
Un Ansa di ieri sera ha sancito la fine della protesta degli operai della filiale italiana Yamaha di Gerno di Lesmo. L’azienda - specifica la notizia Ansa - si é impegnata “inderogabilmente” con i sindacati a chiedere la cassa integrazione per tutti i 66 dipendenti e quindi i quattro operai che hanno passato ben sei giorni sul tetto della fabbrica per protesta sono scesi dal tetto nella nottata di ieri.
Per scendere dal tetto i compagni di lavoro dei quattro hanno dovuto attendere i pompieri e la protezione civile, perché è impossibile utilizzare le scale interne dello stabilimento. “Dopo una giornata di difficili contatti - afferma Gigi Redaelli, segretario generale della Fim-Cisl Brianza - l’azienda si è impegnata definitivamente a chiedere la cassa integrazione con dettagli che verranno stabiliti in un incontro fissato per il 29 dicembre prossimo al ministero del Lavoro”.
Finalmente una bella notizia che farà passare un Natale più tranquillo ai lavoratori Yamaha in protesta. Un plauso a Yamaha Motor Italia per aver capito la delicata situazione ed accolto le richieste dei propri lavoratori.
bibendus
23 dic 2009 - 10:28 - #1così facendo si risolve il problema del momento ovvero sistemare i dipendenti per un pò di tempo… ma quanto si potrà andare avanti così? se non ci sono rivoluzioni nei piani industriali di quest’azienda gli stessi problemi prima o poi si ripresenteranno. comunque speriamo in tempi migliori! auguri a tutti!
madrox17
23 dic 2009 - 10:56 - #2Speriamo che dopo la cassa integrazione, si possa ottenere una giusta ricollocazione di tutti i 66 dipendenti !!!
Meno Yamaha per tutti!!! ;-)
Un augurio particolare a tutti i 66 lavoratori !!!
jarnobike
23 dic 2009 - 11:03 - #3finalmente ce l’abbiamo fatta!!!!
ahahahah dopo sette giorni passati sul tetto sotto una tenda e una misera capanna costruita con cartoni e plastica, e dopo evar sopportato il gelo, la neve e la pioggia, ieri sera siamo finalmente tornati sulla terra!!!
è stata dura ma ce l’abbiamo fatta, siamo riusciti a rivendicare il diritto alla cassa integrazione speciale che questa multinazionale che ha fatto profitti milionari sulle nostre spalle voleva negarci.
il messaggio che deve passare è che noi non siamo lavoratori “usa e getta” da sfruttare a piacere, e se alla fine una multinazionale giapponese vuole chiudere, deve pagare caro e attenersi alle leggi che ci sono in italia…sicuramente questo servirà come esempio anche per altre realtà produttive che ci sono in italia e questo ci fa molto piacere.
un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno dato una mano, ai nostri colleghi che come noi si sono fatti un mazzo tanto stando giorno e notte a presidiare i cancelli e a tutti i giornali e le televisioni che si sono interessati di noi.
un’ultima cosa lasciatemela dire, a questa azienda non va fatto prorpio nessun applauso, perchè è assurdo lasciare 4 ragazzi su un tetto sotto la neve per una settimana perchè non si vuole concedere una cigs che in italia è una legge e un diritto per tutti gli operai…loro non hanno capito proprio niente, perchè è solo grazie alla nostra lotta e ai nostri sacrifici se siamo riusciti ad ottenere questa cosa da una dirigenza che non ha mai voluto fare sconti su di noi, e che dal giorno in cui noi siamo saliti sul tetto è completamente scomparsa senza avere il coraggio di metterci la faccia e cercare di risolvere la situazione
jarnobike
23 dic 2009 - 11:07 - #4e comunque questo è solo il punto di partenza, il nodo da sciogliere per poter iniziare la trattativa in un modo decente cosi da essere coperti economicamente quanto basta per aspettare la firma dell’accordo che verrà trattato nei prossimi giorni…
GG_
23 dic 2009 - 11:22 - #5Grandi jarno!!!
winerider
23 dic 2009 - 12:05 - #6Cari ragazzi, Buon Natale.
fabriziochy
23 dic 2009 - 12:41 - #7bene per la cassa ma i Jappo hanno le idee chiare…. chiudere Lesmo.
Dopo il vagone di mondiali vinti nel 2009 quasi tutti con notevole apporto tricolore ( e non sto parlando solo dei piloti ma anche di fornitori,sponsor, tecnici, team….. )
bhè non mi rimane altro che impegnarmi nel mio piccolo e convincere ogni persona che conosco a non comprare più YAMA, nè un cinquantino , nè una R1.
penso sia l’unica risposta da dare ad un’azienda che da ieri per me non merita più nulla che nasca da questa nostra nazione. Anzi, il blasone della cultura motoristica italiana è un valore che solo uno stupido butterebbe dalla finestra come stanno facendo loro. Avrebberero dovuto investire in lesmo, per sottolineare che l’allenaza tra giapppone e italia può portare ad essere i numeri uno in pista e sul mercato. OCCASIONE MANCATA , ADDIO YAMA!!! CHIARAMENTE TEMO CHE QUESTA MIA FRANCHEZZA NON TRASPARIRà NEMMENO IN PICCOLA PARTE DA TUTTI I NOSTRI CONNAZIONALI CHE CON CONTRATTI MILIONARI VINCONO I MONDIALI APPOGGIANDO IL SEDERE SU MOTOCICLI YAMAHA.
distraction
23 dic 2009 - 12:42 - #8è un film già visto…
Sapete perchè i dirigenti delle aziende che dichiarano CRISI partono col dire:
((non abbiamo manco i fondi le possibilità di una cassa integrazione straordinaria!))
Perchè sanno che così facendo, i dipendenti vengono spiazzati psicologicamente… e alla fine sentendosi abbandonati da tutto e da tutti… Non appena si apre lo spiraglio di trattativa per la cassa integrazione… Accettano senza precedenti!!!
Totale i dirigenti consapevoli fin dall’inizio che come MINIMO doveva andare a finire così… Hanno vinto anche questa battaglia perchè se ne escono dalla bufera proprio con quel MINIMO previsto!
Ormai è la manovra che fanno tutti…
Ripeto: è un film già visto!!!
distraction
23 dic 2009 - 12:46 - #9Una piccola pillola velenosa… spero che l’emerito imbecillone dal nik “ducazzi” faccesse parte di quelli che erano sul tetto, non me ne vogliate ma in certi casi ci vuole ana bella lezione di vita anche forte!!!
Sopratutto forte!!!
anotherday
23 dic 2009 - 13:14 - #10Lesmo non è mai stato uno stabilimento industriale adatto alla produzione moderna di moto,andava avanti bene quando faceva da magazzino agli scooter negli anni 90,e per l’allestimento delle trasformazione enduro dei cros 2t sempre anni 90.
Ora è decisamente obsoleto e la produzione non è + possibile produrre con gli standard di qualità e sicurezza che vengono imposti dal mercato.
Ovvio è il traferimento nello stabilimento in Spagna,+ moderno e adatto.
Yamaha jap non ha colpe su questa situazione,è il modo con qui si sono comportati i dirigenti della filiale italiana che lascia sconcertati(ma questo è proprio una particolarità del sietam italiano,con le sue leggi non proprio consone).Molte teste sono saltate,ma con buoni uscita favolosi,ma come al solito sono gli operai e gli impiegati ad avere la peggio,ma è COLPA SOLO DEL SISTEMA ITALIANO,non certo di yamaha jap o della gestione sportiva,quella ha responsabilità solo sui risultati sportivi!!!
Adesso vediamo cosa succede per TERMINI IMERESE….qui non ci sono jap da incolpare!!!!!!!!!!!!
jarnobike
23 dic 2009 - 13:58 - #11giusto per rispondere da diretto interessato…
per distraction: forse hai ragione, però non è vero che la battaglia l’hanno vinta loro, perchè l’annuncio della cassa integrazione non è la fine della trattativa ma bensi l’inizio, loro si sono sempre opposti a questoarammpicandosi sui vetri con inutili scuse e senza un chiaro motivo, ma alla fine il loro volere era quello di tagliarci fuori definitivamente dall’8gennaio, ora invece ci avranno tra i piedi ancora per 2 anni, e comunque nei prossimi giorni la trattativa riprenderà per definire le ultime richieste economiche che l’azienda dovrà pagare;
per anotherday invece è bene che si informi meglio, visto che il nostro problema era semplicemente quello di avere un unità produttiva piccola ma con un alto standard di qualità secondo solo al giappone come più volte dichiarato da yamaha, tanto da farci produrre una moto come il tenèrè, che se anche l’ultimo modello ha fatto un enorme flop, per i vertici yamaha questa era una di quelle moto che dovevano essere prodotte solo ed escluzivamente in giappone come r6 e r1 e che invece ci è stata affidata proprio per gli alti standard di qualità…la produzione verrà spostata in spagna, prova a chiedere ai possessori di scooter come l’x-max cosa ne pensano della qualità del prodotto visto che proprio li vengono prodotti…e in fine hai ragione, da incolpare non sono i giapponesi, ma bensi i dirigenti italiani che non hanno fatto nulla per evitare la chiusura del sito che aveva tutte le caratteristiche per essere tenuto aperto
distraction
23 dic 2009 - 14:39 - #12jarnobike; intendiamoci! Io sono dalla vostra parte, ci sono già passato per le stesse procedure e so come funziona il tutto ma vorrei aggiungere una frase forte ma molto vera “Non illuderti troppo” stai sempre allerta su tutto quello che si dice quando vi sedete al tevolo delle trattative, sopratutto occhio anche ai Sindacati che “dovrebbero” difendere i vostri diritti… Sai a volte basta poco all’azienda per corromperli… Parlo per esperienza vissuta un pò prima di voi…
Oggi e col senno di poi mi sarei comportato in tutt’altro modo, ma ormai è troppo tardi… per me! Non accontentatevi alle prime proposte, anche se i dirigenti si mostrano irritati delle vostre richieste…
Non so se hai letto le altre mie incilsioni a riguardo… non più tardi di due giorni fa avevano segnalato il problema qui su “motoblog” e vi ho difeso come una bestia mentre qualcuno rideva sotto i baffi per la vostra/la nostra vicenda…
Se non lo hai letto te lo segnalo io: leggiti cosa ho scritto io a riguardo…
http://www.motoblog.it/post/22184/gli-operai-yamaha-di-gerno-di-lesmo-sul-tetto-per-protesta#show_comments
anotherday
23 dic 2009 - 16:50 - #13la qualità del prodotto finale era + che ottima,il tenere e la mt-03 sono moto favolose ad un prezzo giusto,è lo stabilimento in se che non avevo + gli standard!!!
Sono venuto qualche anno fa,a momenti è + grosso il concessionario dove lavoro!!!
come fanno ad entare i bilici??
in spagna come in francia sono decisamente meno qualificati rispetto a voi,su questo non c’è dubbio,infatti i conce sono piuttosto preoccupati!!!!
mentre sul made in japan niente da dire.
ma non vi hanno proposto di andare in spagna a lavorare??A me non dispiacerebbe….
kirkmichael
23 dic 2009 - 18:05 - #14Meno male che è intervenuto Valentino Rossi se no chissà come finiva…. (sono ironico ovviamente)
maximaxiscooter
23 dic 2009 - 19:35 - #15egregi signori,
secondo me in pochi hanno fatto i conti. L’azienda ha offerto in prima istanza un intero anno di costo aziendale (in breve, il lavoratore percepisce 30.000 euro lordi all’anno ma all’azienda costa 42.000 euro, quest’ultima cifra avrebbe rappresentato l’incentivo all’esodo) che già mi sembra ottimo. Ovviamente dipende poi dal reddito di ogni singola persona ma è anche vero che chi meno guadagna probabilmente è un giovane.
A quanto sopra, non dimentichiamolo, si sarebbe aggiunta l’indennità di mobilità dello stato italiano. Soldi che potrebbero essere percepiti in una volta sola se il lavoratore decidesse di aprire un’attività di lavoro autonomo (la famosa frase: l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, non significa che lo stato deve garantire un posto di lavoro, e quindi tutti assunti nel pubblico impiego, significa bensì che tutti gli italiani hanno il DOVERE di lavorare).
Aggiungo che, in caso di mobilità, l’azienda AVREBBE liquidato anche i TFR.
In Yamaha cosa è successo? Sul tetto a gridare all’ingiustizia sociale sono saliti dei trentenni….cioè le persone che faranno meno fatica a trovare un lavoro.
Perchè è di questo, caro jarnobike, quello di cui vi dovrete preoccupare. TROVARE UN LAVORO!
Siete sicuri che TUTTI, dico tutti, i tuoi colleghi siano interessati alla CIGS?
Attenzione perchè la CIGS (che sempre per dare qualche numero vi frutterà la bellezza di circa 900 euro netti/mese) è un ottimo ammortizzatore sociale (che cmq viene pagato dai cittadini italiani col loro lavoro) ma che è di grande utilità in due casi:
1) per i lavoratori che con CIGS e mobilità arrivano alla pensione
2) per le aziende momentaneamente in difficoltà
Yamaha ha già detto che chiude, quindi per voi NON c’è nessuna possibilità di reimpiego.
Quanti nella tua azienda hanno + di 50 anni e potranno arrivare con i 2 anni di cigs ed i 3 di mobilità alla pensione? Normalmente è un 5-10% della popolazione aziendale…
Spero che abbiate considerato tutti gli aspetti di cui sopra.
A cui aggiungo un’ultima considerazione: la mobilità rende appetibile il tuo inserimento nelle aziende perchè possono usufruire di sgravi contributivi anche per assunzioni a tempo determinato (come saprai, se non sei specializzato, oggi si trova solo questo).
Con la CIGS passerai 2 anni a casa, spero a formarti ed a cercare un’alternativa interessante. Purtroppo invece la maggior parte preferisce andare a pescare salvo poi, quando arriva la lettera di licenziamento dopo 1 anno o 2, saltar fuori dicendo “ma mi avete licenziato”?
Certo, che cosa ti aspettavi? Di tornare al lavoro se la tua azienda chiude?
Attenzione anche ad un altro aspetto. I lavori a tempo determinato interrompono la mobilità ed, al termine del contratto, essa riprende esattamente nel punto in cui l’avevi interrotta.
Fare lavori a tempo determinato, lo so che può non essere il massimo concettualmente, vi darà anche la possibilità di fare nuove esperienze che, altrimenti, non avresti provato.
Tu in Yamaha (e per esteso gli altri tuoi colleghi) di cosa ti occupavi? Era REALMENTE il lavoro che volevi fare fino alla pensione?
Normalmente una buona fetta dei lavoratori svolge un lavoro per TIRARE A CAMPARE. Il risultato sai qual è? Sono scontenti del luogo di lavoro, dei colleghi, dell’imprenditore e dei soldi che percepiscono.
E sai come finisce? Che i rapporti in azienda si logorano e l’imprenditore, che già deve farsi il cu-lo per portare lavoro, non potendo licenziare perchè in Italia ci sono tutele su tutele (le toghe rosse esistono davvero, ve lo scrive uno che vota a sinistra da sempre) ed alla fine si finisce col fare di ogni erba un fascio e giù a fioccare cig, cigs, mobilità etc. etc…
Un ultimo consiglio: fate tesoro di quello che scrive distraction…OKKI APERTI ANCHE COI SINDACATI. Spesso la loro volontà, che non è quella della maggioranza ma è solo la volontà sindacale, finisce col prevaricare su quella dei lavoratori.
Buona sorte!
distraction
23 dic 2009 - 20:50 - #16Resta il fatto che non è giusto che a un’azienda fatta di operai/lavoratori venga data la possibilità di prendere certe decisioni INFISCHIANDOSENE di tutto quello che i lavoratori hanno fatto per se, per lo stato quindi la società e per i propri PADRONI.
Non mi piace il passaggio che hai fatto quando scrivi che: non tutti sono contenti del lavoro che svolgono ecc..
Non trascurare il fatto che molti lavoratori prestano il loro operato anche se il posto in cui lavorano non gli va tanto a genio… solo perchè a casa hanno uno o più bambini da crescere e da istruire come meglio possono e quindi non si possono manco permettere il lusso di dire “questo posto mi fa schifo”!
Io ho 37 anni e lavoro da quando ne avevo 13, oggi esistono le denunce per sfuttamento per questo ed è giusto che sia così… ma ti posso assicurare che se a casa mia si era venuta a creare quella situazione è perchè non c’era un bel clima economico e quindi io come i miei fratelli abbiamo dato una mano alla famiglia…
Con questo ti voglio dire che di situazioni di licenziamenti e di cambiamenti di lavoro ne ho vissuti tantissimi anche se sono ancora giovane… Ma a volte è meglio un posto o un collega o anche un capo che non piace che vedere i propri figli con le pezze al culo!
Fine della favola.
Quando si perde un posto di lavoro non si perde solo lo stipendio ma si perdono anche un sacco dio diritti in questo ca22o di mondo e a volte anche la dignità!
E per un padre di famiglia è come un pugno al cuore, chi muove i fili in questo mondo non potrà mai capire certe sottiglizze che questa società moderna ci ha preservato. Oggi se non hai una busta paga ti sbattono la porta in faccia tutti quelli che fino a 2 giorni fa ti spaccavano le palle con i mutui, i prestiti… Perchè sono tutti collegati tra loro… Se sanno che prendi ti perseguitano, appena o meglio da quando mi hanno licenziato non ricevo più posta pubblicità da parte di coloro che prestano soldi a tassi dicono agevolati… Non sei più nessuno per la società, ma questo non lo avevi previsto quando ti stavano proponendo 30 mila euro per lasciare il tuo lavoro… E poi rendiamoci conto che oggi non è per niente facile farsi riassumere a tempo indeterminato in un’azienda… ed i lavori interinali come dicevi tu servono solo a non farci morire di fame ma per la società rimani un NULLATENENTE…
E questa è la conseguenza della manovra chiamata “CRISI” ma a parer mio è una manovra pensata a tavolino per indebolire ancor di più la “gleba” già debole di suo!
Ti prendono e tilasciano a casa quando e come vogliono e così socialmente parlando diventi un numero vuoto rendendoti sempre più vulnerabile e qundi succube del sistema.
E’ troppo bello parlare di AMMORTIZZATORI SOCIALI facendoli sembrare come altrnativa al lavoro o al benesssere, che manca forse momentaneamente… ma a volte potrebbe essere per sempre… e allora come la metti?
Sei sicuro del tuo discorso che tanto alla fine tutti ma proprio tutti torneranno ad avere gli stessi diritti che avevano quando lavoravano a tempo indeterminato???
Io ho i miei dubbi.
jarnobike
23 dic 2009 - 22:33 - #17maximaxiscooter non perdo neanche tempo a risponderti perchè è da stupidi fare discorsi di questo tipo su un forum in rete…noi sappiamo benissimo quello che yamaha voleva darci che non si avvicina minimamente a quello che dici tu, sappiamo benissimo quello per cui abbiamo lottato ed ottenuto e la trattativa non è certo finita quà perchè yamaha dovrà pagare ancora molto…
e poi visto che qualcuno ti avrà informato di queste cose, qualcuno magari molto vicino all’azienda la prossima volta fatti informare meglio perchè ci sono molte ca****te in quello che hai scritto…
maximaxiscooter
24 dic 2009 - 00:10 - #18caro distraction, comprendo il tuo punto di vista.
Sono assolutamente d’accordo con te che la necessità di ogni persona sia quella di AVERE UN LAVORO.
E’ quello che tutti ci auguriamo.
Proprio per questo, ben vengano gli ammortizzatori sociali, è importante che si creino le condizioni migliori per favorire la ripresa e l’occupazione.
Purtroppo entrambi siamo dei lavoratori dipendenti. Ora, se non ci fossero delle aziende disposte a darci lavoro, che si fa?
E’ chiaro che non si deve ritornare alla schiavitù ma forse sarebbe anche opportuno pensare che le aziende e gli imprenditori debbano essere tutelati ed avere diritto alla flessibilità (inteso come utilizzo di contratti a termine). Non sono solamente brutti ceffi che si arricchiscono col lavoro altrui.
Non ci possiamo fare niente, il mercato è questo.
E’ evidente che chi ha figli è in una situazione peggiore di chi è single. Ed è per questo che si deve dare maggiormente da fare perchè, se l’azienda nella quale lavori viaggia a gonfie vele, è vero che l’imprenditore si compra lo yacht ma anche i lavoratori prendono lo stipendio (e non la miseria del sussidio statale).
E poi, personalmente, io preferisco un lavoro a termine, qualsiasi esso sia, piuttosto che starmene a casa in cassa.
Il mio discorso però voleva essere un poì tecnico, mi rammarico per non esserci riuscito.
Intendevo dire, conti alla mano, che l’offerta presentata dall’azienda (jarnobike, questi dati sono stati riportati dai vari TG, giornali locali e siti web, devi chiedere a loro la provenienza, io mi limito a leggere ed a far di conto) mi è sembrata interessante.
Tenendo conto che, la fonte è motoblog, ad inizio anno si erano fermate le fabbriche giapponesi. E’ quindi probabile che sia vero che Yamaha non è così ricca?
Tra i commenti ho anche letto quello di anotherday in cui si dice che i concessionari sono preoccupati del trasferimento della produzione in Spagna. E allora perchè si trasferiscono lì se la qualità è scadente?
Tornando all’offerta, se offrissero a me quei soldi lì, ci farei un serio pensiero :)
Sottolineo, ripeto sottolineo, che la soluzione migliore rimane quella di poter lavorare. Proprio perchè il lavoro è importante, perchè ci permette di vivere e di mantenere i nostri figli, forse bisognerebbe anche essere + responsabili nei confronti dei datori di lavoro.
Spesso invece questi poveri diavoli che per la loro azienda investono tempo, risorse, denaro ed energie, si trovano a combattere non solo col mercato e la burocrazia ma anche con i fannulloni e gli scansafatiche.
Poi, ammetto, è sacrosanto anche dire che le differenze retributive tra manager ed impiegati/operai sono vergognose. Se il manager raggiunge i risultati perchè viene premiato mentre ai collaboratori non spaga nulla di + dello stipendio?
Ecco, è su questo che bisogna lavorare. Creare una società + etica in cui ognuno sia pronto ad assumersi le PROPRIE RESPONSABILITA’.
Non è utopia, lo facevano alla Olivetti negli anni ‘50….
jarnobike, sei tu che sei in azienda e sei tu quello che deve prendere decisioni sul suo futuro. I miei sono solamente dei conteggi fatti perchè credo che pochi comprendano quello che gli viene in tasca dalla cassa o dall’incentivo.
E’ anche vero che con la cassa rimanete alle dipendenze dell’azienda ma, se come dicono, il reparto chiude, “non illuderti troppo”.
Cercate invece di ottenere il massimo per poter affrontare il futuro con maggiore tranquillità e sotto a spedire cv e fare colloqui.
Mi scuso se nel mio precedente intervento non mi sono espresso bene.
Il succo è che dovete fare attenzione a pensare che la cassa sia la panacea di tutti i problemi, non è così.
stupishinji
24 dic 2009 - 00:21 - #19no jarnobike, mi spiace per voi ma se in effetti chiuderanno tutto non tireranno fuori un euro oltre al contributo d’ingresso alla cigs. la legge italiana ritiene il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (in questo caso la chiusura) pienamente legittimo. peraltro non comprendo come mai abbiate rifiutato la proposta economica che vi hanno fatto ed abbiate voluto per forza la cassa…alla fine come cifre mi pare di capire che siamo lì.
maximaxiscooter
24 dic 2009 - 00:25 - #20distraction scusa mi sono dimenticato un passaggio sull’ultima tua domanda.
parlando di contratti a termine intendevo che un lavoratore in mobilità può accettare anche questo tipo di contratti, cosa che, normalmente, un lavoratore assunto a tempo indeterminato non prenderebbe neppure in considerazione.
Dico normalmente perchè ci sono anche delle eccezioni (qualche anno fà io ho lassciato un tempo indeterminato per un contratto di 6 mesi inziali, chi non risica non rosica).
E’ chiaro che però poi, alla fine, l’obiettivo è l’assunzione fissa.
L’importante è il rispetto reciproco e, come ho scritto prima, l’assunzione di responsabilità da parte di tutti.
Non pensare quindi che io sia uno strenuo difensore dei padroni. Un paio d’anni fà una mia cara amica lavorava a progetto per l’enorme cifra di 500€ al mese ma, ti assicuro, che il progetto non esisteva era un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato.
Ecco, sono questi i “furbetti del quartierino” da evitare.
Ma per uno così quanti sono quelli onesti? Penso molti ma molti di +.
ringhio
24 dic 2009 - 14:58 - #21Maxiscooter la tua analisi non fà una piega ed è la verità che il popolo NON VUOLE vedere perche significherebbe vivere un’etica del lavoro in cui ci si deve dare da fare individualmente.
Vorrei aggiungere che la globalizzazione non è un mero fenomeno economico ma è come noi e la società ci siamo evoluti nel 21esimo secolo. La società umana fin dagli anni ‘80 ha iniziato a rompere gli schemi relazionali degli stati-nazione tradizionali. E’ vero che il “globalismo” (inteso come fenomeno del mercato globale) ha provocato degli effetti collaterali. Ma non voler leggere il cambiamento del mercato del lavoro, tra tutti i cambiamenti che viviamo, significa condannarsi all’emarginazione dal sistema società.
Persino il terziario sta risentendo della meccanizzazione e del re-engineering d’impresa. Ma purtroppo il termine “dinamicità e cambiamento” all’italiano medio piace poco, preferisce la staticità di diritti acquisiti e sanciti quando il mondo non aveva ancora la TV e i bagni nelle case. Gli Stati stanno soffocando, proprio per questa loro incapacità al dinamismo (purtroppo in controsenso con la loro stessa definizione). Ma alla fine cosa parlo a fare ? quando il popolo preferisce urlare tutta la sua frustrazione da perdente contro i simboli moderni del benessere, che siano un’azienda un pilota un vip o una superpotenza.
distraction
24 dic 2009 - 20:12 - #22ringhio ma che ca22o dici… ma cosa scrivi…
Ascolta: facciamo così, se tu sei uno di quelli che hanno sempre la pancia piena…
E’ giusto e sacrosanto che tu non ti intrometti in certi problemi perchè i tuoi discorsi FUTURISTICI che all’apparenza incantano “l’ignorante di turno” e riescono ancora una volta a sopraffare chi poverino non mastica uno slang “forbito” come il tuo…
Hai lavoratori non gliene frega una mazza di come si gestisce un’azienda, quello è compito dei dirigenti, allo stesso modo un dirigente che di solito hanno speso una vita a fare altro… Non gli si può chiedere di montare un cambio su un fuoristrada…
Come si dice, ad ognuno il suo!
Ma cosa centra tutto questo con “I LICENZIAMENTI DI MASSA?”
Ricordati solo una cosa e una sola: che se non avessero inventato il giochino delle “SOVVENZIONI STATALI” oggi non avremo tutti questi aderenti al fenomeno CRISI perchè chi ha un’azienda e la cosa gira, anche se magari un pò meno degli altri anni ma gira… Nessuno si sarebbe sognato di lasciare anche la metà degli operai, altrimenti si che poi hai il tracollo…
Non so come altro spiegartelo… a si, un esempio giusto sarebbe quello dei PENTITI MAFIOSI… che hanno fatto la legge che dice: se un super mafioso che conta e che ha fatto mille zozzerie nella vita, si pente e viene a raccontarlo ai Giudici… come incentivo all’azione, in partenza non si fa la galera e in più gli garantiscono una nuova vita… Azz, e chi è più il fesso che si spara 30 anni di galera al giorno d’oggi? Capito cosa succede? I capi mafia sono alle Maldive con le palle al sole e ai ladri di biciclette da 2 a 6 anni…
Totale, se non hai capito il mio ex datore di lavoro si è assicurato i suoi soldoni per i prossimi 2/3 anni e i collioni come me o come quelli sul tetto in foto un bel calcio nel culo!
Prima non mi sono permesso, ma adesso lo scrivo bello in grande pure:
PER I PROPRIETARI DI AZIENDE, PADRONI CHIAMETEVI COME VOLETE…
LASCIATECI STARE NEL NOSTRO BRODO E NON SPACCATECI I COLLIONI CON LE VOSTRE GIUSTIFICAZIONI ISTERICHE ANCHE NEI BLOG… CHE TANTO POTETE SOLO LICENZIARCI MA PRENDERE ANCHE PER IL CULO NO… PAGLIACCI!!!!!
PUSSA VIA…
distraction
24 dic 2009 - 20:18 - #23incentivi…
Ve lo darei iol’incentivo, un patibolo come quello di Saddam e via andare…
Sti pagliacci, oltre a lasciare a casa senza giusta causa una marea di gente con famiglie e figli a carico… gli danno anche una mano a mettere via quello che non hanno prodotto… Tacci vostri e di chi non ve lo dice…
Altro che buon Natale…
Tacci vostri vi dico…
Adesso mi avete sfracellato le palle con tutto sto buonismo che tanto non porta bene a nessuno…
Fan culo
distraction
24 dic 2009 - 20:20 - #24Questi sono i momenti dove vorrei essere un Tartaglia… ca22o!
el-budo
24 dic 2009 - 20:37 - #25Scusate ma sto cognome Tartaglia, a voi non vi dice niente?
Io invece so che è un cognome poco affidabile…
In America negli anni 50 seminò non poco terrore…
Forse in Italia si è rifugiato qualche lontano parente per sfuggire alle ritorsioni di Don Corleone…
Guardate un pò…
http://www.youtube.com/watch?v=9NoJZeytdqE
ringhio
25 dic 2009 - 03:13 - #26Il proletariato e il lavoro di massa sono in via d’estinzione nei paesi occidentali, il crederci o no non cambia lo stato delle cose, e la previdenza sociale non riesce più a sopportare il volume e il carico di una tale massa di disoccupati. E una delle concause dell’allargamento della forbice ricchi-poveri. Accanirsi contro il “padrone” o la dirigenza, che sia aziendale o politica, non cambia la realtà; al massimo servirà ad alzare un po’ di polvere ma il risultato non cambia. Come anacronistiche e pietose sono le manifestazione che hanno avuto luogo fuori dai cancelli di Yamaha, hanno si alzato polvere ma temo che lasceranno un grande amaro in bocca a chi si troverà a casa con la consapevolezza di aver perso soldi e faccia.
distraction
26 dic 2009 - 20:07 - #27…e inutile, non c’arriva…
Ei ringhio ci finirai un volta nella vita anche tu nella cacca… così ti renderai conto di persona… Ripeto: il freddo del polo nord lo capisci solo una volta che ci metti piede… Ma finchè te lo faranno vedere in televisione, tu penserai che basta portarsi un bel giaccone D&G… per fare il figo… occhio sbruffone, che ci resti secco!
Ringhioy2k
28 dic 2009 - 16:49 - #28… mi ci sono trovato per ben due volte in situazioni critiche come questa. Forse chi non vuol capire che prima o poi ci si deve “svezzare” dalla società dei diritti e scoprire anche qualche dovere e rischio, sono proprio quei ragazzi saliti sul tetto e i loro “compagni di lotta”. La lettura della realtà con le lenti dell’ideologia porta sempre delle amarissime sorprese.