
La fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, ha messo all’attenzione dei media e di tutti gli utenti della strada, una nuova campagna di Sicurezza con il patrocinio delle Istituzioni, del Governo, delle Forze dell’Ordine e soprattutto dei cittadini.
Purtroppo i dati sulle vittime della strada sono ancora pesantissimi: nel 2007 infatti i morti per incidente stradale sono stati 5.131, i feriti oltre 25.000, mentre i costi sociali sono stati stimati attorno ai 30 miliardi di euro, pari a 2 punti dell’intero PIL. Proprio sottolineando queste cifre la nuova campagna tende a sensibilizzare l’opinione pubblica.
Un problema veramente serio è lo scarso peso che gli utenti della strada danno a questi numeri. Come far loro capire che ogni anno la strada causa un numero di vittime pari a 20 terremoti dell’Abruzzo? “Io Dissuado” sarà presente sui maggiori media nazionali, da qui fino a fine giugno, per poi riprendere in settembre. Toccare il più alto numero di persone possibile, cercando cosi di dissuaderle da comportamenti a rischio (come la velocità e il consumo di alcool), è l’obbiettivo che l’Ania si è posta.
Chi volesse seguire da vicino con costanti aggiornamenti e informazioni lo svolgimento dell’iniziativa, si può registrare sul sito di Io Dissuado.
mwinani
28 mag 2009 - 13:10 - #1Occhio a dire che tutti gli incidenti che ci sono stati hanno aumentato il pil del 2%. A qualcuno potrebbe venire in mente di far aumentare gli incidenti per alzare il PIL
enjoyash
28 mag 2009 - 14:18 - #2fondaziona ANIA. hanno per caso a che fare con L’ANIA, associazione delle compagni di assicurazione? in caso positivo campagna proprio disinteressata eh? mah…
Quench
28 mag 2009 - 21:39 - #3Gli studi fatti dicono che l’incidenza degli incidenti sul PIL in ogni nazione è tra l’1,25% e il 2,50%. In questo valore vengono considerati sia soldi spesi effettivamente (dallo stato) che “mancati guadagni” per la collettività: per questo è una perdita sociale. In definitiva il PIL non varia granché in funzione di due effetti che si contrastano nel calcolo del PIL: maggiore spesa subito ma minori guadagni per la comunità in futuro.
In particolare, vengono considerati nel calcolo del costo sociale:
- i costi amministrativi (es. polizia)
- i danni causati (es. guard rail, barriere)
- i costi sanitari (es. 118, Ospedale, Riabilitazione)
- i costi in termini di minore produttività (es. perdita di giorni di lavoro per i feriti, perdita di tempo per altri utenti)
- i costi sociali in termini di mancata produttività in futuro (invalidità, morte)
La media del costo sociale era, nel 2000:
- in caso di semplice incidente, 10.000€ (non si considerano i danni alle auto!)
- per ogni ferito, 5.000€ in più in media
- per ogni morto, 1.000.000€ in più.
Spiego perché questo ha delle implicazioni etiche. Ovviamente una vita umana non può e non deve avere un valore economico. Tuttavia se una persona morta in un incidente non fosse morta, continuando a lavorare, avrebbe reso alla comunità un valore di 1 milione di € in più in media. Il valore è quindi quello del mancato apporto economico di una persona che ci lascia, non della vita della stessa.
mwinani
29 mag 2009 - 08:55 - #4Ammazza Quench che lavoro fai tu??
Quench
29 mag 2009 - 11:00 - #5ahah, sono un dottorando…..qualche tempo fa ho tenuto una lezione in Universita’ sugli studi di fattibilita’ per le nuove infrastrutture, quindi per puro caso avevo a disposizione tutti i dati.