Il Griso a settembre ?



E nel bel mezzo della storia, ecco che arriva il cattivo.

Sarebbe una trama perfetta quella disegnata dalla coppia Colaninno/Sabelli, per tracciare il rilancio di Moto Guzzi.

Dopo aver attualizzato l'immagine del prodotto con la serie Breva, che esprime sicuramente solidità, ma una personalità che resta per molti aspetti anonima, la casa di Mandello deve ora fare il botto, se vuole far definitivamente riprendere il volo dell'Aquila.

Da quanto si sa, (e la recente cavalcata di due esemplari della Griso allo storico raduno delle Aquile allo Stelvio, sembra confermarlo), dovrebbe toccare al cattivone lariano, il compito di fare casino.

Cartoon bike spettacolare nella sua possente essenzialità, la Griso mette in evidenza tutta la sua appartenenza allo stormo di Mandello, pur non attaccandosi minimamente al passato del marchio.


Le massicce forme del bicilindrico 1.100 cc. a V di 90°, sono esaltate dal generoso dimensionamento di tutti gli organi vitali della moto, dai grossi tubi che costituiscono il telaio (che integra il monoblocco motore, in qualità di parte stressata), al cardano che assume un'aspetto vagamente cyborg, allo scarico che sembra disegnato da Robert Zemeckis.

Un pò café racer, un pò cruiser moderna, veloce (circa 100 cv. e tanta coppia dovrebbero garantire sufficienti emozioni...) e con una cattiveria per nulla celata come biglietto da visita: gli elementi ci sono tutti per dare un bello scossone al nuovo capitolo della storia che Guzzi si accingere a scivere.

Dicevano che sarebbe arrivata in primavera, ma ancora non si è vista nelle vetrine ufficiali.
A questo punto o è per l'autunno (Milano e Monaco sono vie obbligate per Guzzi), o forse, dovremo cominciare a preoccuparci.

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