MotoGP Assen, qualifiche alla “baionetta”: Rossi infiamma, ma è un fuoco di paglia. Svetta Crutchlow (Yamaha) davanti a Marquez e Bradl. Corre Lorenzo?

Del poker d’assi solo Valentino Rossi riesce a stare in piedi qui ad Assen, dopo che prima Lorenzo (ieri), poi Marquez (stamattina), infine Pedrosa nelle Q2 incappano in cadute, non senza conseguenze.


Un Rossi che infiamma e illude, occupando addirittura la prima piazza a pochi secondi dalla fine di queste qualifiche disputate con la baionetta in canna. Ma è un fuoco di paglia perché il pesarese viene travolto nel rush finale dalle frecce volanti di Crutchlow, poleman, (1’34.398), di Marquez (+0.357) con due fratturine a mano e piede e di Bradl (+0.480).

Con Lorenzo forzatamente out non è Rossi, quindi, a portare la Casa dei tre diapason davanti a tutti ma un irresistibile, coriaceo, affamato Cal Crutchlow. Pedrosa, sesto tempo (+0.608) paga dazio per la scivolata nel finale ma dispone di tutte le carte per una gran corsa, domani. Sarà una gara combattuta che, in caso di pioggia (mai dire mai in queste lande nordiche), potrebbe riservare non poche sorprese.

Due parole amare sulla Ducati, con il primo dei suoi piloti, Hayden, decimo, distaccato di oltre un secondo e mezzo. Ha un bel da fare il buon Vitto per aggrapparsi sugli specchi, annunciando sempre progressi che immancabilmente non arrivano. Gira e rigira la situazione è davvero fosca, al limite del patatrac: manca la bussola per sapere dove andare: ciò disorienta i piloti e (oramai) l’intero team che non sa più che pesci pigliare. Peccato.

Le cadute, specie quelle dei due big quali Lorenzo, Marquez, Pedrosa hanno marcato fin qui queste prime due giornate di Assen. Nella gare di moto le cadute, specie con pista bagnata, ci stanno. Qui ad Assen con il meteo particolarmente ballerino – si passa in pochi minuti dalla pista allagata a quasi asciutta per effetto del forte vento - i rischi aumentano.

Non è questa la sede per una analisi sulla sicurezza delle corse, certamente nemmeno paragonabile a qualche decennio fa quando una caduta provocava gravi danni, se non la morte. Però oggi i piloti saltano via spesso anche per elementi … banali, colpa della vernice della linea bianca scivolosa, dei cordoli peggio del ghiaccio e dell’erba sintetica che fa da catapulta. Per non parlare della indecente mancanza di gomme intermedie fondamentali in condizioni “ibride”.

Perché i piloti, invece di leccarsi le ferite in silenzio, non protestano rifiutandosi di correre in certe condizioni? A forza di privilegiare solo lo show-business prima o poi si rischia di far chiudere baracca e burattini. A questi livelli i piloti che cadono in prove ufficiali non sono degli sprovveduti o dei “pirla” ma campioni che sempre cercano il massimo perché in corsa si possono ricreare poi le stesse condizioni. Nel motomondiale non si va per fare turismo o gimcane, sono corse di velocità e si vince andando più veloci degli altri. Sempre, i fuoriclasse hanno vinto gare e titoli iridati così, e così sono entrati, oltre che negli annali, nel cuore degli sportivi.

L’ultima notizia è degna di nota: Lorenzo, dopo l’intervento chirurgico di questa notte, in viaggio dalle 15 da Barcellona verso Assen. Il proposito del maiorchino è uno solo: correre domani il GP d’Olanda. Una provocazione inutile e rischiosa o l’ultimo atto di eroismo dei nostri “eroi”?

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