Prova Keeway Outlook cap.3, tocca a me come anticipato dal nostro Gianluca. Come dite, sono stato lento? Si vero, ma non per scelte mie perché la prova ha avuto qualche problemino, e prima di scrivervi abbiamo voluto andarci a fondo come sempre si fa in questi casi.
Ma andiamo con ordine, perché chi scrive non ama molto gli scooter - pur confermandone la loro comodità pari a quella di avere chi fa il lavoro per te - e tanto meno ben vede i prodotti cinesi. Ovvio a questo punto che una prova di questo nuovo scooterone cinese non potesse che trovarmi entusiasta: solo chi prova può rafforzare - ma anche cambiare - le proprie idee.
Il risultato? Io le mie convinzioni in quanto agli scooter ed alle moto “made in China” non le ho cambiate molto, ma qualcosa di interessante lo ho ricavato lo stesso: il Keeway costa decisamente poco e male non va. Anzi.


Esteticamente è plasticoso come tutti gli scooter e la linea non dice niente di nuovo, ma questo vale per il 99% degli scooter. Certo alcuni materiali ricordano quelli dei giochi che si vincono al Luna Park ma questo non toglie che le carene ci siano e svolgano il loro lavoro. E la linea “Sh inspired” in certi punti convince quasi di più dell’originale.
Tutto è decisamente cheap - e visto il prezzo non mi sarei aspettato l’inverso - ma in fondo quello che molti concorrenti fanno è di nascondere un po’ meglio le loro economie di scala, che nell’Outlook invece sono tutte lì sotto il naso. Ma ci sono anche cose interessanti come il freno a disco posteriore - che tende un poco al bloccaggio però - o l’antifurto di serie con sirena.
O ancora il curioso sistema di “accensione con telecomando” anche se in una settimana non son riuscito a capirne il funzionamento se non la pericolosità di poterlo accendere da lontano sul cavalletto o senza schiave (salvo poi non poterlo più spegnere se non unicamente con lo stesso pulsante - e se si scarica il telecomando?).
Insomma il Keeway dimostra tutta la voglia di fare del popolo cinese ma allo stesso tempo anche la loro “approssimazione”: invece di quel telecomando indemoniato avrei preferito mi regalassero una catena con lucchetto o plastiche più rifinite o ancora un vano sotto sella capace di far entrare almeno un casco.
Ma forse più di tutto avrei preferito che magari gli sfoghi dell’aria del radiatore inserito nello scudo non arrivassero esattamente sulle mie rotule: piacevole di questi giorni, meno se siete al mare.
Sul come va non dirò invece molto: il motore ha prestazioni oneste (diciamo va come un 125 di un marchio con un Ala) e la trasmissione nei pochi chilometri del testo non ha mostrato pecche a parte una certa rumorosità della campana frizione.
Un po’ la stessa sinfonia che si sente nel capitolo sospensioni: l’Outlook è molto stabile pur senza essere mai pesante, e le sospensioni mostrano la corda solo sul pavè - specie in accelllerazione - mentre si comportano bene sulle singole asperità: segno che l’idraulica è quello che è, e fatica a lavorare sugli avvallamenti in sequenza.
Tutto questo non evita al Keeway di fare pur sempre il suo lavoro - e ad un prezzo da 50ino modaiolo - anche se, sarà il destino o sarà quel che sarà, come anticipato in apertura la mia prova ha subito un brusco stop, perchè come potete vedere dalle foto a corredo del post la terza mattina di utilizzo mi sono ritrovato ad attendermi insieme allo scooter una bella chiazza di liquido sospetto.
E appurato che nessun cane avesse dedicato troppe attenzioni al Keeway ho ben velocemente constatato che quel simpatico liquido sotto lo scooter era benzina. Benzina che gocciolava da sotto la pedana, anche piuttosto copiosamente se si inclinava lo scooter.
A quel punto, aumentato anche un certo ingolfamento dello stesso che faticava ad avviarsi senza dare molto gas, abbiamo detto stop alla prova e richiamato i ragazzi di Keeway Italia che hanno ripreso il mezzo per appurarne le cause.
Che a quanto pare sono piuttosto semplici - anche se questo non giustifica molto la cosa - in quanto tutto sembra sia da imputare ad un filtro della benzina mancante. Come riporta testualmente la mail di spiegazioni da loro stessi fornitaci: “dopo una attenta analisi sulle cause della perdita della benzina sono arrivato ad un conclusione la quale dovrebbe essere (il condizione per correttezza è d’obbligo) la causa dell’inconveniente avuto da motoblog.
Il veicolo provato, facendo parte della prima mandata di arrivi, era privo del filtro benzina. Questo filtro occorre per fermare tutte quelle impurità non liquide le quali potrebbero in qualche modo influire sul corretto funzionamento del carburatore.
Nel carburatore, infatti, ho rilevato micro tracce di sporco sullo spillo del galleggiante e del getto del massimo le quali hanno impedito un corretto funzionamento del carburatore causando, come si dice in gergo, “un troppo pieno” e facendo fuoriuscire la benzina dalla vaschetta del carburatore.
Tutte queste impurità dovrebbero aver determinato anche l’eccessivo consumo di carburante rilevato dal vostro Gianluca Valsecchi ma questo mi rimane difficile da verificare sino in fondo in quanto sono privo di banco prova.
Ti allego alcune foto anche se è difficile mettere in risalto ciò che volevo ma si nota in ogni caso che inizialmente il veicolo era privo del filtro mentre dopo questo è stato montato così come su tutti i veicoli che arrivano presso iconcessionari da un bel pò di tempo ormai a questa parte.
E non a caso il secondo problema riscontrato prima ancora dell’ingolfamento era il consumo quasi spropositato manifestato dal nostro Outlook. Tutte cause che pare - il condizionale è d’obbligo anche per noi - fossero dovute all’assenza di questo filtrino. Tutta colpa dei cinesi quindi? (come ho ironicamente scritto nel titolo). La mia risposta è si.
E questo non vuol dire che non dovrete comprare un Outlook 151, anzi, se volete spendere poco e avere due anni di garanzia, ve ne fregate delle mode e siete disposti a passare sopra ad una qualità non propriamente teutonica (o giapponese…) questo scooter farà esattamente lo stesso lavoro di un qualsiasi altro scooter (ma l’affidabilità è tutta da dimostrare, e non partiamo benissimo), ma l’importante è che siate perfettamente consci di quello che state facendo.
E io lo sono, e oltretutto non ho mai avuto scooteroni…
mackillers
07 nov 2008 - 12:04 - #1per lavoro seguo delle produzioni effettuate in cina ed altri paesi..
purtroppo errori così sono frquenti.. vuoi per i problemi di comunicazione.. vuoi per il personale al limite del analfabetismo.. vuoi per un controllo qualità molto “Blando”..
ma hanno una capacità di migliorare sorprendente.. dategli tempo ed arriveranno alla nostra qualità in men che non si dica..
alla fin fine immagino che già molti colossi del settore si affidino a ditte di paesi in via di sviluppo per la manodopera di basso livello.
ciao a tutti
motorbaic
07 nov 2008 - 12:38 - #2anch’io penso di conoscere la realtà industriale cinese, almeno un pochino, e quindi so che imparano in fretta fin quando l’attenzione su un problema non è scemata.
Sono famosi per la riduzione dei costi, che a parità di costo di materie prime e con una manodopera non così economica come ci fanno credere (quelli che devono giustificarsi), l’unico modo di risparmiare é:
- usare materiali di qualità inferiore
- togliere tutto quanto è possibile di quello che non si vede
la spiegazione tecnica sullo sporco nel carburatore che causa un troppo pieno poi a me fa venire qualche dubbio: a motore spento?!?!?!?
Mah…….
Alter_EGO
07 nov 2008 - 12:55 - #3Bravi 200mph e motoblog, c’è stato un problema e l’avete detto! Mi chiedo se, data la loro linea editoriale, programmi come Easy Rider avrebbero fatto lo stesso…
pistu_foghecc
07 nov 2008 - 13:00 - #4la storia del filtro mi sembra un pò tirata per i capelli.Che benzina usavate?olio di semi?
Per intasarsi dopo 3 giorni….
flying Dutch
07 nov 2008 - 13:03 - #5…e se per caso passava vicino allo sccoter un tizio con una sigaretta e sempre per caso la gettava ancora accesa sulla chiazza di benzina…
….e se per caso la sbadataggine dei cinesi riguarda altri aspetti come i freni: sono così sbadati che si sono dimenticati di montare correttamente i blocchi…
L’unica pecca di questo articolo è il finale “e siete disposti a passare sopra ad una qualità non propriamente teutonica (o giapponese…): mi dispiace Gianluca ma se una sbadataggine mi manda all’ospedale o peggio, io consiglierei a tutti di star ben lontano da questi produttori. E non c’entra il fatto che i problemi sono associabili alla categoria scooteroni, anch’io non ne ho mai avuto uno e ben mi guardo da comprarli: ripeto il problema è come sono costruiti! CMQ lo considero un articolo molto onesto…altre testate avrebbero omesso un problema così grave. Complimenti sinceri Gianluca. Lams FD
streetfighter
07 nov 2008 - 14:02 - #6complimenti per l’articolo…comunque io non comprerò mai uno scooter del genere…rispetto al made in italy perdono in qualità,bellezza e motore…un 150 di questi cinesi le prende di santa ragione da 1 nostrano piaggio beverly 125 che ha 1 motorone per essere solo 125…degustibus
joyd31
07 nov 2008 - 21:50 - #7Volevo dire la mia sugli scooter e d i mezzi in generale (minimoto quad ecc) cinesi con cui ho avuto a che fare.
Premetto che faccio il meccanico in un’officina di moto,dove ci occupiamo prevalentemente di scooter.Poco tempo fa mi è capitato per un tagliando un mezzo cinese di cui preferisco non citare la marca,diciamo che era una scopiazzatura pessima dell’sh,il mezzo in questione aveva mille km,giuro che non ho mai visto in vita mia un mezzo ridotto così dopo soli mille km.La cosa che mi ha colpito di più erano le sospensioni completamente bloccate,la sella sembrava di legno e gli attacchi delle plastiche erano tutti spaccati,e questo non per una caduta(il mezzo non aveva neanche un graffio) ma per le eccessive sollecitazioni dovute al mancato funzionamento delle sospensioni.In vita mia non ho mai guidato niente del genere,ed aveva solo 1000Km,ora mi chiedo…ma con quella cifra che è costato nuovo questo mezzo,non era meglio comprare un Sh usato?
Non parliamo poi della repereribilità dei ricambi o del servizio post assistenza,un altro mio cliente sempre con un mezzo cinese si è fermato dopo soli 44 km!!,si è bloccato il sistema di allarme e non c’è stato modo di eliminarlo e di reperire lo schema elettrico.Non voglio dilungarmi con tutte le mie esperienze avute con mezzi cinesi, sorrido solamente pensando ad un mio cliente che con il suo Foresight ha fatto 130.000,ed un’altro invece che con il Cn 250 è ormai prossimo ai 200.000…ovviamente solo con la manutenzione ordinaria.
Lamps
reo85
08 nov 2008 - 15:02 - #8poteva essere un problema pericolo, immaginate se dopo un po’ di strada qualcuno si ferma (al negozietto di turno o al bar) dopo 10 minuti riaccende lo scooter e della benzina cade sul motore bello caldo…..
non è che sia proprio il massimo.
fabio579
22 mar 2009 - 19:17 - #9penso che un veicolo come il keeway outlook sia meglio di molti altri scooter cinesi che circolano e che la grande distribuzione vende. Provate un veicolo cinese venduto dai centri commerciali confrontandolo con l’outlook.
Fateci sapere
Saluti
toscano
11 nov 2010 - 13:24 - #10Ho recentemente acquistato un outlook 150.
O meglio il meccanico mi ha venduto quello che utilizzava in esposizione e per prova ai clienti.
Aveva percorso 500Km e l’ho pagato (dando indietro un liberty 50 quasi distrutto del 2003) 1300 euri compreso bauletto da 42 litri e parabrezza della givi.
Il meccanico molto onestamente mi ha presentato pregi e difetti consogliandomi di acquistare altro se avessi dovuto percorrere molti Km.
Ma io, per l’uso che ne faccio ho preferito prendere al volo quest’occasione.
In realtà dopo un mese posso dire di non aver riscontrato alcun problema se non quello della pessima qualità degli pneumatici che sul bagnato non tengono. Mi ripropongo di cambiarli quanto prima.
Per il resto tutto OK.
Considerate che io da sempre utilizzo gli scooter e che ne ho avuti diversi sempre e solo della piaggio.
Sui prodotti cinesi e sulla qualità delle plastiche, per onestà devo dire che la piaggio lascia molto a desiderare: ho avuto un exagon che ogni tre per due bruciava la centralina; un x9 che dopo due anni (guarda caso dopo la scadenza della garanzia) ha avuto problemi con la strumentazione (fatta in Cina), con le plastiche che si autodistruggevano, con la sella che andava a pezzi.
Il liberty che ho dato indietro cadeva a pezzi anch’esso: cassettino rotto, plastiche sbiadite, contaKm impazzito ecc.
Insomma questa qualità italiana (che poi italiana non è perché tanti pezzi arrivano dalla Cina), non è che sia il massimo.
La mia conclusione è che allora se comunque mi viene rifilato un prodotto cinese (spacciato per italiano) a un prezzo italiano….. Tanto vale comprarsi un cinese doc che paghi un terzo.
L’unica cosa su cui non scherzerei è la sicurezza e cioè gli pneumatici. In sostanza comprate pure cinese ma le gomme mettetele buone!