Da una delle più geniali e riuscite Moto Guzzi di ultima generazione, prende vita la Griso 8V SE Special Edition, destinata a diventare un oggetto di collezione. La personalità espressa dalla Griso è esaltata dalla livrea Tenni, una gradazione di verde satinato contrastato dalle numerose parti metalliche verniciate in nero, come il telaio, le ruote, le piastre di sterzo e il manubrio.
Un’autentica fuoriserie, con il rivestimento della sella realizzato in similpelle con cuciture a vista, le affascinanti ruote a raggi, i fregi di colore coordinato con le sigle identificative del veicolo, ed equipaggiata con il bicilindrico trasversale a V di 90° della serie “Quattrovalvole”, capace di una potenza massima di circa 110CV a soli 7500 giri/min.
La Griso 8V SE monta un telaio a doppio trave superiore, in acciaio ad alta resistenza e dalle direttrici generosamente dimensionate, dove le nervature sono calcolate per conferire all’insieme una rigidezza elevatissima ai momenti torsionali. Il cannotto di sterzo è inclinato di 26° per un’avancorsa di 108 mm, e l’interasse è di 1544 mm.
La Griso 8V SE è sorprendentemente maneggevole e sincera, addirittura fulminea nei cambi di direzione. II comportamento di quest’affascinante naked sfrutta i vantaggi del basso baricentro e del granitico avantreno con piastre di ridotto off set, rendendo immediata e nitida la risposta alle pressioni sul manubrio. Un autentico bisturi su due ruote in grado di gratificare gli esteti della guida alla ricerca di traiettorie perfette.
Con la Griso 8V SE Moto Guzzi riconferma un’idea stilistica unica ed irripetibile, dove il concetto e la sua realizzazione si sono espressi senza cedere a compromessi, a vincoli tecnici, storici o culturali. Una moto dalla fortissima personalità, con lavorazioni e forme sinuose che si riflettono tra cromature e finiture satinate. L’avantreno poi è quello di una moto da corsa, con una sovradimensionata forcella a steli rovesciati ed impianto frenante dotato di pinze a disposizione radiale.
In sella alla Special Edition si rimane colpiti dalla sontuosità della sella, posta a soli 800mm da terra e rivista nella conformazione dei fianchi per agevolare gli spostamenti nella guida “di corpo”, mentre la posizione delle pedane, di tipo racing, è alta e leggermente arretrata. Una posizione di guida di certo sportiva, dove il pilota è parte della moto, con gli arti inferiori pronti a spingere sulle pedane ed il busto moderatamente inclinato verso il manubrio, ora ridotto in larghezza e con le estremità avanzate per assicurare un perfetto braccio di leva.
Questo non significa che la naked di Mandello non si adatti alla guida in souplesse, anzi, sono i momenti in cui, nella totale assenza di vibrazioni, ci si può perdere tra i dettagli di uno stile seducente, apprezzare il pregio delle finiture, la morbidezza dei comandi, la completezza della strumentazione.
Al reparto sospensioni troviamo una forcella upside down prelevata dalle competizioni, con steli da 43 mm, regolabile sia nel precarico che nella risposta idraulica in compressione e ritorno, mentre al posteriore i cinematismi della sospensione ad azione progressiva sono mossi da un’unità Boge anch’essa dotata dei tre classici registri. La frenata è affidata ad una terna di dischi Brembo, che spicca sia per efficacia che per estetica, grazie al nuovo impianto con pinze a disposizione radiale che mordono una coppia di dischi da 320mm di diametro, ampiamente forati per una migliore dissipazione del calore.
Il motore Quattrovalvole rappresenta la più avanzata tappa evolutiva del mitico bicilindrico trasversale a V di 90°. Fin dal suo debutto ha stupito per contenuti e prestazioni erogate, le più elevate mai prodotte da un motore Moto Guzzi di serie, ottenute attraverso il trapianto della distribuzione monoalbero a camme in testa, che comanda 4 valvole per ciascun cilindro, inclinate rispettivamente di 15,5° allo scarico e 16.5° all’aspirazione. Sul fronte dell’alimentazione il bicilindrico impiega i nuovi iniettori Marelli IWP 189 dal rispettabile diametro di 50 mm.
Confermate le qualità del cambio, un gioiello meccanico a sei rapporti, dalle molteplici qualità: silenzioso, semplice nella ricerca del folle e preciso, grazie anche all’introduzione della silenziosa e morbida frizione monodisco. Il risultato di cosi tante innovazioni trova la sua sintesi nei numeri: 1.150cc, 110 CV di potenza erogati a 7500 giri/min, con un picco di coppia massima pari a 11 Kgm a 6400 giri/min, valori che portano il bicilindrico di Mandello nel ristretto club dei più potenti propulsori raffreddati ad aria mai prodotti. Una potenza che, pur con il rapporto della trasmissione finale 12/44 permette di volare ad oltre 230 km/h.
Per finire, la moto adotta un serbatoio da 16.7 litri, monta pneumatici Pirelli Scorpion nelle misure 120/70-17 all’anteriore e 180/55-17 al posteriore; il peso a secco dichiarato è di 222kg e la moto è omologata Euro 3.
via | Moto Guzzi
ciro207
19 mar 2009 - 12:30 - #1A parte lo scarico, è stupenda! Il colore mi piace da morire!
Davide 5.2
19 mar 2009 - 12:38 - #2Davvero un bel prodotto di un’azienda che ahinoi negli ultimi decenni davvero non ne ha azzeccato una…
Speriamo che ce la faccia a rialzarsi, ai tempi d’oggi davvero credo che il marchio ed i prodotti Guzzi non siano dei più appetibili… Non si può vivere solo di appassionati e di un glorioso passato, il mercato moderno ed anche il pubblico a cui è rivolto il prodotto sono davvero fortemente consumistici…
In bocca al lupoi Guzzi.
sweeney_todd
19 mar 2009 - 12:45 - #3davvero splendida, i cerchi a raggi son fantastici
mwinani
19 mar 2009 - 13:58 - #4#2 DAVIDE
Le tesse cose le ho lette/sentite 25 anni fa, quando alla guida c’era De Tomaso.
Che sia proprio quello di inseguire gli appassionati il destino Guzzi?
GiDan
19 mar 2009 - 13:58 - #52# la guzzi ha sfornato piu modelli in questi 5 anni che non negli ultimi 20 … rimane il rammarico per ma la MSG ……. senza parole..
euebre
19 mar 2009 - 14:36 - #6La Griso è una delle moto più belle che io abbia mai visto.
E’ un’opera d’arte, con quel motore poi è la perfezione.
Provatela ragazzi.
NB: Quel colore lì per Guzzi non è un colore qualsiasi ma è legato alle competizioni, legato a TENNI.
Avere il buon gusto almeno di metterlo su una MGS da strada no è??? troppo difficile vero???
A già dimenticavo, c’è l’Aprilia RSV4
paperopoli998
19 mar 2009 - 15:05 - #7Complimenti x i commenti ma è propio così difficile cacciare questo coglio n e?A quanto il blocco dei commenti ai non registrati?
KEROUAC30
19 mar 2009 - 15:36 - #8A me non mi piace e non mi piace . Boh .
KEROUAC30
19 mar 2009 - 15:36 - #9A me non mi piace e non mi piace . Boh .
shibalba
19 mar 2009 - 15:48 - #10mooooooolto affascinante!!!!!!!! very cool! Good job guzzi!
Gattostanco
19 mar 2009 - 18:22 - #11Io la Griso (la 1100) l’ho avuta per qualche mese prima che mi capitasse l’occasione di una Guzzi più turistica.
Cmq in 4 mesi ci ho percorso 8.000 chilometri, andando anche a zonzo per le Alpi.
Certo: non è una moto turistica adatta ai lunghi viaggi in coppia, ma l’ho trovata una moto molto divertente da guidare, con un’ottima ciclistica ed un gran bel cardano.
Ho provato anche la 1200 4v… gran bel motore.
A me la Griso piace ancora un sacco ;-)
Lamps
Giancarlo “gattostanco” Gattelli - MTS 1100 - Ravenna
http://www.gattostanco.it
http://www.motoclubravenna.it
http://www.cmfem.it
newyork
19 mar 2009 - 22:18 - #12gran bella moto un misto tra una naked ed una custom,
lo scarico e` da cambiare subito sproporzionatissimo,
purtroppo nell’after market non c’e` tanto da scegliere
forse perche` non se ne sono vendute molte.
l’o` provata e` pesante e lenta nell’impostazione delle curve la posizione di guida lascia un p’o` sconcertati se non ci si e` abbituati troppa distanza tra sedile e manubri non molto ergonomica.
comunque e` bella da vedere.
Goyathlay
20 mar 2009 - 09:36 - #13Bellissima. Me ne sono innamorato a prima, seconda, terza e quarta vista!
Complimenti alla moto guzzi
euebre
20 mar 2009 - 14:02 - #14ahahahah NEW YORK sei simpatico e vedo che ti incuriosisce il mondo Guzzi, Vieni anche su anima Guzzista o su moto guzzi griso.it e vedrai quanto after market c’è dietro.
Il peso c’è, non si può nasconderlo, ma quando ci fai un pò la mano diventa tutto più facile ed in piega và giù che è un piacere, fidati.
C’è sempre da imparare.
shibalba
20 mar 2009 - 18:48 - #15@new york
sulla posizione di guida hai ragione solo se ti riferisci alla 1100… sull’8v il manubrio è più stretto e più vicino e la posizione è quasi da turistica… io l’8V l’ho provato ed è comodissimo oltre che ad essere una goduria!