Dunlop Sportmax D212 GP Pro: il test di Motoblog

Abbiamo testato in pista il nuovo pneumatico Dunlop Sportmax D212 GP PRO, montato sulla Honda CBR1000RR. Leggi il test.

Pista "Il Sagittario" (Lt) - Con la presentazione del nuovo Sportmax D212 GP PRO la Dunlop dimostra un netto passo avanti rispetto al precedente Sportmax D211 GP, gomma già apprezzata e vincente nelle competizioni di tutto il mondo. Forte della eredità del D211 GP RACER ma, il nuovo Sportmax D212 GP PRO vuole spingersi oltre prestandosi ad essere impiegato, con successo, in numerose competizioni internazionali, tra le quali l'Isle of Man TT Superstock, il Campionato IDM Supersport e l'Australian Supersport.

Test Dunlop D212 GP PRO

Abbiamo testato il nuovo D212 GP Pro utilizzando all'anteriore una mescola 3 (media) ed al posteriore una mescola 4 (medio/dura), dotandoci di una fiammante Honda CBR 1000RR (una delle poche maxi supersport a non essere equipaggiata con alcun sistema di controllo elettronico della trazione, così da permettere più facilmente al pilota di valutare la bontà della trazione). Lo abbiamo stressato in una pista tra staccate, pieghe al limite, uscite di curva con il coltello tra i denti e cordoli intorno ai quali disegnare traiettorie rotonde. In sella i tester di Motoblog, tra questi uno dei piloti più spettacolari del panorama motociclistico italiano: Ermanno "ErMax" Bastianini che, come avrete modo di apprezzare dalle foto, non si è certo risparmiato. Meteo soleggiato, temperatura dell'aria 36°.

Le gomme sono già disponibili presso la normale rete di vendita nelle mescole 2,3,4 per l'anteriore e 4,5 per il posteriore. La mescola 1 (super morbida) per l'anteriore e le mescole 1,2,3 (da super morbida a morbida) per il posteriore sono acquistabili solamente dal service Dunlop Racing.

Test Dunlop D212 GP PRO
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LA GUIDA

Test Dunlop D212 GP PRO

La Honda CBR 1000RR nella sua ultima versione è una Maxi Sportiva dal carattere tipicamente Honda, la moto infatti è contraddistinta da un comportamento assolutamente sincero, scevra da eccessivi nervosismi, comoda e ergonomicamente ben proporzionata non affatica il suo pilota neanche nel traffico cittadino. L'unico vezzo concesso alle ultime tendenze è l'ammortizzatore di sterzo elettronico che varia la sua assistenza in base alla velocità ed ai giri motore, per il resto una connessione fedele tra gas e acceleratore, una ciclistica sana, ben bilanciata e estremamente comunicativa. Solitamente neutra dal punto di vista dinamico è sembrata subito la migliore scelta per far emergere le reali caratteristiche del nuovo pneumatico Dunlop.

Trattandosi di un prodotto racing Dunlop, per garantire la miglior resa, raccomanda su queste gomme di utilizzare delle termocoperte con temperatura regolata sui 75°, 80° per almeno 60 minuti e solo poi controllare e regolare la pressione.

A gomme ben calde e con le pressioni accuratamente controllate entriamo in pista e la prima sensazione è buona: la moto è molto svelta nei suoi movimenti, con un transitorio tra staccata, ingresso e punto di corda che sulle prime può prendere quasi in contropiede, per la rapidità di reazione, un pilota assuefatto alle coperture di serie. L'uscita trova il giusto sostegno sul gommone posteriore gonfiato, come da specifiche, ad appena 1,6 bar. Si sente chiaramente la gomma lavorare aderendo totalmente all'asfalto e consentendo al pilota di scaricare a terra i cavalli della moto con sempre maggior confidenza.

Fatti i primi 10 giri la moto rientra ai box, controlliamo le pressioni e regoliamo leggermente l'assetto liberando, come da richiesta del pilota, di un paio di clic l'idraulica anteriore e accordando il mono posteriore di conseguenza.

Il secondo run mostra subito i benefici di questa regolazione di fino e i tempi cominciano a farsi decisamente interessanti. Abbiamo cominciato con un timido 1:11 alto per scendere abbastanza rapidamente al 1:06 basso, ritmo che il nostro pilota, Ermanno "ErMax" Bastianini, ha saputo mantenere nonostante il traffico in pista e divertendosi ad esplorare traiettorie alternative.

Al terzo run, con la pista decisamente sgombra e un ulteriore affinamento sull'assetto della CBR 1000RR, il cronometro ha stampato più volte un ottimo 1:04 mantenendolo per parecchie tornate, segno che le Dunlop Sportmax D212 GP PRO non sono solo gomme performanti ma anche decisamente longeve e capaci di inanellare parecchi giri senza sensibili cali di prestazioni.

A fine prova il pilota ha confermato le ottime sensazioni di grande grip, agilità e stabilità di resa riscontrata in tutta la giornata promuovendole senza riserve. Visivamente le gomme si presentavano uniformemente usurate senza strappi o segni di eccessivo carico di lavoro, il battistrada è rimasto ben marcato senza creste in corrispondenza degli intagli.

Test Dunlop D212 GP PRO
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LA TECNICA

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L'anteriore mostra un profilo piuttosto rapido e inclinato sui fianchi, anche paragonato al precedente D211 GP, per questo promette ingressi in curva fulminei senza però mostrare il fianco con fenomeni di eccessiva deformazione della spalla. La tecnica costruttiva utilizzata è quella solita del JLB (ovvero Joinless Belt) introdotta da Dunlop qualche anno fa e grazie alla quale si eliminano le sovrapposizioni delle cinture presenti negli pneumatici per ottenere così una migliore uniformità e stabilità e la MT (Multi Tread Compound Tenology) che, utilizzando varie tipologie di mescola senza soluzione di continuità, permette allo stesso pneumatico di vantare prestazioni ottimali ai massimi angoli di piega così come alle alte velocità in rettilineo.

Al posteriore troviamo, oltre alla MT (Multi Tread Compound Tecnology), l'uso della nuova tecnologia Joinless Tread (JLT) che consente di posizionare mescole diverse in modo preciso sul pneumatico allo scopo di apportare vantaggi in termini di durata, resistenza all'usura, aderenza dal centro del battistrada fino alla spalla e stabilità dello pneumatico a velocità elevate. Permette al pilota, in collaborazione con la tecnologia NTEC (New Tecnology), di abbassare la pressione in pista (sottolineiamo IN PISTA) per ottenere il massimo grip SENZA perdere stabilità fino a valori che pochi anni fa avremmo creduto impensabili e visti solo su una gomma bucata.

Test Dunlop D212 GP PRO
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LE MISURE

Test Dunlop D212 GP PRO

Anteriore:
120/70 ZR17 58W

Posteriore:
190/55 ZR17 75W
200/55 ZR17 78W

Le gomme, come scritto in apertura articolo, sono già disponibili presso la normale rete di vendita nelle mescole 2,3,4 per l'anteriore e 4,5 per il posteriore. La mescola 1 per l'anteriore e le mescole 1,2,3 per il posteriore sono acquistabili solamente dal service Dunlop Racing di Ordeo Vitali.

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La CBR1000RR M.Y. 2012


Sagittario (Lt) - L'attuale CBR 1000RR 2013 è rimasta immutata rispetto al 2012. Noi l'avevamo testata a fondo tra i cordoli di Portimao, riuscendo a percepire le doti da vera supersportiva innate nel DNA di questa moto, presentata nella sua prima versione 11 anni fa, nel 1992. Sotto le carene arrivano infatti numerose modifiche alla meccanica ed alla ciclistica. Una moto senza dubbio ben riuscita l’ultima “blade”. Se la inquadriamo nel proprio contesto storico appare forse tra le migliori Fireblade di sempre. A contenderle il podio in una ipotetica “classifica tra sorelle” candideremo senza dubbio insieme a lei la primogenita della specie, vale a dire la CBR 900RR presentata nel novembre del 1991 e poi l’ottima versione da 929cc sul mercato negli anni 2001-2002.

Nata da un progetto coraggioso e di lunga gestazione, sano e tecnicamente all’avanguardia, l’ultima generazione di CBR 1000RR stupì tutti già dalla sua prima presentazione che avvenne nel 2008. Non a caso da allora e durante tutti questi anni la moto più potente e sportiva della Casa Alata, ha saldamente resistito agli attacchi della concorrenza, mantenendo così la sua competitività sia sul mercato che in pista. Un progetto innovativo quello proposto nel 2008 che in quegli anni impose la CBR 1000RR nella top list delle moto più efficaci e gettonate del momento, una moto depositaria di una grande guidabilità sia su strada che in circuito. Peso contenuto ed una grande centralizzazione delle masse, unita ad una riduzione quasi maniacale di tutti i pesi disposti “a sbalzo”, i segreti della CBR.

Al primo “contatto visivo” però quel frontale un pò schiacciato, fece forse discutere e storcere il naso a più di qualcuno, ma bastò poco perchè anche quel frontale tanto diverso dal solito riuscisse ad imporsi per personalità pulizia stilistica. La versione 2012 decide per questo di affinare quelle ottime basi già poste dal modello precedente, questo senza eccessive rivoluzioni e senza stravolgimenti di sorta, arrivano così modifiche all’estetica concentrate in gran parte sul nuovo frontale, troviamo poi una carenatura rivista in molti particolari, sospensioni ampiamente evolute ed altre modifiche tecniche. Il prezzo è di 14.650€ franco concessionario (15.650€ versione C-Abs) nei colori: Tricolour e MotoGP Repsol Replica.

Si ringrazia la pista "Il Sagittario" di Latina per la cortese ospitalità.

Test Dunlop D212 GP PRO
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