
Chi non ha sognato una volta nella vita di poter percorrere la mitica Route 66 a cavallo di una Harley Davidson?
Questa è l’idea da cui sono partiti quelli di Westforever, sito specializzato in viaggi in moto nell’ovest Americano su Harley Davidson, segnalatoci dagli amici di travelblog.
La West Forever si propone di realizzare questo sogno, mettendo a disposizione dei propri clienti veri e propri pacchetti viaggio all-inclusive, noleggio dell’Harley Davidson compreso.
Niente si frappone più tra il turista e il sogno Americano: biglietto aereo, albergo, carburante, pedaggi vari, biglietti per i parchi, assicurazione e assistenza tecnica… pensa a tutto la compagnia di viaggio.
A noi resta solo l’incombenza più gradita, ovvero…. guidare la moto!
I viaggi più classici, punti di forza dell’offerta, sono il “Canyon Country Tour” e l’ “Ovest Americano”, che propongono itinerari leggendari da una parte all’altra degli States.
Interessanti sono anche gli altri pacchetti speciali, come quello che ha come meta la Daytona Bike Week e quello (che esula un po’ dal catalogo) del “Grand Raid d’Australia” (27 giorni a zonzo per la terra dei canguri).
Se volete avere informazioni riguardo a prezzi, date, modalità ecc. visitate il loro sito ufficiale.
Interessante anche la proposta nata dalla collaborazione tra Husqvarna e Agamare Tour Operator: l’unione delle reciproche competenze ha portato alla realizzazione di Husky OffRoad, un catalogo di vacanze che prevedono divertenti “scorrazzate” con moto enduro.
La prima proposta è “Husky FuerteAdventure”, una vacanza che prevede relax al sole e due tour di off road sulle strade sterrate della splendida Fuerte Ventura.
A disposizione dei partecipanti ci saranno delle Husqvarna TE250 versione 2006.
Altri pacchetti sono in via di definizione; anche in questo caso, a chi fosse interessato consiglio di tenere d’occhio il sito ufficiale.
via | Travelblog
andrea z1000
10 mar 2006 - 10:46 - #1Nonostante la mia scarsa passione per gli USA resta uno dei viaggi che vorrei fare, insieme a moltissimi altri. Ma vorrei spedire lo zetone e gestirmi il viaggio da me. Se mai lo farò vi manderò un bel reportage. Anzi…già che l’estate si avvicina potremmo tentare di organizzare un viaggetto da qualche parte (oltre alle mangiate). Che dite?
Birra
10 mar 2006 - 14:48 - #2Io ritorno sul Circolo Polare Artico e questa volta vengo giù dalla Norvegia… Il mio tour operator? Birra&mappazza ovviamente! ;)
Burp!
andrea z1000
10 mar 2006 - 15:46 - #3belin, birra, lo sapevo che ti beccavo su questo thread… E chissà perchè sapevo pure il tuo tour operator! Se ti servono ti mando via mail un paio di posti carini da vedere o dove stare durante il viaggio, specie in Norvegia. Già che arrivi al Napapijri tieni duro per altri 400 e rotti km e arriva al 71^10′21″! Il luogo in se è squalliduccio, ma incute una certa suggestione… Buon viaggio, burp, alla tua
Birra
10 mar 2006 - 18:52 - #4Dai! Dai! Maillami i posti che me li segno. Per Nordkapp ci avevo provato l’anno scorso ma ho cannato i tempi per cui ho fatto dietrofront da Santa Claus perchè volevo fermarmi un po’ in baviera. Quest’anno ci riprovo.
BUEAUURRRP!!
pustola
11 mar 2006 - 15:17 - #5perche’ incute suggestione? Che paesaggio si trova li’?
andrea z1000
13 mar 2006 - 11:29 - #6Pustola:
Raggiungere Capo Nord in moto è qualcosa di speciale, anche se non penso sia un’impresa epica. Devi solo aver voglia di farti venire le chiappe quadrate. Il panorama diventa sempre più selvaggio, cambiando radicalmente ogni 100 Km, la vegetazione diventa più rada, gli alberi più bassi, il freddo più pungente. Dalla Norvegia imbocchi un tunnel lungo una manciata di Km (mi pare sui 6), gelido, angusto, umido e buio oltre l’immaginabile. Quando esci dall’altra parte (sull’isola dove c’è Capo Nord) hai ancora 20 km di salita tortuosa, senza guard rail, in mezzo alla tundra e a decine e decine di renne in mezzo alla strada. C’è un vento che ti strappa le carene dal telaio e il casco dal collo. Io ero emozionato come un bimbo alle giostre per la prima volta. Ce l’avevo fatta, ero sul tetto dell’europa. Poi arrivi nel complesso dove c’è il celebre mappamondo, lo guardi, lo tocchi, lo abbracci e leggi le scritte lasciate a pennarello di quelli che ci son stati prima di te. Poi guardi l’orizzonte, e realizzi che davanti a te, sebbene molto lontani, ci sono solo i ghiacci del polo. E ti posso assicurare che è un’esperienza impareggiabile.
Ma gli eroi, quelli veri, non sono quelli che ci arrivano in moto: c’è gente che ci va in bici, altri a piedi; pensa che ho visto gente che ci è arrivata persino con degli sci con le rotelle sotto. Quelli, per me, sono i veri eroi. Rispetto a un’automobile la moto ti fa godere gli odori, le folate di vento, ti fa vedere il panorama “non dalla tv”. Ma arrivarci a forza di muscoli dev’essere qualcosa di ancora più grande.
Birra, ti scriverò presto, scusa, ma a casa non ho internet, e devo sfruttare l’ufficio.