
Correva l’anno 1972, e le moto - aerodinamicamente parlando - erano ancora dei muretti a secco che fendevano l’aria. Gli esperimenti e le soluzioni ingegneristiche che hanno portato ai capolavori dei nostri giorni, sono passati anche da una non meglio identificata moto alata. Chi sa qualcosa a riguardo, anche solo del modello di partenza, si faccia vivo.
Inviateci le vostre “Foto del giorno”, foto bizzarre, che avete scattato voi o un amico oppure che avete semplicemente trovato su internet, che riguardi ovviamente il mondo motociclistico, all’indirizzo fotodelgiorno@motoblog.it. Le più interessanti, particolari, simpatiche o curiose, saranno pubblicate a vostro nome. Molte ne sono arrivate fino ad oggi… continuate a seguirci e le vedrete pubblicate.
dopo il “continua” una foto del prototipo in azione

via | Ottonero
pistonissimo
14 ago 2009 - 06:22 - #1di sicuro una idea di Suppo…! quel giorno sembrava che piovesse… visto le gomme tassellate da neve…..e decise di montare anche ali e spoiler….pero si dimentico`il parabrezza con tergicristallo e arrivarono doppiati di 2 giri……
nofearsandro
14 ago 2009 - 08:39 - #2deve essere stata solo un pelino dura da mandare in piega…
Mabre
14 ago 2009 - 09:13 - #3Be’ anzitutto l’anno: di sicuro stiamo parlando del 1974 visto che la bestia raffigurata in foto e’ la TZ750A (scarichi bassi) rilasciata proprio in quell’anno.
Facendo una semplice ricerca combinata nel net si arriva a questa interessante storia (Nuova Zelandese! tie’ avrei scommesso sugli americani).
http://www.motorcycletrader.co.nz/View/Article/Rodger-Freeths-Aerofoil-Viko-TZ750A/236.aspx?Ne=145&N=4294967266&No=135
mwinani
14 ago 2009 - 09:19 - #4Avrei da ridire sull’espressione muretti a secco, visto che da poco erano state bandite le carene integrali troppo avanzate con carenatura completa dei parafanghi.
Un alettone riduce e di parecchio il cx di un veicolo e aumenta di parecchio l’effetto “muretto a secco”.
Chi ha fatto una cosa del genere evidentemente non ha pensato che la deportanza aggiunta sarebbe andata all’aumentare dell’angolo di inclinazione della moto ad incrementare la forza centrifuga e quindi a peggiorare la tenuta per la quale sarebbe importante avere più componente verticale (peso aggiutno) sulle gomme, come accade in F1. Le auto rimangono pressoché verticali in curva e si fa di tutto perché ciò avvenga ed un motivo c’è!!
Mabre
14 ago 2009 - 10:27 - #5#4 mw le carene integrali furono bandite alla fine degli anni ‘50.
Una soluzione di parafango semi-integrale la propose invece la Kawasaki KR500 dell”80.
Moka Cream
14 ago 2009 - 10:34 - #6E per le penne?
Bisognava girare l’ala anteriore?
ahahah08'8'80'8
14 ago 2009 - 10:35 - #7io ci avrei messo anche il ventolone con il fondo piatto
fabiovicenti
14 ago 2009 - 10:54 - #8L’aprilia durante le prove per (l’infelice) partecipazione alla Parigi-Dakar dei primi anni ‘90 sperimentò delle piccole ali applicate alla carena per “sostentare” l’avantreno ed evitarne l’affondamento nella percorrenza dei tratti sabbiosi.
mwinani
14 ago 2009 - 11:20 - #9Mabre se conti che dai primi anni 70 sono passato quasi 40 anni. Dalla fine degli anni 50 ai primi 70 ne sono passati “solo” 15. Per me il loro divieto era relativamente recente :-)
In ogni caso erano moto che, complici i velocissimi circuiti dell’epoca, con la metà dei cavalli di una odierna 250, grazie alla carene ad uovo raggiungevano delle velocità paragonabilia quelle odierne (delle 250).
Piùttosto le carene attuali sembrano più votate a non togliere maneggevolezza alle moto, piuttosto che fargli guadagnare qualche km/h in più
el_sol
14 ago 2009 - 12:54 - #10Magari dal punto di vista aereodinamico non sono granchè, però se allarghi l’alettone puoi usarlo per decapitare chi sta provando ad infilarti all’interno di una curva, l’dea in fondo non è nuova, anche i romani usavano dei rostri nelle loro bighe :-)
cbr954RR
14 ago 2009 - 13:49 - #11mwinani, sono state vietate per via delle velocità troppo elevate o c’erano altri motivi? questo argomento mi interessa, mi sono sempre chiesto come mai non le facessero più…
Ermes
14 ago 2009 - 14:29 - #12Vero è che sulle moto non si possono fare tanti esperimenti per il fatto che in curva si inclinano, ma mi pare che si ponesse molta più attenzione all’aerodinamica negli anni 90 che ora. Mi sembra strano che si siano raggiunti tutti i limiti e che nessuno sperimenti qualcosa di nuovo. Negli anni 50 c’erano le cosiddette carenature “a campana”, vedi Guzzi 8 cilindri che raggiungeva velocità di punta molto alte e che poi sono state vietate dal regolamento. Secondo Aprilia, sempre negli anni 90, le carenature erano più efficaci con il cupolino grande piuttosto che piccolo…
mwinani
14 ago 2009 - 15:08 - #13CBR il problema era di sicurezza. Avere una vela così grande su veicoli intrinsecamente instabili come le moto, soprattutto coi telai dell’epoca le rendeva critiche, ovvero sensibilia folate di vento o alle turbolenze generate dalle scie di altri veicoli. Adesso non ricordo episodi specifici, se vi sia stato qualche incidente particolare a far modificare il regolamento, oppure fu un a scelta operata per ridurre in generale un po’ le prestazioni dei mezzi, un po come il passaggio da 1000 a 800….
Per Hermes, anche adesso spesso le moto derivate dalla serie spesso hanno cupolini più protettivi di quelli di serie.
cbr954RR
14 ago 2009 - 15:26 - #14grazie mille per la spiegazione :)
mwinani
14 ago 2009 - 16:27 - #15Prego, è un piacere le rare volte che si può leggere o scrivere qualcosa al di fuori della solita spazzatura…
Ermes
14 ago 2009 - 17:14 - #16Mwinami
Infatti non capisco l’idiozia di vendere delle hypersport con dei cupolini che ti tolgono l’aria dall’ombelico in giù e il resto te la sparano tutta in faccia. Come se, alle velocità di crociera consentite in autostrada, si procedesse, tanto per star comodi e farsi sfottere dagli automobilisti, con il mento sul serbatoio!
mwinani
14 ago 2009 - 17:27 - #17Ermes estetica e marketing. Le solite motivazioni del ciuffolo!
Ermes
14 ago 2009 - 18:27 - #18Già!
Ermes
14 ago 2009 - 18:45 - #19Comunque, che le moto nel 72 fossero “dei muretti che fendono l’aria”, è un’emerita scemenza!
RD3504L0
14 ago 2009 - 21:25 - #20un esperimento simile lo fece anche la MV Agusta nelle prove del gran premio del belgio 1974 a Spa. poi lasciarono perdere per problemi di instabilità. Nella stessa gara Ago corse con una Yamaha 500 che prefigurava quella che poi avrebbe vinto il mondiale 75
barbablu
14 ago 2009 - 23:38 - #21@ #4
“Chi ha fatto una cosa del genere evidentemente non ha pensato che la deportanza aggiunta sarebbe andata all’aumentare dell’angolo di inclinazione della moto ad incrementare la forza centrifuga e quindi a peggiorare la tenuta per la quale sarebbe importante avere più componente verticale (peso aggiutno) sulle gomme”
A me pare che le appendici in questione essendo mapplicate su una moto si comportino esattamente come le ali di un aeroplano, quando la moto si inclina le forze applicate sul baricentro del sistema si scompongono nel classico parallelogramma delle forze ne quale le componente verticale P (peso) e orizzontale Fc (forza centrifuca) generano la risultante Pa coincidente esattamente con l’inclinazione del mezzo. In tutto il contesto Fc è la forza (ovviamente) minore.
Quindi la centrifuga (Fc) in un regime di virata ottimale non dovrebbe incidere granchè sulla tenuta di strada tenendo conto che Pa schiaccia il pneumatico con una forza +/- doppia.
mwinani
15 ago 2009 - 10:13 - #22Appunto barbablu.
Se aumenti grazie all’ausilio delle ali Pa, proporzionalmente aumenti anche Fc e P, quindi il rapporto tra le forze non varia.
Per ottenere dei vantaggi (teorici) dovresti aumentare, come in F1 P in rapporto a Fc, come accade in F1, per l’appunto.
Dico che questi vantaggi sono teorici perché al vantaggio ipotetico che si potrebbe ottenere in tema di tenuta di strada, occorre aggiungere gli svantaggi derivanti dall’avere il peso delle ali posizionato in un posto alquanto lontano dal baricentro (contrariamente alle tendenze attuali che vogliono un accentramento sempre più spinto). Inoltre c’è un peggioramento del cx e della stabilità per i vortici e le turbolenze indotte dalle ali. C’è poi da considerare che i pneumatici (a me gli pneumatici sta proprio sulo stomaco e lo rifiuto per eccesso di cacofonia), lavorano con un carico maggiorato il che ne pregiudicherebbe le temperature di lavoro e di conseguenza la durata e la tenuta: ne occorrerebbero di appositi. Mi sembra che se siano accorti anche i progettisti/preparatori di tutti questi problemini, infatti dopo quei timidi tentativi, se non erro, non se ne parlò più.
pierfrancesca
15 ago 2009 - 10:41 - #23barbablu,
non ci azzecchi proprio mai,eh?
almeno ricordati le chiavi la prossima volta che esci!
bbuuhhahahhaha
http://it.wikipedia.org/wiki/Barbablù_(fiaba)
martyz750
17 ago 2009 - 20:02 - #24Bella! mi ricorda molto la ford escort coswort,quella con lo “stendi biancheria”,faceva molto cool ai raduni stile catanzaro corse,ma nella realtà non serviva proprio a un c…o,tantochè nei rally manco lo si usava. Su una moto poi, visto che deve affrontare rettilinei,curve ma soprattutto pieghe, durerebbe giusto il tempo della prima staccatona alla piratella.
Byuskas
06 ago 2010 - 16:08 - #25La voglio!
ora!
quando scendo nel mio garage, deve essere li!