Portimao... circuito per Piloti di razza!

Il circuito di Portimao nel sud del Portogallo è l’impianto più nuovo realizzato in Europa e sembra anche quello capace di destare maggiore interesse tra piloti e addetti ai lavori che iniziano a scoprirlo da circa un mese a questa parte. Dopo la gara del mondiale Superbike qui tenuta poche settimana fa, abbiamo anche noi avuto il piacere di farne la conoscenza in occasione della presentazione alla stampa della nuova Ducati 1198.

Un circuito pazzesco, difficilissimo da interpretare da scoprire, che esalta le doti di guida dei piloti e la capacità di utilizzare traiettorie diverse tra loro, tagliando su alcuni cordoli e mantenendo linee molto particolari. Qui quasi non esistono tratti rettilinei ma ci si alterna tra curve in contropendenza staccate in discesa, scollina menti continui, inserimenti su curvoni in salita e curve doppie che cambiano più volte il loro raggio ci curvatura.

Le continue e fortissime variazioni di pendenza sono il suo aspetto più caratteristico e coinvolgente che porta a far scomporre continuamente la moto sia in staccata che in accelerazione portando spessissimo la ruota anteriore a sollevarsi da terra anche spostando tutto il peso in avanti, cosa che accade a volta anche a moto piegata o nei cambi di direzione. Tremenda è l’ultima curva del circuito con inserimento in salita poi una volta a centro curva con la moto molto piegata in terza marcia sopraggiunge uno scollinamento e poi una forte discesa e una successiva immissione in rettilineo da fare in salita e in accelerazione il tutto ancora senza mai rialzare la moto!

Box Test Ducati 1198S a Portimao
Box Test Ducati 1198S a Portimao
Box Test Ducati 1198S a Portimao
Box Test Ducati 1198S a Portimao

Rettilineo di partenza che inizia in salita con la moto che tende a impennarsi ma dove è importante “non mollare l’acceleratore” in fase di accelerazione e che termina con decisa discesa che non permette di vedere la fine del rettilineo e che richiede di iniziare la fase di staccata solo dopo aver iniziato la discesa posta alla dine del rettifilo. Un circuito che esalta la capacità di adattamento del pilota, se sue doti di guida e il controllo della moto in situazioni precarie e instabili, oltre al colpo d’occhio alla capacità di interpretare linee e traiettorie e saper sfruttare cordoli e punti poco convenzionali del circuito.

Immancabile infine anche il solito “pelo” che permette di tenere il gas spalancato nei numerosi punti “cechi” del tracciato come i numerosi scollinanemnti. Il circuito è piaciuto a tutti i piloti presenti ma ha esaltato uno di loro in particolare, quel Troy Bayliss già campione del mondo e capace qui di una splendida doppietta. Il grandissimo Campione australiano, presente come star e special guest alla presentazione della 1198, non ha perso occasione ancora una volta di dimostrare tutta la sua carica umana e la sua smisurata passione per il mondo delle moto.

Come accade spesso il pilota presente esegue alcuni giri da apripista all’ingresso in circuito dei giornalisti per poi tornare rapidamente al box. Anche i più disponibili dei piloti che spesso incontriamo in pista dopo pochi giri e pochi turni si tolgono la tuta e si godono il meritato relax, invece Troy non solo accompagnava tutti i turni 5 turni su due gruppi effettuando così 10 turni in un giorno, ma non rientrava affatto ai box dopo il primo giro da apripista, poiché iniziava a tirare per ripresentarsi in coda al gruppo a fine turno e passando tester e giornalisti tra le scintille dei suoi stivali e lo spostamento d’aria dovuto alla differenza di velocità!

Ai box il buon Troy si fermava solo per sostituire i Pirelli Diablo Supercosa SC2 che distruggeva ogni due sessioni e per fare qualche piccola regolazione alle sospensioni della sua 1198S completamente di serie e dotata di fari e specchietti. Al termine della giornata Troy inizia a controllare anche i propri tempi e affatto soddisfatto del suo tempo ripetutamente sul passo dell’1’50” basso, mi confida che il problema è nelle pedane e nelle leve della moto troppo basse che non lo rendono “libero di piegare” come vorrebbe perché toccano terra!

A parte che la 1198S è forse la moto con leve e pedane più alte tra tutte le moto oggi in produzione, ma il suo “passo” già così sarebbe stato sufficiente per arrivare primo o al massimo secondo nella gara della Superstock 1000 qui tenuta solo pochi giorni fa, dove la temperatura dell’asfalto e le condizioni meteo erano anche migliori di quelle odierne!

Comunque come non assecondare il generoso Troy, il meccanico Ducati quindi armato di buona volontà e di un kit composto da “una LIMA e una SEGA” (come vedete nella foto e nel video) si prende cura delle incolpevoli sporgenze e inizia a tagliare limare leva del freno posteriore, cavalletto e sporgenze varie. Prima di entrare in pista un piccolo aumento del precarico del posteriore e un aumento dell’interasse del mono per alzare la moto e via dentro. Il risultato è un sorridente Bayliss ed il sistema di acquisizione della Ducati che segna un fantastico 1’48”6 circa un secondo sotto il miglior giro in gara di Roberts che ha così vinto la gara della Sueprstock 1000 ed il relativo campionato!!

Logicamente insieme alle pedane Troy ha più volte fatto fuori gli elidersi dei suoi stivali TCX, che sono arrivati alla fine della giornata con il mignolo sinistro che (tra l’ilarità dei presenti) iniziava a fare capolino dalla plastica del rivestimento interno dello stivale!

Caro Troy non smetteremo di apprezzare le tue doti di guida ma ancor più difficilmente potremmo dimenticare il grande uomo che continui a dimostrare di essere. Per la Ducati e per il mondiale SBK non sarà affatto facile colmare il grande vuoto che lascerai nel mondo delle corse.

Nel video seguente si vede bene lo stivale "consumato" del grande Troy!

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