World Superbike al via: finalmente si fa sul serio!

Riparte il Campionato del Mondo Superbike

Quanti di voi attendono con trepidazione da 4 mesi questo benedetto 1 marzo? Ancora una manciata di giorni/ore e tutto sarà pronto per la prima tappa stagionale del mondiale Superbike che si terrà a Phillip Island, Australia.

Un campionato ricco di significato per ragioni antitetiche, motivazioni sportive e non. La partenza del tre volte iridato Troy Bayliss lascia un vuoto difficilmente colmabile, ma allo stesso tempo da ulteriori stimoli a quei piloti che puntano a succedergli non solo nell'albo d'oro, ma anche nel cuore dei tifosi delle derivate. Impresa tosta, probabilmente ai limiti dell'impossibile.

32 piloti, 7 case motociclistiche (Aprilia, BMW, Ducati, Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha) tutte in pista con almeno un team, naturalmente Factory. 14 tappe complessive con l'addio (o arrivederci) di Brands Hatch e Vallelunga ed il ritorno di Imola e Kyalami.

Per la lotta al titolo, favorita sembra la coppia Ducati Xerox composta da Noriyuki Haga e Michel Fabrizio, seguita a ruota da Carlos Checa, dai giovani ma agguerriti Ben Spies e Max Neukirchner, con gli esperti Troy Corser e Max Biaggi pronti ad inserirsi dopo un primo periodo di "rodaggio" in sella alle esordienti BMW S1000RR e Aprilia RSV4.

Ma le novità non si esauriscono qui. Spazio ai team privati in gara con piloti del calibro di Shane Byrne, Leon Haslam, Roberto Rolfo, Jakub Smrz, Regis Laconi e del Campione in carica della Superstock 1000 Brendan Roberts senza dimenticare gli italiani (ben 8 gli iscritti) che "salgono" nella classe regina, Matteo Baiocco, Alex Polita e Luca Scassa.

La ventiduesima edizione sarà ricordata anche per le rilevanti (ma non certo "traumatiche") modifiche al regolamento. Cambia la Superpole con l'addio al giro secco in favore di una nuova formula ad eliminazione articolata in tre turni: nel primo vengono eliminati 4 piloti, quindi altri 8, e i restanti 8 si giocano pole position e posizioni nelle prime due file in griglia.

Si è deciso poi di introdurre la procedura del "flag to flag", con i piloti che potranno cambiare la moto in caso di pioggia senza che la gara debba essere sospesa.

Insomma, di motivi per non perdersi questo campionato 2009 ce ne sono a bizzeffe, giusto no?

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