo.

Il giovane fuoriclasse spagnolo sapeva di non poter sbagliare, e quindi ha scelto una tattica di corsa da passista, senza sfuriate, anche se quando è stato il momento, non si è fatto certo pregare, infilzando con taglio chirurgico prima Rossi, poi Bradl: merita la vittoria e un grande applauso.

Così come merita un plauso infinito Crutclow, corsa di alto profilo, secondo posto da incorniciare con una Yamaha privat davanti a quella ufficiale di Rossi. Già, Rossi. Il vecchio leone ruggisce, tenta l’affondo iniziale e la fuga, ma subisce prima l’artigliata atomica di Marquez e poi l’unghiata velenosa di Crutchlow, super acciaccato per i voli in prova, ma granitico e indomabile. La vittoria di Assen resta scritta nell'albo d'oro ma è già lontana, nell'albo dei ricordi.

Le Ducati non ci sono, cioè fanno un’altra corsa e si sapeva.

Sulla corsa odierna del Sachsenring si staglia, lunga e pesantissima, l’ombra degli “assenti” forzati, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa - i primi due in classifica mondiale fino a oggi - messi ko da due voli spettacolari quanto cruenti e dannosi. Ci ripetiamo: nelle corse chi c’è (e resta in piedi) detta la propria legge e gli assenti hanno sempre torto. E’ una considerazione indigesta ma così è.

Come scrivevamo ieri, la domanda, a questo punto, a parte i soliti bla bla sulla sicurezza del toboga tedesco, è una sola: siamo ad una corsa ad eliminazione che non rende credibile il risultato? Fuori il 99. Fuori il 26. Il 35 a mezzo servizio. Chi vince porta a casa una vittoria “dimezzata”? No, chi vince vince e le polemiche inevitabili non mutano di una virgola la realtà dei fatti e della classifica.

Qui ha vinto Marquez, viva Marquez. E onore al podio con Crutchlow più in alto di Rossi, che sorride a denti stretti. Oggi è così, domani è (forse) un’altra storia.

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