Dopo dieci mesi dalla sua presentazione l’ultima versione della CBR1000RR punta di diamante di Casa Honda, sembra aver riscosso per l’ennesima volta un plebiscito di consensi, infrangendo così i cuori di numerosi appassionati.
Il primo bilancio parziale relativo al 2008 la vede infatti prima nelle vendite tra le sportive di alta cilindrata con oltre 1600 moto finora immatricolate. Un anno di successi commerciali che ha visto ben figurare l’ultima nata di Casa Honda anche in campo sportivo, grazie a diverse vittorie nel mondiale Superbike degli alfieri del Team Ten Kate come lo spagnolo Checa ed il giapponese Kiyonari ai quali vanno aggiunti gli ottimi risultati nel mondiale Superstock del francese Berger.
Rinnovata completamente sia dal punto di vista estetico che tecnologico la versione 2008 della più potente tra le sportive marchiate Honda si distingue con forza dal modello predecessore segnando una linea netta e piuttosto marcata tra se e tutte le altre moto sportive di questa cilindrata. La nuova Fireblade che mantiene questa denominazione ormai dal lontano 1992 quando sconvolse il mercato con la prima CBR900RR puntando tutto su un modello estremo e di rottura con il passato torna a far parlare di lei proprio per le inusitate scelte adottate nel design e nella ciclistica di questa nuova moto.
Per quanto concerne il primo dei due aspetti citati scopriamo infatti delle nuove linee e forme molto compatte ed eleganti, l’estetica infatti tradisce come in pochi altri casi tutta l’essenza della ricerca tecnica e ciclistica della moto. Il tema dominante di questa evoluzione è infatti rappresentato dal concetto di centralizzazione delle masse, vale a dire il concentrare tutto il peso della moto intorno alla zona del baricentro.
Zona che coincide il linea di massima con il motore, per questo tutto ciò che è lontano dal motore viene alleggerito fino al massimo tutto ciò che può essere spostato infine viene ricollocato in zone più vicine al baricentro. Per questo troviamo un codino esile e leggerissimo quasi privo di sovrastrutture, la zona posteriore perde anche il terminale di scarico prima posto sotto la sella del passeggero e ora riposizionato sotto il motore sempre per concentrare le masse in posizione centrale.
Stesso discorso per il cupolino, meno pronunciato verso l’anteriore e per questo inevitabilmente più schiacciato verso il sembratolo e più compatto. Questa scelta rende la moto più corta dal punto di vista dimensionale e più snella nelle forme, tanto da sembrare facilmente più piccola anche di una 600 e molto lontana dal design inevitabilmente più voluminoso delle sue dirette rivali da 1000 centimetri cubici.
Dal punto di vista tecnico la moto dimagrisce di ben 4kg scendendo fino a 177kg a secco limando peso ovunque sia possibile. Il motore è infatti più leggero di 2,5 kg e sfoggia un nuovo basamento con cilindri separati dal carter e privi di camicia. L’alesaggio dei cilindri è aumentato di 1 mm mentre la corsa è stata ridotta di 1,4 mm per arrivare a regimi di rotazione superiori.
Un piacevole ritorno sulle sportive Honda è quello della frizione antisaltellamento, di cui la Casa dell’ala fu un pioniere con le storiche VFR 750R (RC30 prima ed RC 45 poi).
Il telaio rimane a doppio trave diagonale in alluminio ma ora è realizzato unendo quattro distinti elementi pressofusi. Il peso è stato ridotto e pure la larghezza è scesa di ben 3 cm. È abbinato a un forcellone ad “ala di gabbiano” più lungo di 15 mm.
Tanta tecnologia resta indirizzata ad unico beneficio della guida e non a caso la nuova Fireblade sfoggia un comportamento coinvolgente e che sa affascinare anche il più smaliziato dei piloti, con il motore che spinge con grande forza già a partire dai 6.000 giri regime a cui sfodera una potenza decisamente superiore a quella di tutte le dirette concorrenti.
La potenza poi continua a salire progressivamente allungando fino alla soglia dei 13.000 giri. Il suo punto di forza resta comunque l’inserimento di curva dove scende in piega con elevatissima rapidità grazie alla inerzia minima e alla corretta distribuzione dei pesi. Anche la velocità a centro curva resta da primato lasciando al pilota sempre il massimo controllo con una maneggevolezza tipica di una 600. Ottima infine anche l’abitabilità che la rende la più comoda e più adatta all’uso stradale tra tutte le sportive di questa categoria spesso votate esclusivamente all’uso in pista.
Dal 2009 oltre a presentare nuove colorazioni la moto viene arricchita anche di una nuova versione dotata di un sistema ABS del tutto nuovo per il settore motociclistico e capace di unire sicurezza a performance deceleranti degne di una moto da corsa.
In pista necessità qualche attenzione sotto il punto di vista delle sospensioni ma l’ampia possibilità di regolazione permette di stravolgere completamente l’assetto evolvendo il suo comportamento da quello di una stradale medio-morbida a quella di una sportiva da pista piuttosto rigida e precisa. Altra attenzione va posta sui pneumatici perché la moto soprattutto in uscita di curva tende facilmente a innescare piccole scodate con il posteriore, ma questo è dovuto spesso più all’eccesso di coppia ai medi regimi che non a reali problemi di trazione (a 6000 è nettamente la più potente tra li 1000 in commercio molto migliore di Kawasaki e Yamaha e leggermente superiore anche alla ottima GSXR).
Per ovviare a questo aspetto comunque oltre all’adeguamento e irrigidimento dell’assetto standard abbiamo installato delle performanti Pirelli Diablo Supercorsa SC che aiutano a mantenere le ruote incollate al suolo.
Della Honda CBR1000RR Fireblade piacciono: leggerezza e facilità di guida, rrenata e coppia eccellenti, reattività ai comandi del pilota e posizione di guida naturale e poco affaticante. Piace meno il cupolino un po’ schiacciato.
Scehda tecnica
Motore: 4 cilindri in linea a 4 tempi, raffreddamento a liquido
Cilindrata: 999,8 cc
Alimentazione: a iniezione elettronica
Trasmissione primaria ad ingranaggi secondaria a catena
Cambio: a sei marce.
Telaio: a doppio trave alluminio
Sospensione anteriore: forcella rovesciata da 43 mm regolabile
Sospensione posteriore: forcellone con mono ammortizzatore regolabile
Pneumatici: anteriore 120/70-ZR17, posteriore 190/50-ZR17
Freni: anteriore a doppio disco da 320 mm, posteriore a disco da 220 mm
Altezza sella 820mm
Interasse: 1405
Peso a secco 177 kg
Potenza 130,7 kW (177,58 CV) a 12.000 giri
Coppia 113,8 Nm (11,6 kgm) a 8.500 giri.
Prezzo: 13.900€ f.c.
Hen-rico
29 ott 2008 - 09:26 - #1io ce l’ho…ed è la miglior moto che abbia mai avuto..un 600 col motore di un 1000 che spinge quasi come un bicilindrico.La AMO!!!
Megadata
29 ott 2008 - 09:32 - #2Sì, scusate, ma dov’è la prova????
BOFFO
29 ott 2008 - 10:08 - #3è la meglio in assoluto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
yuri85zoo
29 ott 2008 - 10:09 - #4ma qual’è la notizia?
ste cose le trovi pure nel depliant
bubu7
29 ott 2008 - 10:42 - #5cos’è….. un copia incolla del depliant informativo???
brunello
29 ott 2008 - 11:00 - #6Hen-rico e Boffo attenti con un cesso simile a sbriciolarvi per mandello
miki.
29 ott 2008 - 11:18 - #7perchè la trovi un cesso?
brunello
29 ott 2008 - 11:30 - #8no tutt’altro mi riferivo alla vignetta di Ruggeri di oggi
Sph
29 ott 2008 - 11:34 - #9Bla bla bla del marketing per cercare di convincere tutti che la moto è bella! Avrà si un gran motore ma si continua a sorvolare sull’antiestetico frontale che distona in modo netto con il filante codino. Dalle parti mie è sempre pieno di Honda ma di questa non ne ho mai vista una, neanche ai maxi motoraduni. Nelle vendite registrate durante l’anno ci sono molte moto immatricolate dai concessionari per cercare di rivendere poi a km zero.
Per quel che mi riguarda ho avuto Honda e non la ricomprerei perchè non mi piace la politica di dover vendere ed adattare le moto (anche le 1000) anche a chi non è capace di guidarle.
Esempio lampante è il CB1000R che nonstante un’estetica aggressiva nasconde un potore piuttosto fiacco! La vera indole di questa moto comincia a venir fuori dalle varie comparative con le altre naked. Io l’ho provata e le emozioni sono pari a zero, ma se questo permette di poterla vendere a tutti…
King Franckie
29 ott 2008 - 12:29 - #10a me questa moto non è mai andata giu,
nonostante le colorazioni bianca e nera e soprattutto la HRC molto ben riuscite,
potente gia ai bassi e facile nella guida quanto vuoi ma sproporzionata e sgraziata esteticamente, in una supersport per me la linea conta molto.
bmwr65
29 ott 2008 - 12:41 - #11Sicuramente andrà benissimo ed ha un ottimo rapporto prezzo/qualità. io l’ho provata , onestamente un bicilindrico (1098 ,Tuono oppure anche RSV) è un’atra cosa. … dire che è simile mi sembra un pelo forte. I due e tre cilindri per mio modesto parere sono molto più divertenti, e come linea le moto europee sono più belle. certo il costo …
Hen-rico
29 ott 2008 - 13:35 - #12Il fatto che una moto sia guidabile da tutti è un grande pregio e non un difetto,significa che ha una cura progettuale fuori dal comune.
é come un opera d’arte comprensibile da tutti e che non ha bisogno di essere spiegata.Adattare 170 cv di moto anche ai meno esperti non è da tutti.
Sull estetica non discuto… puo piacere o fare schifo ma sulla qualità e sulle doti dinamiche di questa moto non c’è dubbio.
Per chi non ci crede che cerchi di provarla da qualcuno,probabilmente si ricredrerà.
Io non sono di parte…ho avuto moto di tutte le marche e non sono un fissato del brand ma questa moto è davvero un passo avanti secondo me.Sembra di guidare un 600 con un motore potentissimo ma dolce al tempo stesso,un inerzia direzionale che sembra inesistente,effetto autoraddrizzante in frenata piegati inavvertibile ,sfruttabile sia in strada che in pista e non è neppure tanto scomoda.
KirkMichael
29 ott 2008 - 13:38 - #13Secondo me molti di quelli che la criticano esteticamente non l’hanno mai vista dal vivo….credetemi da vicino è tutt’altra moto….davvero spettacolare.
Secondo me molti di quelli che la criticano esteticamente farebbero meglio ad acquistare una moto da esibire davanti al bar, italiana ovviamente, perchè tecnicamente questa moto è un passo avanti a tutti (eccezion fatta forse solo per la nuova R1 che vanta tecnologia davvero futuristica).
Oltre alle vittorie in pista aggiungerei anche la fresca fresca vittoria la Tourist trophy 2008 con John McGuinnes in sella…ma non è una novità: il CBR in strada è sempre stata più a suo agio di altre.
rino carino
29 ott 2008 - 13:59 - #14SE VOLEVO UN BEL DEPLIAN, ANDAVO IN UN BEL CONCESSIONARIO UFFICIALE HONDA.
MA CHE ATICOLO E’??
UNA PUBBLICITA’ PER CASO ??
MAH……………
COMUNQUE ESTETICAMENTE NON MI PIACE PROPRIO, PERO’ E’ UNA GRAN MOTO SOTTO IL PROFILO PRESTAZIONALE.
LA PRIMA CBR 1000 RR DEGNA DI COMPETERE CON LE ALTRE GIAPPONESI ED ITALIANE.
MarmittaCiak
29 ott 2008 - 14:05 - #15Merita esprime gratitudine a chi riesce con raffinatissime frasi ad esprimere il mejo delle due ruote!!!……stupefatto per :”Il tema dominante di questa evoluzione è infatti rappresentato dal concetto di centralizzazione delle masse, vale a dire il concentrare tutto il peso della moto intorno alla zona del baricentro.”
Cordialmente Ciack
King Franckie
29 ott 2008 - 14:09 - #16sulla maggior parte delle riviste è stata la Zx10r 2008 ad essere decretata la migliore supersport dell anno,
io queste cose (le recensioni dei giornali) le prendo con le pinze (perche si sa che i giornalisti sono facilmente influenzabili nello scrivere giudizi e i tempi in pista sono facilmente ritoccabili..) e quindi ritengo che queste due siano tra le migliori senza fare una classifica rigida;
anche perche poi il comportamento della moto e l erogazione del motore vengono apprezzati anche relativamente al gusto soggettivo di ognuno di noi.
sicuramente quindi è una gran moto,
ma esteticamente non la apprezzo minimamente (e ripeto, al di la del bar, una supersport deve anche essere bella).
francesco77
29 ott 2008 - 14:14 - #17@13: concordo assolutamente.
a me in foto sembrava un flop assoluto. mi è capitata dal vivo, in diverse colorazioni e porca miseria quant’è bella.
Tutte le altre, yamaha e ducati escluse, esteticamente sembrano indietro.
e comunque l’estetica, più o meno, rimane pur sempre un parere personale.
PESO E CAVALLI SONO OGGETTIVI.
revcbr
29 ott 2008 - 17:03 - #18@17:bravo francesco77 ! guardatela da vivo!!! ma cmq la linea puo essere discussa,de gustibus…
ma è una gran moto!!!!
-Lo Zio-
29 ott 2008 - 20:59 - #19Esteticamente non mi va giù, anche se dal vivo è un po meglio, continuo a preferire le linee cattive delle jap di qualche anno fa, tipo kawa 636 con il codino e lo scarico che puntano il cielo…
Dinamicamente, invece, l’ho provata e mi sono innamorato, troppo ben bilanciata, anche comoda, ed è veramente agile praticamente come una 600.
rino carino
29 ott 2008 - 22:12 - #2013
io l’ho vista dal vivo, e continua a non piacermi esteticamente.
non colpisce chi la guarda.
esempio
oggi ,in autostrada in un punto di servizio.
ninja zx 10r 2006 con scarico completo akrapovic con collettori in titanio viola-blu in vista, silenziatori in carbonio enormi sotto il codone ben rifiniti.
cbr 2008 con leovince completo.
beh, in 5 tutti a guardare il ninja, il cbr non lo guardava nessuno.
e a me non piace ne una ne l’altra, ma ho notato questo.
KirkMichael
29 ott 2008 - 22:41 - #21Capisco quello che vuoi dire rino carino ma io sono sempre stato dell’opinione che la moto ammirata da fermo potrebbe non essere quella ammirata in movimento.
Credo che non abbia molto senso comprare una super1000 da 180cv che lasci a desiserare in prestazioni o sia scorbutica o poco sfruttabile ma bellissima.
Ho sempre ritenuto opportuno optare per una moto tecnicamente valida anche se dal design discutibile.
Infatti la mia Hornet07 viene puntualmente insultata….specialmente dai monsteristi ma io non me la prendo.
Amo la mia moto e l’ho scelta per la sua versatilità, affidabilità eccetera…l’estetica è davvero secondaria se la sensazione di guida è quella che ti aspetti da una moto.
Il CBR deve fare risultati, vincere….mi pare ci riesca benissimo.
Poi voglio dire a parte suzuki che ormai da anni è fedele alla linea non mi pare che kawasaki e yamaha siano molto più belle.
Secondo me si è creata una linea critica nei confronti della honda che prescinde dai contenuti tecnici dei mezzi: criticare punto e basta ed osannare le italiane ducati in primis.
Dall’uscita della hornet questo e ciò che vedo e leggo su questo blog e fuori.