Le conseguenze dell'ultimatum di Valentino Rossi alla Yamaha


Sbaglia poco in pista e anche fuori, Valentino Rossi. E quando parla di strategie, specie “a freddo”, non lo fa “sine cognizione causae”. Perché allora questo brusco e provocatorio “avvertimento” alla Yamaha (“Devono scegliere tra me e Lorenzo per il 2011. Io ho una grande opzione per passare alla Ducati”), cioè alla Casa che anche quest’anno gli ha dato tutto, in primis la moto più equilibrata e competitiva? Più che avvertimento è un vero e proprio ultimatum.

Ai tempi dei grandi padroni d’industria, con il Conte Agusta, con il Commendator Gilera, con il comm. Parodi della Guzzi, con il conte Boselli della Mondial, con il comm. Morini, con i fratelli Benelli, una dichiarazione come quella di Rossi avrebbe portato all’immediato licenziamento. Ne fece le spese persino uno che si chiamava … Mike Hailwood.

E anche i giapponesi, formalmente più soft degli occidentali, certe cose se le segnano: potranno perdonare ma non dimenticheranno. Anche se di mezzo c’è un pilota come Rossi. E Valentino, ragazzo intelligente oltre che grande pilota, sa che è così e che i piloti (nessuno escluso) passano e che le Case restano.

Quindi il nove volte campione del Mondo sa di essere chiamato a nuove sfide (con Lorenzo e Spies in Yamaha ecc.) e di essere di fronte a un nuovo bivio. Abituato a vincere anche nel braccio di ferro con le Case, il campione pesarese “alza la voce” per continuare ad alzare … la posta. E piegare gli altri (tutti) a ciò che chiede è la condizione essenziale per portarlo poi a dare tutto in pista.

E’ il sentirsi “unico” nei fatti, cioè nel sapere che ciò che chiede gli sarà dato, che porta il Dottore a sentirsi imbattibile, a dettare la legge del più forte, a dimostrare una superiorità psicologica indiscutibile, a realizzarsi come straordinaria “macchina” vincente.

Ma le ciambelle, anche al più esperto e raffinato cuoco, non sempre vengono col buco.

Forse Valentino Rossi, stavolta, ha osato troppo, sbagliando la staccata, troppo lunga. Solo a fine rettifilo si saprà se il fuoriclasse farà la curva ancor meglio o ruzzolerà a terra. In caso negativo, Rossi non avrà la possibilità del recupero.

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