Tutor: multe da invalidare se la ditta appaltatrice ci lucra sopra

Due sentenze del Tribunale di Pavia sanciscono il principio che se il fornitore 'privato' delle apparecchiature del Tutor all'amministrazione comunale riceve una 'percentuale' sulle multe emesse, allora tali verbali devono essere annullati.

Una società appaltatrice privata che noleggia il 'Tutor' all'amministrazione comunale responsabile di un certo tratto stradale non può guadagnare una 'percentuale' in denaro proporzionale alla quantità di multe emesse dal sistema: la società in questione invece potrà solamente incassare un canone fisso per la fornitura di detta apparecchiatura.

Questo principio, che potrebbe apparire lapalissiano e scontato a qualunque cittadino dotato di un minimo di buon senso, è da ritenersi invece tutt'altro che banale, per lo meno in Italia. Come denunciato nel video sopra da Claudio Cardi di Fedreconsumatori Lombardia, che cita due sentenze emesse dal Tribunale di Pavia per sottolineare comequesta discutibile pratica sia in realtà effettivamente in uso nel nostro paese. È quindi da ritenersi illegittimo qualunque verbale per eccesso di velocità emesso in base a delle rilevazioni avvenute in tali circostanze.

La questione era già stata affrontata dalla circolare “Maroni” del Ministero dell’Interno del 14 agosto 2009, che ha interpretato il disposto dell’articolo 61 della legge 120/10 in base al quale "corrispondere al fornitore dello strumento di rilevamento un compenso parametrato al numero e al tipo di violazioni accertate, trasforma senz’altro il contratto amministrazione-privato in un negozio aleatorio“.

Il principio è stato quindi ulteriormente ribadito da due sentenze del Tribunale di Pavia, la 832/13 e la 807/13, emesse dai giudici Giuseppe Casale e Tiziana Belviso. Nei casi in questione, in particolare, sono state accolte le opposizioni alle sanzioni amministrative da parte degli automobilisti, arrivando all'annullamento dei i verbali emessi della polizia locale. L'analisi del contratto sottoscritto con la ditta noleggiatrice del 'Tutor' ha infatti portato alla luce, in modo chiaro e inequivocabile, che le clausole ivi contenute stabiliscono che più incassa l’amministrazione con gli accertamenti delle infrazioni rilevate dalla strumentazione elettronica, più elevata diventa la rimuneratività per la stessa società appaltatrice.

Tuttavia, come rilevato dai giudici pavesi, questo costituisce una pratica assolutamente illegittima poiché la legge indicata (come per altro sottolineato dalla circolare interpretativa del Ministero), impone la "locazione finanziaria o di noleggio a canone fisso". Lo stesso prefetto di Pavia, tra l'altro, aveva contestato il fatto che si trattasse - nella fattispecie - di Tutor “a percentuale”, ma il giudice di merito non ha avuto alcun dubbio nel decretare che il surplus commisurato al numero di infrazioni segnalate era "stabilito contrattualmente", e questo è già di per sè sufficiente ad annullare i verbali ed accogliere i ricorsi.

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