E’ finalmente in arrivo la super naked Ducati Streetfighter, giudicata dal pubblico come la moto più bella del Salone del Motociclo di Milano - Eicma 2008. Una naked aggressiva e raffinata allo stesso tempo. Aggressiva per i suoi 155 CV e raffinata con particolari da riferimento in un segmente sempre più affollato. Adrenalinica ed emozionante al primo sguardo.
Il vero spirito Ducati si esprime anche grazie alla incredibile potenza che il bicilindrico desmodromico 1098 Testastretta Evoluzione è in grado di offrire. 155 CV erogati con progressione e linearità garantiti dagli 11.7kgm di coppia, che permettono di essere goduti in sicurezza in ogni condizione e su qualsiasi tipo di percorso.
Il peso ridotto (167 Kg della versione S) esalta ulteriormente potenza e la precisione di guida grazie alla tecnologia derivata dalla MotoGP e della Superbike. Controllo di trazione, Data Analyser, impianto frenante di derivazione racing, sospensioni regolabili e ruote forgiate (il tutto di serie nella versione S), completano questa fantastica moto portandola di diritto al vertice della categoria e pronta ad affrontare qualsiasi sfida. 14.990 euro il prezzo della Streetfighter, 18.700 euro quello della Streetfighter S, comprensivo di 2 anni a kilometraggio illimitato. A seguire le caratteristiche dalla cartella stampa Ducati.
La cultura streetfighter nasce nelle periferie urbane del Nord Europa tra la fine degli anni ‘70 e gli anni ‘80. Se il movimento Café Racer, partendo da moto tradizionali, le trasformava in supersportive, le streetfighter erano assolutamente in controtendenza. La loro evoluzione è passata dall’eliminare le carene da moto sportive, per poi equipaggiarle con manubri più alti, customizzarle e creare naked “esagerate” dalle prestazioni elevate. Ducati oggi ha ripreso questo concetto, completandolo con uno stile tutto italiano per realizzare direttamente in fabbrica un vero Streetfighter senza rivali.
Il Ducati Streetfighter è dotato di tutto ciò che ha reso la Superbike una leggenda: l’incredibile potenza del Bicilindrico a L, con la sua impressionante erogazione di coppia, la tecnologia più innovativa applicata alla ciclistica, il bellissimo forcellone monobraccio e le pinze Monoblocco dall’eccezionale potenza frenante. Oltre naturalmente a stile, classe ed eleganza.
Se le linee di sella e serbatoio non lasciano dubbi sulle origini dello Streetfighter, è la posizione di guida, seduta e dominante, a definire per prima il carattere di questa naked per eccellenza. Grazie ai comandi innovativi e minimalisti e al design della strumentazione e del gruppo ottico, l’anteriore è lineare e aggressivo al tempo stesso, mentre il doppio scarico sovrapposto a destra rende la linea del retrotreno alta e affilata. Nessun’altra Ducati prima d’ora ha potuto vantare un assetto tanto aggressivo offrendo nel contempo una guida confortevole, sicura e divertente.
La versione S dello Streetfighter garantisce livelli di componentistica oltre ogni aspettativa. Le sospensioni Öhlins, anteriori e posteriori, e i leggerissimi cerchi forgiati Marchesini incrementano ulteriormente la sensazione di controllo in città e il feeling con il veicolo, importantissimo quando si decide di mettere alla prova il carattere sportivo dello Streetfighter. Se a tutto questo si aggiungono il Ducati Traction Control e il Ducati Data Analyser, risulta evidente che lo Streetfighter S oltre a tanti “muscoli” ha anche “cervello”.
Lifestyle
Per Ducati è stato quasi inevitabile approdare al progetto Streetfighter. La passione nel realizzare le Superbike più belle e più vincenti di sempre, unita al desiderio di creare moto icone nella categoria naked, ha generato un mix di adrenalina pura. Chi meglio di Ducati avrebbe potuto creare una moto per puristi assoluti, destinata a celebrare la potenza naked in tutte le sue forme? Una moto caratterizzata da un motore estremamente performante e godibile, una ciclistica aggressiva e un’elettronica avanzata, dove ogni singolo particolare è stato lasciato a vista per essere goduto e apprezzato e, perché no, anche ostentato con orgoglio. Ducati costruisce moto per intenditori, per motociclisti che sanno apprezzare tutti quei dettagli che insieme danno vita ad una moto inimitabile.
Le Ducati non sono semplici mezzi di trasporto ma, da sempre, identificano un vero e proprio “stile di vita” capace di distinguere chi le guida da chiunque altro. Possono diventare un completamento del carattere, il massimo dell’affermazione personale.
Lo Streetfighter nasce dalla più pura passione Ducati ed è destinato a “colpire”, in qualunque situazione. Un giro in centro? Si può fare con stile. Divertirsi fuori città, ricercando traiettorie precise ad ogni curva? Nulla sarà più esaltante che farlo in sella allo Streetfighter.
Con lo Streetfighter, Ducati ha catturato l’essenza degli stili di vita di tutti i motociclisti raggiungendo il vertice nella categoria delle naked. Non sarà facile contrastare il dominio di questo “combattente”.
Alla guida
La posizione di guida sullo Streetfighter comunica la massima sicurezza. Il manubrio in alluminio a sezione variabile è decisamente più alto rispetto alla Superbike, ma consente comunque al pilota di spingere al massimo e di avere sempre il controllo del mezzo, lasciando invariato il feeling con l’avantreno. Uno studio approfondito sulla posizione della sella, delle pedane e del manubrio ha portato al massimo comfort senza tuttavia intaccare la sensazione di guidare una naked estrema.
Un esempio della massima attenzione ai dettagli, che caratterizza tutti i nuovi modelli Ducati, è rappresentato dai cavallotti di fissaggio del manubrio, dal design raffinato, che si inseriscono con eleganza nei risers. I blocchetti elettrici sono stati ridisegnati in chiave minimalista: involucri compatti contengono pulsanti e comandi facili da usare; nuovi elementi esclusivi quali la ‘sicura’ che, come in un’arma, scende a nascondere l’interruttore di avviamento quando si preme il pulsante di spegnimento del motore. In vista i serbatoi del freno e della frizione, dal design ribassato e compatto, che alimentano le pompe radiali Brembo, completando in maniera pulita e lineare la disposizione dei comandi.
Lo stesso look essenziale viene ripreso dalla strumentazione dello Streetfighter, la cui innovativa forma compatta sfuma con eleganza nella linea aggressiva del gruppo ottico. I dati aggiuntivi, rispetto ai valori di default, vengono gestiti dal blocchetto elettrico montato a sinistra sul manubrio che permette al pilota di scorrere vari menu ed effettuare selezioni. Il display mostra i giri/min e la velocità (il primo valore sotto forma di un grafico a barre progressivo). La strumentazione visualizza inoltre tempi sul giro, stato e livello selezionato del DTC (se attivato sullo Streetfighter S), orario, temperatura dell’aria, temperatura dell’acqua, tensione della batteria, due indicazioni di percorrenza e un’altra indicazione di autonomia che si attiva automaticamente all’inizio della riserva. Sono previsti indicatori luminosi di folle, frecce, abbaglianti, limite giri, pressione olio insufficiente, riserva di carburante, intervento DTC (se attivato sullo Streetfighter S) e manutenzione programmata. Il cruscotto funge inoltre da quadro comandi per i sistemi DDA e DTC e mostra i tempi sul giro registrati utilizzando come cronometro il pulsante del ”lampeggio proiettori”.
Ciclistica di riferimento
Con 169 kg di peso a secco per lo Streetfighter e 167 kg per la versione S, questo nuovo gioiello Ducati vanta il miglior rapporto peso/potenza della sua categoria. Lo Streetfighter è caratterizzato da grande maneggevolezza e da un avantreno incollato a terra. Il Telaio a Traliccio, appositamente studiato per questo modello, è caratterizzato da un’inclinazione del cannotto di 25,6° rispetto ai 24,5° della Superbike, mentre al posteriore il forcellone monobraccio, allungato di 35mm (rispetto alla Superbike), garantisce in ogni condizione un’accelerazione senza compromessi. Per lo scultoreo forcellone in alluminio anodizzato nero è stata utilizzata la stessa doppia tecnica costruttiva applicata ai modelli Superbike.
Tecnica costruttiva più “muscolosa” anche per la base di sterzo a tre viti. Conformata ad ala di gabbiano per incrementare la robustezza e la rigidezza, stringe in una morsa i foderi della forcella, trasmettendo grande sicurezza e solidità al manubrio nei cambi di direzione veloci.
Il nuovo angolo di inclinazione del cannotto, l’interasse allungato e l’ammortizzatore di sterzo trasversale offrono stabilità anche nelle accelerazioni estreme che l’incredibile coppia del Bicilindrico a L Ducati è in grado di offrire.
Sospensioni
Lo Streetfighter è equipaggiato con una forcella Showa da 43mm interamente regolabile, e al posteriore con un mono-ammortizzatore Showa completamente regolabile che conferiscono alla moto una straordinaria agilità e al tempo stesso grande feeling e sicurezza per il pilota.
La forcella è dotata di attacchi radiali per le pinze dei freni, con precarico della molla e freno idraulico in compressione ed estensione completamente regolabili. Al retrotreno, il mono-ammortizzatore Showa sfrutta un cinematismo progressivo ed è anch’esso completamente regolabile nel precarico molla e freno idraulico in compressione ed estensione.
Ancora più estreme le caratteristiche tecniche dello Streetfighter S, con forcella Öhlins da 43mm di derivazione Superbike e dotata di steli con rivestimento TiN ad attrito ridotto. La forcella, con il precarico della molla regolabile e la possibilità di una precisa regolazione del freno idraulico in compressione ed estensione assicura per la versione S, quando la…” lotta si fa dura”, un feeling e una precisione di guida superiori alla media.
Al retrotreno della versione S è montato un mono-ammortizzatore Öhlins dalle specifiche elevatissime, con pre-carico della molla completamente regolabile e possibilità di regolare con estrema precisione il freno in compressione ed estensione. Il mono è inoltre dotato di contromolla che migliora la guida aiutando a mantenere il pneumatico posteriore a contatto con l’asfalto anche in condizioni estreme.
I modelli Streetfighter e Streetfighter S hanno ereditato dalla famiglia Superbike la grande cura per ogni dettaglio in fatto di prestazioni: entrambi sono dotati di regolazione dell’altezza del retrotreno a seconda delle impostazioni personalizzate del precarico molla.
Cerchi
I nuovi cerchi a 10 razze in alluminio contribuiscono a ridurre il peso globale del veicolo, ma soprattutto a ridurre le “masse non sospese” ovvero la massa di tutti i componenti che si trovano tra le sospensioni e il manto stradale (ruote, pneumatici, dischi e pinze dei freni, ecc). In rotazione, a causa dell’effetto giroscopico, questa massa riduce la maneggevolezza del veicolo.
La riduzione del peso è ancora più marcata sullo Streetfighter S, che monta cerchi Marchesini a 5 razze a Y, sempre in alluminio, ma forgiati e lavorati di macchina utensile.
I cerchi sono nella tonalità grigio grafite sullo Streetfighter mentre sul modello S sono di colore bronzo. Entrambi i modelli sono equipaggiati con pneumatici di ultima generazione Pirelli Diablo Corsa III.
Freni
Entrambe le versioni dello Streetfighter (base ed S) utilizzano la potente tecnologia frenante offerta dalle pinze Monoblocco Brembo. Queste pinze, lavorate da un singolo blocco in lega di alluminio, garantiscono maggior rigidezza e maggior resistenza alla deformazione nelle frenate più estreme. Il risultato è, non solo una potenza frenante spettacolare, ma anche una maggiore precisione e sensibilità alla leva del freno. Le doppie pinze Monoblocco hanno ciascuna 4 pistoncini da 34mm che lavorano su dischi sovradimensionati da 330mm, garantendo un’eccezionale efficienza frenante. Il peso dei dischi è stato contenuto al massimo grazie a superfici frenanti strette di tipo racing.
Potenza stupefacente
Il motore 1098 Testastretta Evoluzione non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Dopo il suo debutto nel 2007, è stato utilizzato come base per i motori che hanno consentito a Ducati di aggiudicarsi i titoli Mondiali Superstock e Superbike, battendo di misura la concorrenza. Oggi questo motore, con il suo grande alesaggio, corsa corta e coppia incredibile, spinge la naked Ducati più estrema con risultati altrettanto straordinari.
Con 11.7kgm di coppia e 155CV (114kW), la stupefacente potenza del propulsore dello Streetfighter non teme rivali tra le sportive naked. Il motore Desmodromico Testastretta Evoluzione a 4 valvole per cilindro offre il miglior rapporto potenza/peso e il miglior rapporto coppia/peso della sua categoria.
Tra le novità troviamo il nuovo disegno per le cartelle copricinghia e per il coperchio della frizione a secco in magnesio, e la nuova colorazione nera per i coperchi esterni e grigio “carbon” per i carter che applicano la stessa tecnologia di riduzione del peso utilizzata per il 1198.
Il processo di pressofusione sotto vuoto utilizzato per il carter del motore permette di realizzare spessori di parete ridotti, garantendo caratteristiche meccaniche molto elevate grazie ad un getto privo di difetti. Si ottiene di conseguenza una riduzione di peso di ben 3kg rispetto al motore del modello 1098 Superbike.
Il motore da 1099cc, che utilizza l’angolo di inclinazione delle valvole tipico del Testastretta Evoluzione, condotti di aspirazione rettilinei e una camera di combustione di speciale geometria, “respira” grazie a corpi farfallati ellittici derivati dalla MotoGP e valvole di grande diametro, fornendo un’erogazione di coppia incredibile.
Il cambio a sei velocità e la frizione a secco di ispirazione racing creano un pacchetto trasmissione in grado di erogare 155CV con la massima efficienza.
Il propulsore dello Streetfighter è protetto dai doppi radiatori dell’acqua, incurvati nel più puro stile naked per ottenere massime prestazioni e un incredibile impatto estetico. Il radiatore superiore è assistito da ventole elettriche di peso ridotto e portata elevata, mentre quello inferiore è posizionato di fronte al puntale che contiene anche uno scambiatore di calore acqua-olio ad alta efficienza.
Silenziatori
L’impianto di scarico sovradimensionato dello Streetfighter, progettato secondo una configurazione 2-1-2, è stato costruito in acciaio dello spessore di 1mm per ridurre il peso, con condotti di diametro di 58 e 63,5mm. L’impianto è dotato di due sonde lambda per garantire la perfetta combustione in entrambi i cilindri e di una valvola allo scarico, controllata elettronicamente, per migliorare la risposta ai regimi medio/bassi.
I silenziatori “a cannone”, sovrapposti verticalmente, sfoggiano le stesse finiture della famiglia Superbike: acciaio spazzolato per lo Streetfighter e acciaio spazzolato nero per lo Streetfighter S, entrambi in grado di diffondere l’inconfondibile voce del motore Ducati Bicilindrico a L, sinonimo di nuda potenza Desmo.
Gruppo ottico
Lo Streetfighter mostra al mondo la sua “faccia” attraverso il nuovo gruppo ottico dal look aggressivo che non lascia dubbi sul carattere di questa moto. Se la sorgente luminosa principale e la struttura multiriflettente garantiscono un’illuminazione potente che squarcia il buio, sono le due inquietanti strisce di LED, che fungono da luci di posizione, a conferire a questa moto la sua carismatica, inconfondibile identità.
In linea con il design pulito e raffinato, gli indicatori di direzione, con lenti trasparenti e lampadine colorate, sono ben integrati, mentre il gruppo ottico posteriore a LED è ben inserito nel profilo del codone, garantendo un’efficace illuminazione senza intaccare le linee eleganti del retrotreno alto e affilato.
Dettagli naked
Prima dello Streetfighter, mai tanta attenzione era stata dedicata ai minimi dettagli di progettazione. Ricollocare molti dei componenti generalmente nascosti dalla carena, pur continuando a dissimularli alla vista, ha rappresentato una grande sfida per ingegneri e progettisti, vinta però con straordinari risultati. A ciò si aggiungono particolari quali il coprisella del passeggero perfettamente conformato, il parafango posteriore di serie e un portatarga di dimensioni ridotte: Ducati ha voluto dare ancora di più, offrendo finiture ai massimi livelli.
Streetfighter S
Il trattamento “S” di Ducati applicato allo Streetfighter significa caratteristiche tecniche spinte al limite. Le sospensioni Öhlins anteriori e posteriori e i leggerissimi cerchi forgiati Marchesini enfatizzano il fascino di questa moto, mentre le cartelle copricinghia e il parafango anteriore in carbonio superleggero ne riducono ulteriormente il peso a secco fino a 167kg
Ma la raffinatezza della versione S non si ferma qui. Gli straordinari sistemi Ducati Traction Control e Ducati Data Analyser sono compresi nella dotazione standard, sottolineando come lo Streetfighter S non sia solo potenza, ma anche intelligenza.
Forza intelligente
Per la prima volta in assoluto su una sportiva naked, Ducati offre l’eccezionale sistema Ducati Traction Control (DTC) compreso nella dotazione di serie dello Streetfighter S.
Il sistema, accessibile dal blocchetto elettronico sinistro e visualizzato sulla strumentazione digitale, consente di scegliere tra otto profili o “livelli di sensibilità”, ciascuno programmato per offrire un valore di tolleranza allo slittamento del retrotreno commisurato a diversi livelli di capacità di guida, classificati da uno a otto.
Se il livello otto aiuta ad acquisire sicurezza attivandosi al minimo slittamento con un elevato grado di interazione, il livello uno, riservato a piloti molto esperti, è caratterizzato da una tolleranza molto superiore e da un minimo grado di intervento.
Una volta selezionato il profilo più idoneo e attivato il DTC, le visualizzazioni corrispondenti compaiono sulla strumentazione dello Streetfighter. Il sistema provvede ad analizzare i dati provenienti da sensori di velocità posti sulle ruote anteriore e posteriore, rilevando lo slittamento del posteriore. Se il sistema rileva uno slittamento del posteriore, sopra la soglia stabilita, la centralina del DTC valuta in maniera istantanea la possibilità di wheel-spin nelle sue molteplici variazioni prima di intervenire secondo due diversi gradi di interazione.
Il sistema DTC è in grado di determinare con esattezza l’uso che si sta facendo dello Streetfighter. Dall’accelerazione lenta in percorrenza di curva, quando il veicolo è fortemente inclinato, alle alte velocità raggiunte in uscita di curva con la moto praticamente verticale, il DTC è tanto intelligente da reagire a seconda delle specifiche situazioni. Sa addirittura quando non intervenire, se il pilota decide di esibirsi in un burnout o un’impennata.
La prima fase di interazione “leggera” del sistema viene gestita da un software ad alta velocità che realizza correzioni elettroniche istantanee della fasatura di accensione, determinando diversi valori di ritardo dell’accensione per ridurre l’erogazione di coppia del motore.
Durante questa fase di interazione iniziale del sistema DTC, entrambe le spie esterne della strumentazione dello Streetfighter (solitamente utilizzate per indicate il fuorigiri) si illuminano per avvertire che il DTC è entrato in azione.
Se il software del DTC rileva che la prima fase di interazione “soft” del sistema risulta insufficiente a controllare lo slittamento, esso continua a ritardare l’accensione e ordina alla centralina di comando del motore di attivare una procedura di taglio dell’iniezione ad incremento costante, fino al taglio dell’iniezione completo, se richiesto. Durante questa seconda fase di interazione del sistema, oltre alle due spie esterne, si illumina quella centrale per avvertire che il DTC ha attivato anche il taglio dell’iniezione.
Dopo la fase uno (ritardo dell’accensione) o la fase due (taglio dell’iniezione progressivo o taglio completo), il sistema ritorna in maniera incrementale alla mappatura originale dell’iniezione e accensione, man mano che si riequilibra il differenziale di velocità tra le ruote. Questo ripristino attentamente programmato della piena erogazione di potenza è il vero segreto alla base del funzionamento morbido ed efficiente del sistema DTC.
Ducati, mettendo a punto per l’uso stradale il sistema di controllo di trazione mutuato da Ducati Corse, offre un ulteriore esempio del flusso di tecnologia dalle corse alla produzione, e dimostra come soluzioni sviluppate per la pista possano essere utilizzate per incrementare anche la sicurezza su strada.
Informazione uguale potenza
Il Ducati Data Analyser (DDA) – comprensivo di software per PC, scheda di recupero dati USB-compatibile e istruzioni per l’uso – consente di valutare le prestazioni dello Streetfighter e del suo pilota, fornendo una rappresentazione grafica di dati provenienti da numerosi canali informativi.
Il DDA è disponibile per lo Streetfighter come accessorio all’interno del catalogo Ducati Performance, e fa parte della dotazione standard dello Streetfighter S.
Il DDA, normalmente disponibile solo sulle moto da competizione, registra numerosi canali di dati tra cui apertura del gas, velocità del mezzo, regime del motore, temperatura del motore, distanza percorsa, giri e tempi sul giro. Il sistema inoltre calcola automaticamente i dati relativi al regime del motore e alla velocità del mezzo, per visualizzare la selezione delle marce come ulteriore canale di dati. Un canale di dati è inoltre dedicato alla registrazione dell’indice DTC, presentandolo come una traccia grafica che mostra l’entità dell’interazione da parte del DTC in fase di slittamento. Dopo un giro in moto o una sessione in pista, è ora possibile scaricare su PC fino a 4MB di dati, per confrontare e analizzare “dall’interno”, nei minimi dettagli, le prestazioni del pilota e dello Streetfighter.
I dati possono essere analizzati in formato grafico, con opzioni che consentono lo zoom dettagliato per funzioni specifiche. É possibile trascinare una traccia lungo una linea temporale per evidenziare valori singoli riferiti ai vari canali sopra elencati: in questo modo l’utente potrà analizzare le prestazioni esattamente come i tecnici elettronici fanno nei team ufficiali.
Colorazioni
Se lo Streetfighter è semplicemente magnifico nella colorazione rossa o nel raffinato bianco perla, tonalità messe ancora più in risalto dal telaio nero e dagli eleganti cerchi a 10 razze grigio grafite, la versione S diventa irresistibile in rosso e accattivante nella colorazione midnight black, con cartelle copricinghia e parafango anteriore in carbonio, che creano un contrasto elegantissimo con il color bronzo del telaio e dei cerchi a 5 razze a Y.
jv3659
24 mar 2009 - 08:06 - #1altro che mv agusta brutale… che spettacolo di moto…peccato per il prezzo un pò alto…
Paolo Giulio
24 mar 2009 - 08:15 - #2SPLENDIDA! Il prezzo? Può starci tutto… massima espressione della tecnologia Ducati e del design italiano… La prenderò in considerazione per sostituire il mio Monster del ‘98… una Ducati ogni 10 anni me la posso concedere… e questa sono certo durerà per altri 10! OTTIMA…
Infinitiblu
24 mar 2009 - 08:20 - #3Finalmente Ducati sforna una nuova moto con i C.O.G.L.I.O.N.I, bella punto.
Senza adagiarsi sugli allori passati e non rischiando la faccia.
Questo è stile italiano.
Valred
24 mar 2009 - 08:38 - #4MI SEMBRA UNA BRUTALE TUNIZZATA DA BRABUS…
fiamma_82
24 mar 2009 - 08:41 - #5la tuono ha fatto scuola…
FazerRules
24 mar 2009 - 08:47 - #6La tuono lasciamola perdere che non centra un …
…invece in Ducati non sanno far altro che copiare da MvAgusta? Dopo la 1098-f4 ora la streetfighter-Brutale?
L’idea del doppio scarico così è “Brutale”!! Ci manca solo di trovarci anche la scritta Mv….eheh
haw
24 mar 2009 - 08:51 - #7A guardarla e riguardarla comincia a piacermi di piu’, anche se francamente io di questa non ne sento proprio l’esigenza, dovessi pensare ad una naked sarei piu’ che contendo del monster 1100 (son acora convinto che 90 cavallini su una moto abbastanza leggera e 2v siano l’ottimale in strada).
Pero’ … non è che si poteva fare un riassunto di tutto sto’ papiro ?? manco fosse la nuova D16rr…
E… un appunto : “In vista i serbatoi del freno e della frizione, dal design ribassato e compatto, che alimentano le pompe radiali Brembo, completando in maniera pulita e lineare la disposizione dei comandi.
” … una volta forse lo erano, quando le pompe del 999 avevano i serbatoi a triangolo attaccati alla pompa che tutto sommato non erano male… ma perfavore… non vendeteci quei due serbatoi li come speccatolo stilistico su !!!
(tra l’altro, credo li abbiano staccati per problemi causati in fase di spurgo)
tyran
24 mar 2009 - 08:51 - #8Bella accozzaglia di tubi e plastica,venduta ad un prezzo da rapina.
Se la tengano
Bobby
24 mar 2009 - 08:52 - #9Stile Italiano è un’altra cosa…..
gs
24 mar 2009 - 08:53 - #10brutta copia della Brutale ad un prezzo esagerato
arme
24 mar 2009 - 08:59 - #11La più “giapponese” fra le Ducati.Non parlatemi di “stile italiano”,per favore.Poi sia chiaro,i gusti sono soggettivi.
haw
24 mar 2009 - 09:04 - #12Ma è mai possibile che qualsiasi naked sia sempre una copia della Brutale ?? sta’ frase l’ho sentita e risentita un miliardo di volte ormai, ora come dicono altri forse questa non sara’ un esempio di stile italiano ma francamente non so proprio dove ce la vedete la brutale.
Poi concordo con Fiamma riguardo la tuono, e non credo che fiamma si riferisca all’estetica quanto al concetto di sbk scarenata quali sono entrambe.
Per ultimo… sara’ anche un’accozzaglia di plastica e ferro (e quale moto non lo è ??) ma… ad avercela un’accozzaglia di pezzi cosi’ !!
IlPrincipeBrutto
24 mar 2009 - 09:04 - #13I gusti non si discutono, ma personalmente non mi piace affatto. Una naked dovrebbe essere una moto semplice, un mezzo essenziale e stilisticamente pulito. Questa e’ l’opposto. Troppe linee contrastanti, troppi volumi, troppi elementi che fanno a pugni tra loro per ritagliarsi un pezzetto del poco spazio disponibile. E le prestazioni sono insensate per una moto del genere, 150 cavalli sono troppi per qualsiasi stradale, che abbia la carena o meno.
.
sicuri si diventa, Ride Safe.
AK47
24 mar 2009 - 09:13 - #14si ma azz è mooolto simile alla Fz1 che appare sul banner pubblicitario….
e cmq assomiglia molto alla brutale….
manca di carattere personale questo design…
Pirovanoli
24 mar 2009 - 09:16 - #15Bella, bella indubbiamente. Racing, muscolosa e… e assolutamente INUTILE.
reo85
24 mar 2009 - 09:24 - #16al di là dell’estetica che può iacere o non piacere (soggettivo)
mi viene il sospetto che potrebbe farsi guerra con il monster 1100 dato il prezzo.
cmq sia è una moto che richiederà una certa capacità ed esperienza per essere guidata.
una versione con l’848 no????
King Franckie
24 mar 2009 - 09:31 - #17dal vivo mi è scaduta molto,
troppo alta la zona serbatoio-motore-radiatore secondo me quel radiatore sotto il motore la peggiora tantissimo stilisticamente,
e poi il codone è larghissimo.
peccato,
per il resto bel mezzo anche se 150cv su un bicilindrico, per di piu NAKED, mi sembrano un tantino esagerati!!!
Spd
24 mar 2009 - 09:42 - #18Una trita curve in salita … come classico stile ducati …
UN pompone che spinge con una coppia indiavolata…
Una mangia fegato nipponico ……
Sarebbero ottime frasi per la pubblicità di questo Demonio…
MI piacciono molto i commenti di chi crritica l’alta cavalleria (fino a pochi giorni fa accusavano ducati di poca potenza )
MI piacciono molto i commenti di chi critica l’estetica ( ad oggi l’r1 sta ancora copiando la linea del 916)
MI piacciono molto i commenti di chi ha il coraggio di paragonarla a uno stile nipponico ( @13 per caso hai una z1000 ? no cosi tanto per chiedere … guarda che fino a prova contraria sono iiapponesi che fanno moto ufo robot)
King Franckie
24 mar 2009 - 10:01 - #19@18
io sono dell idea che la Z1000/Z750 fece scuola e ancora oggi è la Naked piu bella (ma anche la Fz1 si difende bene),
ha linee moderne ma al tempo stesso proporzionate,
questa Streetfighter davanti si ispira molto alla Z e dietro alla Brutale è inutile negarlo - con ciò non ci vedo nulla di male nel prendere ispirazione dai modelli piu riusciti esteticamente.
in Ducati hanno voluto creare una moto estrema nelle forme e nelle prestazioni (ed è inutile negare che 155cv su di un bilindrico e per di piu NAKED sono un infinità e assolutamente superflui, poi qui dentro a scrivere c’e MAMOLA buon per lui!!) e secondo me non sbagliano,
si discosta molto dall immagine Ducati a cui si è abituati ma appunto questa moto è una Streetfighter.
il mio appunto sta nel radiatore che la rende troppo pesante stilisticamente e nel codone che è larghissimo nella zona centrale (dal vivo in fiera mi ha deluso purtroppo), la potenza (e coppia) è impressionante!!
BabboNatale
24 mar 2009 - 10:05 - #20Bella la moto
meno bella la nuova grafica di motoblog.
bayliss
24 mar 2009 - 10:15 - #21io sono dalla parte di chi dice che 90cv su strada bastano e avanzano… ero dalla parte di chi la criticava per lo stile un po jap… ma guardando queste foto mi sto ricredendo… attendo di vederla dal vivo…
ELEVATOR
24 mar 2009 - 10:23 - #22A me questa moto piace, e parecchio anche! Trovo esagerati 14.990 o 18.700 euro perchè ha il motore della vecchia 1098, ha il telaio della vecchia 1098, ha il codone della 1098 ecc ecc! Insomma d’innovativo non ci vedo un granché e sopratutto per giustificare costi così alti….Però resta il fatto che attualmente è l’unica nuda che può competere con la Speed Triple in fatto di prestazioni e bellezza!
fiamma_82
24 mar 2009 - 10:27 - #23si si…90 cavalli su strada bastano e avanzano…sono stra d’accordo…ma non quando te li fanno pagare 13.000 euro quei 90 cavalli!!!
io mi riferivo alla Tuono non per l’estetica (ovviamente) ma per il concetto di supersportiva “scarenata” e con manubrio alto…
detto questo la streetfighter secondo me rappresenta l’apice della nuova ducati…ovvero..design giapponese..pezzi fuori di testa..e tanto ma tanto marketing…
e poi ditemi….il motore del 1098…ma ragazzi…perché diavolo non hanno messo il 1198…visto che deve essere esagerata…fatela fino in fondo!!!
scommetto che tra 2 anni uscirà la versione 1198 e chi ha acceso un mutuo per pigliarsi questa si vedrà crollare il prezzo della sua come successo con il 1098/1198
cicciosbam
24 mar 2009 - 10:34 - #24patetica. Inutile. Brutta. Voto: 2
JAGUARO
24 mar 2009 - 10:44 - #25beh un pò manga… ma cmq piacerà a molti.
è questione di estetica.
_SUZUKISTA_
24 mar 2009 - 10:46 - #26Molto meglio il s4rs testastretta… Poi io comunque credo che abbia un prezzo folle per una Naked, visto che oltre i 10.00euro non pago… Oggi dovessi scegliere una Naked andrei sul CB1000R.
shirke
24 mar 2009 - 10:49 - #2745cv in meno
meno “tecnologia da GP” esagerata ed a volte poco utile
4000€ in meno (prezzo allineato con le altre del settore)
e la avrei presa in considerazione per un cambio moto.
Così invece la lascio volentieri sul piedistallo del concessionario a prendere polvere!
skrondo
24 mar 2009 - 10:55 - #28davvero bellissima ( a me la nuova monster non piace per niente e nn sono Ducatista)
peccato solo che è troppo cara e fin troppo potente …il motore della 848 bastava e avanzava secondo me
King Franckie
24 mar 2009 - 11:06 - #29si forse era meglio il motore della 848 su questo mezzo - anche li ne avanzava parecchia di cavalleria.
bisogna capire l uso di chi la compera, per fare misto stretto e passi di montagna o per fare la sparata da un semaforo all altro fino ad arrivare in Centro a fare l aperitivo?? propendo piu verso la seconda possibilità.
dal vivo mi è scaduta mentre in foto ero rimasto positivamente colpito.
EnricoSL900
24 mar 2009 - 11:08 - #30#23: probabilmente il motore usato è il 1098 e non il più recente 1198 perché, nonostante i dati di vendita da favola che vengono pubblicati, di 1098 in giro se ne vedono pochine e di quei motori magari avevano i magazzini pieni…
Ho visto tempo fa un collaudatore con un prototipo Stritfaiter davanti a una concessionaria BMW. Sapere che un collaudatore Ducati nel tempo libero gira in BMW, beh… dovrebbe far riflettere più di qualcuno.
daemon666
24 mar 2009 - 11:29 - #31concordo con chi afferma che i gusti sono gusti e quindi non sindacabili. a mio parere non è bella come moto. e sempre a mio parere la Brutale è tutta un’altra cosa. la Brutale è un’opera d’arte che va accarezzata più che guidata. questa ducati sarà sicuramente divertentissima da portare con tutta quella potenza e quella coppia ma quando scendi e la metti sul cavalletto…..buh..non so…. non mi brillerebbero gli occhi.
fiamma_82
24 mar 2009 - 11:44 - #32si ma questo è un chiaro segnale che la ducati vuole smaltire i motori 1098 per poi infilare tra qualche anno il 1198…e una moto che fa dell’ESAGERATO il suo punto forza…i 100 cc mancanti vorranno dire un crollo dell’usato pauroso (come è successo con il 1098…alla faccia di chi dice che ducati tiene meglio il prezzo)
DucatiDucati
24 mar 2009 - 11:47 - #33Mah, 19000 euro e 15000 euro mi sembrano un tantino esagerati. Con quella cifra MV AGUSTA di sicuro…
camillo
24 mar 2009 - 11:53 - #34Una NAKED con 150 Cv? Senza dubbio prenderei la “vecchia” corsaro…quello è decisamente stile italiano!!!
La z1000 ha la sua personalità, la Brutale ha la sua personalità ..la Streetfighter è priva di ogni qualsivoglia forma di personalità!
ELEVATOR
24 mar 2009 - 11:59 - #35@22: scusate, ovviamente dimenticavo che tra le nude che apprezzo c’è anche la Brutale e che può competere come prestazioni e bellezza con Streetfighter e Speed Triple…
Poi ci sono anche le varie Jap (Z1000, CB1000R, FZ1 ecc) che non discdegno, anzi, ma non si avvicinano alle 3 sopra citate!
Spd
24 mar 2009 - 12:09 - #36@32
crollo usato ?
vai a comprarne una e di 1 anno e vediamo quanto la paghi …
vai a comprare un suzuki o una iamacha di un anno e vediamo cosa la paghi …
ma per cortesia … diciamo che per chi se la puo’ permettere è stupenda tutti gli altri cercano appigli assurdi per consolarsi a vicenda…
hai scoperto l’acqua calda … “smaltiscono i motori” … come fanno tutte le case … no?
non fanno naked con motori r1 o cbr 1000 ? la suzuki poi fa i 1400 con motori fiat punto …. ahahah poveri I D I O T I…
@32 ormai la fama te le sei fatta nei passati post…non rispondere…
qui tutti esperti che al massimo correggono l’amica quando dice AUGUSTA e non AGUSTA ridacchiando manco fossero cereghini in persona…
desdemone
24 mar 2009 - 12:10 - #37Trovo inutili tutti i commenti tipo: somiglia a questo somiglia a quello. Per avere un’idea di un mezzo di questo tipo occorre guidarlo. Tutto il resto è noia.
desdemone
24 mar 2009 - 12:11 - #38A proposito di prezzi, quanto costa la Brutale?
Spd
24 mar 2009 - 12:12 - #39@34
la z1000 ha personalità ?
ha anche la spada al laser incorporata ?
passati i 132.000 giri entra in coppia e si trasforma in un razzo missile. ?
Gli scarichi dell’ultima versione sono marca VALIANT?
MA CHE VERGOGNA SIETE NELLA TERRA DEI CAPOLAVORI E VOLETE FARE I JAPPONAZZI … MI MANDEREI CON UNO ZERO A “CASA” VOSTRA ..
cello empèna ! ! !
24 mar 2009 - 12:38 - #40copiata??? no brutale
vicenza in moto
24 mar 2009 - 13:18 - #41ma costa così poco???? hehehehehehe
ELEVATOR
24 mar 2009 - 14:28 - #42@Spd: abbiamo capito che sei di parte! Anche io penso che questa Streetfighter sia una moto bellissima, tanto è vero che l’ho paragonata a Brutale e Speed Triple che di Japponese non hanno nulla! Però i ducatisti, quelli che di Ducati ne hanno almeno un paio in garage (e ne conosco tanti), dicono che questa nuda di ducati non sia la massima espressione dell’arte Italiana…con questo non voglio dire sia una brutta moto, ma che probabilmente non è originale come i ducatisti si aspettavano…forse è troppo simile ad altre nude in circolazione e forse dovevano adottare un altro stile per differenziarla dalla 1098 perchè effettivamente è una 1098 senza carene…
Damned Throttle
24 mar 2009 - 15:06 - #43Anche gli scarichi sotto-sella sono “made in Ducati” e sono stati successivamente compiati dalle giapponesi…anche la il genere naker nasce con la monster eppure subito dopo sono arrivate le naked firmate japp…
Aigor
24 mar 2009 - 15:24 - #44Ad una prima occhiata, la SF sembra una Jap. E questo basta visto che le prime impressioni contano eccome.
Guardandola più da vicino viene da dire che la moto ha il frontale d’ispirazione giapponese (Fz1-Z1000) e la coda d’ispirazione Mv (Brutale).
Gli spigoli sulle moto non mi fanno impazzire in generale anche se Kiska ha fatto cose originali. Ma come dice Stark, la moto è un prolungamento del cuore e gli spigoli per questo motivo non le si addicono. Se poi agli spigoli del frontale aggiungiamo le linee morbide del codone, direi che il design non è neanche armonico.
E’ un vero peccato anche perchè la base tecnica della SF è di prim’ordine e il suo TELAIO SBK e il suo gran motore, sarebbero stati l’ossatura ideale per costruire il (vero) nuovo Monster.
Macava soltanto un serbatoio da Moster e un fanale.
IlPrincipeBrutto
24 mar 2009 - 15:43 - #45x Damned Throttle (#43)
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>> Anche gli scarichi sotto-sella sono “made in Ducati” e sono stati successivamente copiati dalle giapponesi…
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mi basta una sigla: NR750. Della quale tra l’altro si e’ parlato pure in questo blog non piu’ tardi di due giorni fa.
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sicuri si diventa, Ride Safe.
IlPrincipeBrutto
24 mar 2009 - 16:01 - #46ancora x Damned Throttle (#43)
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Se vogliamo parlare di moto piu’ accessibili di una NR750, le race replica a due tempi giapponesi degli anni 80 usavano tutte uno o due scarichi sotto sella, ben prima che la Ducati li introducesse sulla 916. Parlo di moto come la Rg500 Gamma, la RD500 e la tricilindrica NSR 400.
Ducati ha prodotto moto molto belle (la SF secondo me non e’ una di quelle), ma non ha la paternita’ esclusiva su alcune soluzioni di stile.
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sicuri si diventa, Ride Safe.
lucailtuono
24 mar 2009 - 17:01 - #47mi dispiace, mi piacciono molto le ducati, ma questa costà davvero troppo: molto meglio la brutale
lamentino_piangino
24 mar 2009 - 17:39 - #48bella ma con le altre ducati non c’entra nulla
solo il prezzo ahahah
EnricoSL900
24 mar 2009 - 18:32 - #49Vorrei che un giorno qualcuno mi spiegasse a cosa servono gli scarichi sotto alla sella. Sarò strano, ma mi sembra inutilmente complicato tirare un tubo di scarico fin lassù con risultati unicamente negativi a livello pratico (un portaoggetti sotto al codino dove mettere magari una tuta antiacqua vi fa proprio schifo?) che, se vogliamo, dinamico. Ma questo non è il tema principale.
Quanto al valore di una Ducati usata, credo di sapere meglio di Spd quanto una Ducati usata può valere. Se non altro per essere stato appena costretto a darla indietro per due soldi a un concessionario in permuta per una moto nuova. Ti sembrerà strano, ai limiti dell’impossibile, ma la mia Multistrada 1000 che vendevo a 4000 euro non se l’è venuta nemmeno a vedere nessuno. Vai a vedere a quanto la gente cerca di vendere le 999 (che pure erano ancora belle moto…) o meglio ancora le 1098 che per il ducatista fighetto medio sono invecchiate in due anni…
Quanto ai motori 1400 Suzuki, non so. So di aver provato il nuovo quattro 1300 BMW e di averlo trovato meraviglioso. Coppia da rimorchiatore e dolcezza da cuore di panna. Anche con quattro cilindri invece di due. Anche senza spendere mille euro a tagliando. E ho comprato BMW dopo quindici anni di Ducati.
Non sono il primo…
Nidhan
24 mar 2009 - 20:30 - #50Ma dico io… si discute del prezzo che tiene una ducati usata.. e cosa si prende in esempio? La multistrada che non si riesce a vendere! Non ci vuole un genio per capire il perche’ una multistrada non tiene prezzo e vien difficile venderla! Prendiamo un 998 quanto e’ vecchio? Ne riesci a trovare uno in condizioni ottime a meno di 7500 euro?