Altroconsumo conferma la bontà dei suoi test sui caschi integrali

Scritto da: -
Altroconsumo conferma la bontà dei suoi test sui caschi integrali

La ormai sempre più ingarbugliata e spiacevole questione dei caschi non sicuri lanciata da Altroconsumo non pare pronta a placarsi. Ma anzi. Una questione che ricordiamo è nata dopo i risultati piuttosto scioccanti dei test organizzati dall’ente, dove sarebbero risultati ben 4 modelli privi dei necessari standard di sicurezza.

Che nello specifico erano il Bieffe Syntek, MDS Edge, Suomy Trek e Vemar VSREV. Tutti caschi che non erano risultati sufficientemente protettivi in caso di incidente secondo i test svolti da Altroconsumo, creando una situazione molto delicata, che ovviamente aveva anche portato le rispettive aziende a dire la loro in merito ai prodotti incriminati, AGV in primis.

Ma nonostante le dovute puntualizzazioni da parte delle aziende interessate, ora Altroconsumo ha deciso di ribadire la correttezza e fondatezza dei propri dati e della valutazione degli stessi nei test di sicurezza su caschi moto integrali. E lo fa spiegando la sua posizione:

Quattro dei prodotti acquistati nei negozi e portati in un laboratorio europeo accreditato per l’omologazione dei caschi moto non hanno superato le prove di impatto previste dalla norma di omologazione ECE 22-05. Abbiamo informato il ministero delle Infrastrutture e Trasporti dei risultati e chiesto che siano ritirati dal mercato poiché non assicurano una protezione adeguata della testa.

In un ottica di totale trasparenza, sul sito di Altroconsumo, all’indirizzo http://www.altroconsumo.it/caschi/caschi-moto-un-flop-integrale-s239023.htm i vostri lettori potranno trovare il test completo sui caschi moto integrali, le precisazioni dei produttori e la risposta di Altroconsumo.”

via | Altroconsumo

 

25 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

  • nickname

    endurista non convinto
    tie!!e loro…muuutiiii!
    #1 - Scritto il

  • nickname

    Sephirot
    Bella figura! Si commenta da solo!
    #2 - Scritto il

  • nickname

    IlPrincipeBrutto
    Una delle due parti perdera' la faccia in questa vicenda, anche se dubito che si verra' a sapere quale. Il nocciolo del problema sembra essere nella differente valutazione che Altroconsumo ed i produttori danno della "tolleranza" sul risultato dei test di impatto. La procedura di omologazione prevede che un casco omologabile non superi nei test di assorbimento un valore di HIC (Head Injury) di 2400. . Qui arrivano i problemi. I produttori, in particolare Suomy, che oggi ha pubblicato una lettera aperta di replica ad Altroconsumo, afferma che al valore si puo' applicare una toleranza del 10%. Il valore di poco piu' di 2500 riportato dal suo casco rientrebbe quindi nel limite ammesso, che con la tolleranza e' di 2640. . Nell'articolo di Altroconsumo linkato sopra, la rivista afferma pero': "Altroconsumo ha usato il valore limite previsto dalla norma per la verifica di conformità della produzione e i test di routine (ovvero HIC inferiore a 2400), senza considerare il margine di tolleranza del 10% invocato da diversi produttori, in quanto non applicabile nel caso specifico." . Senza tolleranza, il casco di Suomy non e' a norma. Chi dei due ha ragione ? Suomy che invoca la tolleranza, o Altroconsumo che dice che inquesto caso non e' applicabile ? . Uno solo dei due contendenti puo' avere ragione su questo punto. . sicuri si diventa, Ride Safe.
    #3 - Scritto il

  • nickname

    MH
    mi piacerebbe capire se i test son stati effettuati su un singolo casco o su un campione più vasto. in ogni caso il mio chaser non che ne esca benissimo …
    #4 - Scritto il

  • nickname

    MadRaffa
    @3. Sarà, ma io non comprerei mai un casco che supera il test per un soffio, grazie ad un 10% di tolleranza!!! @4. I caschi da moto devono svolgere un'azione talmente importante che anche se 1 viene trovato difettoso, deve essere rimesso in discussione tutto il processo produttivo. Quei caschi sono stati comprati in negozio… quindi poteva esserci la testa di qualcuno dentro!!!
    #5 - Scritto il

  • nickname

    Flash
    @Principebrutto: ti dirò, quando si parla di cose che considero di importanza primaria (come la mia testa e quello che ci sta dentro) preferisco basarmi sul 10% di severità in più e non di tolleranza… visto che altri caschi, non necessariamente più costosi, offrono livelli di sicurezza superiori, non vedo perché dovrei rivolgermi a quello meno valido. Tra l'altro dal test di Altroconsumo (di cui personalmente sono socio) emerge ancora una volta che non sempre la marca famosa o il prezzo di acquisto giustificano la qualità di un prodotto… anzi.
    #6 - Scritto il

  • nickname

    Flash
    @MadRaffa concordo al 100% con te.
    #7 - Scritto il

  • nickname

    Sephirot
    Avrà ragione chi produce caschi al limite della normativa? Per me no.
    #8 - Scritto il

  • nickname

    Ludy-K
    Beh…tolleranza del 10%; sulla mia testa, personalmente, non la ritengo accettabile, quoto i messaggi sopra. Poi se siano a norma o meno, lo dirà la legge, comunque la segnalazione di altroconsumo….se provato che sia attendibile…. è una segnalazione utile. Perlomeno può aiutare il consumatore in fase di valutazione.
    #9 - Scritto il

  • nickname

    Capaio1
    il mio vsrev mi preoccupa…
    #10 - Scritto il

  • nickname

    MH
    #5, assolutamente d'accordo ma con un campione più vasto il test sarebbe stato inattaccabile.
    #11 - Scritto il

  • nickname

    Hornettista
    Lo Shark RSI ha totalizzato 6 punti in meno del primo in classifica, quindi io che vorrei comprare l'RSX (migliore si presume) dovrei stare tranquillo… mi fido? Che domanda assurda per una situazione assurda.
    #12 - Scritto il

  • nickname

    Max_76
    i test a campione valgono sulla produzione , i test sul venduto devono andare bene SEMPRE . non serve un affidabilità al 90% , perchè in caso di incidente quel 10% può MORIRE . Quindi attenzione ai test fatti su prodotti in mercato , rispetto ai test sugli standard produttivi (controllo di processo) per la qualità ed ai test per omologazione .
    #13 - Scritto il

  • nickname

    Ironbutt
    anche io possiedo uno vsrev … sono molto preoccupato per la cosa… e mi auguro che il ministero si faccia sentire presto, altrimenti sarà stata l'ennesima ingiustizia che subisce il consumatore. oltretutto c'è da dire che quando ho acquistato il mio casco pensavo di aver preso un ottimo casco visto che è il top di gamma …e invece è omologato per tolleranza…bah
    #14 - Scritto il

  • nickname

    ilBiondo
    MH 03 apr 2009 - 16:55 - #11 Il test è inattaccabile. Il prodotto finito deve rispettare le normative. Chiuso. E bravi quelli di Altroconsumo…
    #15 - Scritto il

  • nickname

    verdezemolo
    beh complimenti a Suomy, AGV e Vemar …..invece di buttare soldi per Capirossi e Valentino e Dovizioso che facessero dei caschi omologati regolarmente……….! Si chiama etica!
    #16 - Scritto il

  • nickname

    momprezzemolo
    16 non facciamo le cose più grandi del dovuto, per l'omologazione basta l'etichetta.
    #17 - Scritto il

  • nickname

    Silicio72
    Secondo me AltroConsumo sbaglia quando considera la tolleranza come un "favore" fatto alle case produttrici di caschi. Per definizione la tolleranza è inserita in tutte le misurazioni per tenere conto degli inevitabili errori di misura, ed è sempre tale da non inficiare mai il risultato della misura stessa. Sono d'accordo che il valore 10% è molto elevato, ma probabilmente gli strumenti di misura utilizzati hanno un'incertezza di quel livello, oltre anche alla distribuzione statistica tipica delle produzioni a larga scala, per cui magari il casco preso in esame è del 5-10% meno solido della media della produzione. lamps
    #18 - Scritto il

  • nickname

    steppenwolf
    A parte la polemica sulla tolleranza, trovo interessante che caschi relativamente economici escano dal test meglio di altri decisamente costosi. A volte spendere una fortuna per sentirsi sicuri non è la scelta migliore…
    #19 - Scritto il

  • nickname

    Aldyrton27
    L'articolo di Altroconsumo è un insulto ai motociclisti. Infantile, poco rigoroso. Le prove "pratiche" cosa rappresentano? Su che basi sono state eseguite? Il primo e il secondo casco in classifica sono prodotti dalla stessa azienda, ritenuta da Altroconsumo migliore di Arai e Shoei a livello di comfort, il che è una bestialità. I giapponesi, sul comfort, sono ancora il riferimento. Non vogliono dire il nome del laboratorio, forse hanno paura che venga fuori qualche incongruenza e qualche trattamento di riguardo nei confronti di qualcuno? Le accuse devono essere precise e circostanziate per essere credibili. Ripeto ancora una volta: seguiamo SHARP !!!
    #20 - Scritto il

  • nickname

    Sephirot
    Aldyrton, sei venduto sicuramente!
    #21 - Scritto il

  • nickname

    nuniez
    Sephirot, tu no vero?
    #22 - Scritto il

  • nickname

    Aldyrton27
    x Sephirot: a chi sarei venduto? Semmai sono altri i venduti. I venduti sono quelli che fanno classifiche senza dare una base scientifica. Sicurezza: io dico di seguire SHARP perché hanno messo in piedi un'attività seria, precisa e circostanziata. Un'attività che ha un approccio ingegneristico, scientifico. Un'attività che giudica il livello di sicurezza dei caschi anche sulla base delle statistiche sugli incidenti. In pratica: più stelle se il casco è sicuro nelle zone dove c'è maggiore probabilità di picchiare la zucca. Ovviamente ci vuole un minimo di cultura tecnica per apprezzare il tutto. Arai e Shoei, sulla base SHARP, non sono il riferimento. I migliori con 5 stelle (in ordine alfabetico così non mi date del venduto) sono: AGV, Arai (solo un casco), Bell, BMW, Buell, Caberg, HJC, Lazer, Marushin, Shark. Nolan e X-Lite 5 stelle non le hanno, pur non essendo male (ne hanno 4). Comfort: vorrei trovare chi ha il coraggio di dire che Arai e Shoei non sono i riferimenti. Lo sono, punto.
    #23 - Scritto il

  • nickname

    ciuppirex
    qui c'è gente che parla con un ARAI o con uno SHOEI da 1000 euro con due misere stelle!!! Vergognatevi!!!!! W AGV
    #24 - Scritto il

  • nickname

    gigio46
    Insomma, alla fine, dopo tanto chiasso, Altroconsumo ha dimostrato l' unica cosa vera e valida per differenti prodotti sul mercato, non solo caschi: non sempre quelli più costosi sono altrettanto buoni. Il problema è che, non rivelando il nome del laboratorio che ha effettuato i test, non pubblicando i valori riscontrati e mischiando la sicurezza con altri parametri per il voto finale, Altroconsumo non si è messa in una posizione facile lasciando sempre quell' alone di dubbio relativo alla correttezza delle prove effetuate. Poi è anche giusto che ogni azienda risponda a suo modo cercando di difendere il proprio operato, nulla di male in questo. Per la sicurezza comunque anche io dico seguiamo SHARP, non è marketing ma realtà, razionalità ed efficacia nella valutazione. Ciao a tutti!
    #25 - Scritto il