MotoGP Sachsenring: dopo il forfait di Lorenzo, fuori anche Pedrosa. La corsa perde due protagonisti ma il motociclismo ritrova dignità

Quindi anche Dani Pedrosa, dopo il forfait di Jorge Lorenzo, non sarà oggi alla partenza della MotoGP al Sachsenring. Il leader della classifica provvisoria ha deciso di rinunciare alla corsa dopo che già prima del warm up della mattinata i postumi del trauma cranico di ieri tornavano minacciosi, con calo di pressione, giramenti di testa, equilibrio instabile.

La nuova visita medica successiva al warm up ha confermato lo stato di salute precaria del pilota della Honda, non adatto a scendere in pista, chiudendo il discorso e, ovviamente, riaprendo polemiche.

Al di là della clavicola malmessa, quando i problemi sono di natura cerebrale, non c’è passione o volontà di correre che tenga: Dani ha fatto la scelta giusta, a dimostrazione ulteriore del livello di un pilota responsabile che non mette a repentaglio la propria incolumità e quella degli altri. Un’occasione perduta per guadagnare ulteriore terreno in classifica nei confronti del suo più diretto avversario Lorenzo, le cui ultime notizie, lo danno addirittura al via del prossimo GP a Laguna Seca, la prossima settimana.

Lo stoicismo di Lorenzo, al limite dell’eroismo, con il rientro in gara ad Assen dopo poche ore dalla caduta e dall’intervento chirurgico alla clavicola non ha potuto trovare il replay qui nel toboga tedesco, dopo l’ulteriore operazione fatta poche ore fa a Barcellona, con inserimento di una nuova placca, viti e conseguente ambaradan. Una scelta obbligata anche per Lorenzo.

Sbaglia chi ha visto l’altra settimana in Jorge un leone e oggi in Dani un … “ coniglio”: non è così, essendo entrambi, oltre che due fuoriclasse, anche professionisti di grande valore e di grande temperamento, ma anche gente equilibrata, capaci di valutare il da farsi anche nelle situazioni difficili, come in questi casi.

Trattasi comunque sempre di giovani e giovanissimi, quando addirittura di ragazzi, non sempre supportati nel modo migliore e più corretto, da un ambiente dove la passione è sempre più un optional e dove tutto e tutti seguono una sola legge: quella del business. Il motociclismo non è una corrida.

Il GP di Germania perde oggi due grandi protagonisti, fiaccando indubbiamente la MotoGP già sguarnita, ma ritrova un po’ di dignità sul piano umano e questo fa bene al motociclismo e a tutto lo sport. E non solo.

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