Tumi, azienda leader nel settore della valigeria, ha sottoscritto un accordo triennale con Ducati per la produzione di una collezione esclusiva di borse e accessori da viaggio.
La gamma comprenderà trolley, zainetti e borse portadocumenti tutti griffati Tumi, Ducati e Ducati Corse e disponibili nell’elegante colorazione nero-rossa tipica della casa bolognese.
Gli articoli saranno in vendita presso la rete Ducati e anche nei 500 negozi della rete Tumi.
”Siamo entusiasti di una collaborazione che unisce due marchi di alta performance e così rinomati a livello internazionale” ha dichiarato Laurence Franklin, amministratore delegato di Tumi.
“Siamo contenti di aver raggiunto un altro importante risultato e di poter così annoverare Tumi tra i nostri licenziatari ufficiali” le fa eco Federico Minoli, che precisa: ”Si tratta di un brand che si sposa perfettamente con la filosofia Ducati: i prodotti Tumi sono leader nella loro categoria, sono altamente funzionali e con rifiniture che richiamano il mondo delle moto Ducati.”
A partire dalla prossima stagione Tumi sarà anche uno degli sponsor ufficiali del Team Ducati Corse che partecipa al campionato Motogp.
via | Ducati
asmod
21 mar 2006 - 12:23 - #1…brutta piega sta prendendo la ducati. Brand sticazzi, bisogna fare ottime moto, non vendere orpelli a caro prezzo solo perchè hanno stampigliato sopra un marchio particolare. Un trolley griffato ducati ?? Ma non esisteva già la multistrada ? ;-)
marcop
21 mar 2006 - 12:39 - #2concordo con asmod, ma purtroppo questo linguaggio e marketing da fighetti impera solenne…
purtroppo si sta perdendo il senso della realtà e delle cose importanti. forse per distinguersi l’unica via è non omologarsi con ’ste cag…te!
lapimpa
21 mar 2006 - 13:24 - #3Dubito che collaborazioni come queste possano andare a toccare in qualche modo i reparti di ricerca e sviluppo o di produzione, in Ducati, come in qualunque altra azienda di questa rilevanza, non ci lavorano mica solo venti persone e di norma ci sono uffici dedicati alla promozione del marchio che non tolgono certo ingegneri alla progettazione delle moto o analisti allo sviluppo delle strategie aziendali.
Se si devono fare critiche magari e meglio pensarci un po’ su prima di tirar fuori facili ingenuità.
asmod
21 mar 2006 - 14:03 - #4@3: …facili ingenuità ??
A fine 2005 il turnover di Ducati Motor Holding (382.76 mio) era così suddiviso:
Moto 302.18 Mio
Ricambi 42.6 Mio
Accessori e Ammennicoli vari 32.39 Mio
Altro 5.59 Mio
Guarda che non c’è niente di ingenuo a preoccuparsi quando una casa che produce moto realizza più del 10% del turnover con ammennicoli vari e quasi il 15% con i ricambi…
Giulius999
21 mar 2006 - 15:34 - #5asmod, perchè non posti anche quello delle altre case? così confrontiamo..
desdemone
21 mar 2006 - 16:28 - #6Forse il trolley avrà un giorno il suo posto nel museo ducati. :-(
Asmod. Non credo che i prodotti dei licenziatari vadano sotto la voce “accessori”. Piuttosto “altro”. Non so.
In ogni caso per me Ducati è motociclette. Solo esclusivamente motociclette. Vestirmi nero e rosso neanche mi piace.
lapimpa
21 mar 2006 - 16:40 - #7Non confondiamo gli utili prodotti con le risorse tolte ad altre attività…
asmod
21 mar 2006 - 18:03 - #8chiarisco il mio pensiero: …molte, troppe delle ultime news riguardanti ducati vanno nella direzione del “contorno” e non della moto. Questa è la brutta piega. Non stiamo parlando di borsette o scarpe, dove il brand e il look hanno un peso determinante… ok, ci sono un tot di cazzoni che comprano una moto SOLO perchè porta un determinato marchio, ma questi non sono certo la maggioranza dei ducatisti e non sono loro che potranno sostenere il futuro di un’azienda come ducati.
Quello che non si vede è invece un vero rinnovamento / ampliamento della gamma (lasciamo perdere le evoluzioni del monster in mille salse), un 4 cilindri da grandi numeri - ebbene si, presto o tardi sarà necessario dato che per non avere un divario troppo ampio con i 4 i bi sportivi hanno estremizzato le misure risultando de facto meno godibili ai bassi dei 4 stessi - parliamo dei 1000 sportivi ovviamente - (aprilia si sta adattando e ducati dovrà farlo presto, volente o nolente).
Di veramente nuovo hanno presentato la hypermotard… ma la vedo di nicchia, non certo in grado di fare i numeri del monster… le sportclassic idem, io non ne comprerei mai una a quel prezzo e con quelle prestazioni… certo qualcuna la venderanno ma anche qui mi sento di poter dire che non verrà giocato il futuro dell’azienda.
Non si tratta di togliere risorse al R&D ma di un modo di porsi sul mercato che punta troppo sull’apparenza, sugli stores, sulle giacche vintage, ecc. E quando si parla di moto la sostanza ha ancora la sua bella importanza… almeno per quelli che una moto se la godono guidandola (ciascuno con le sue preferenze, ci mancherebbe altro) e non guardandola di fronte al bar.
Tutto qui, nessuna polemica… solo un semplice e freddo giudizio (deformazione professionale) sull’azienda ducati di quest’ultimo anno (e il -15% sulle vendite non me lo sono certo inventato io).
steve
21 mar 2006 - 22:27 - #9devo imparare a dire le cose bene come asmod:le stesse cose dette da me sortiscono l’effetto della maglietta di calderoli su un islamico!
lapimpa
22 mar 2006 - 09:49 - #10Siamo tutti d’accordo sul fatto che Ducati ha bisogno di modelli nuovi o rivisti, in grado di essere competitivi sul mercato che non è stato a guardare mentre l’azienda faceva i suoi errori.
Ma continuano ad essere due discorsi completamente diversi, i problemi dei prodotti Ducati non c’entrano nulla con la capacità della “divisione marketing” di far parlare del marchio e di renderne l’immagine forte nel mondo.
Come ho già detto, si tratta di commenti ingenui, pensare che ci sia un rapporto tra le scelte strategiche sul core business ed il lavoro con i licenziatari che fanno “costume”.
Semmai il fatto che si parli così spesso di prodotti con marchio Ducati può voler dire che chi lavora sull’immagine dell’azienda lo sa fare come si deve, quindi al massimo andrebbe lodato, ma è profondamente sbagliato parlarne come se fosse la stessa persona che lavora alla definizione delle moto, alla scelta dei modelli da vendere e dei motori da usare…
steve
22 mar 2006 - 10:22 - #11E’molto interessante il punto di vista di Lapimpa circa il rapporto tra core business e licenziatari:la mia impressione è che legare il marchio ducati a tumi rafforzi l’immagine di “luxury brand” che ducati cerca di affermare (tumi è la ferrari della valigeria per prezzi e qualità). Non credo che questa strategia sia vincente se il target è produrre e vendere grandi numeri. Lo è,invece,se l’obiettivo è vendere pochi pezzi numerati per chi non bada a spese. Mi pare che ducati desideri continuare su questa strada,quindi,il rapporto tra strategia del core business e licenziatari c’è e senza dubbio è molto stretto.
asmod
22 mar 2006 - 16:10 - #12…ancora oggi si possono comprare borsette, occhiali, penne, ecc. con il marchio Bugatti… hanno chiuso la fabbrica e venduto il marchio che continua la sua vita commerciale.
Se non si da la priorità al prodotto (moto) il destino non potrà essere diverso a medio termine. Per me non fa differenza - non sono un ducatista - ma mi dispiacerebbe veder sparire una moto per avere in cambio azionisti felici ed il mercato invaso da oggettini con il glorioso marchio… il marketing ducati fa senz’altro bene il suo lavoro ma io, qui, ci sto in veste di motociclista… e in questa veste mi importa che ducati faccia bene le moto, non il merchandising di articoli di cui non me ne potrebbe fregare di meno…
E ai ducatisti duri e puri mi sento di chiedere: ma voi cosa ne pensate del tentativo in atto di convertire le vostre moto in un oggetto “da marchio” e non di sostanza ?? Non vi da fastidio ?
Un ultimo appunto al marketing di ducati: spero abbiano lasciato a casa chi, qualche tempo fa, alla domanda “perchè la 749R costa infinitamente meno della 999R pur avendo costose chicche tecniche in più - es. le valvole in titanio che la 999R non aveva - ? ha dichiarato (virgolettato su motociclismo): un oggetto esclusivo deve avere anche un prezzo che lo rende tale. Di che recarsi a borgo panigale con la propria 999R e attorcigliarla al collo di minoli.