Triumph Tridays 2013: c'eravamo!

Il Tridays è il raduno europeo dedicato ai possessori di Triumph. Si tiene ormai da otto anni nella piccola cittadina di Neukirchen am Großvenediger, in Austria, nella regione del Salisburghese. Triumph Italia ci ha dato la possibilità di partecipare a questo raduno, vivendolo da veri appassionati, includendo nel “pacchetto” anche il viaggio verso la destinazione, che già da solo meriterebbe una visita a questo piccolo paese.

Siamo stati al Tridays, il raduno europeo Triumph, giunto alla sua ottava edizione

A disposizione ben 6 moto, in pratica tutta la gamma Adventure della Casa di Hinckley, con la Trophy SE a fare da outsider. Da buon ex endurista la mia scelta cade sul Tiger 800 XC, agile e potente quanto basta per divertirsi sui tornanti, con la sua ruota da 21” che la rende una delle poche enduro “vere” ancora sul mercato, grazie anche a un peso non eccessivo di 215 kg. Il tricilindrico è accreditato di 95 cavalli di potenza a 9.300 giri e 79 Nm di coppia a 7.850 giri.

Il viaggio


Siamo stati al Tridays, il raduno europeo Triumph, giunto alla sua ottava edizione

Per chi non abita nel Nord-Est, da dove la via più breve per raggiungere il Salisburghese è sicuramente quella dell’autostrada del Brennero, consigliamo un itinerario alternativo piuttosto divertente e guidato, dove le doti della 800XC vengono fuori in poche curve. Grazie al motore elastico e alla ciclistica efficace, curve e tornanti si percorrono velocemente e il gap prestazionale rispetto alle 1050 e 1200 viene praticamente annullato.

Dopo aver superato la Valchiavenna si punta verso Sankt-Moritz, dove giungiamo all’ora di pranzo, giusto in tempo per gustare un ricco piatto di pizzoccheri presso il ristorante Veltlinerkeller, che offre anche una sistemazione alberghiera con ottimo rapporto qualità prezzo. Da qui, si percorre la statale 27 per poi deviare, in prossimità di Zernez, lungo la 28 e rientrando brevemente in Italia attraverso la Val Venosta, si passa lungo le statale 41 e 40, lambendo le sponde del lago di Resia con il suo caratteristico campanile di Curon sommerso nelle acque.

Siamo stati al Tridays, il raduno europeo Triumph, giunto alla sua ottava edizione
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Si attraversa il confine con l’Austria per giungere a Innsbruck, a un centinaio di chilometri dalla meta finale, e da qui proseguire lungo la statale B171, che corre parallela all’autostrada A12, oltre che al fiume Inn. Superato il paese di Schwaz ancora qualche chilometro e si devia verso destra lungo la statale B169, proseguendo poi lungo la B165 che segna il confine tra il Tirolo e il Salisburghese.

Percorrendo questa strada, decisamente più divertente, Neukirchen am Großvenediger dista circa 520 km da Milano. Per 51 settimane all’anno questo tranquillo paese di montagna conta poco più di 2.500 anime, ma durante i Tridays la sua popolazione cresce dieci volte tanto. Poco distante da qui, a Bramberg am Wildkogel, sorge l’Hotel Grundlhof dove pernottiamo.

Siamo stati al Tridays, il raduno europeo Triumph, giunto alla sua ottava edizione
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Il raduno


Siamo stati al Tridays, il raduno europeo Triumph, giunto alla sua ottava edizione

Arrivando venerdì sera siamo già nel pieno della festa, iniziata ufficialmente fin dalle prime ore del mattino. Qualche impavido decide quindi di andare in avanscoperta alla festa in ora tarda, ma viene puntualmente “rimbalzato” dal servizio di sicurezza. Il paese di Neukirchen viene infatti transennato in corrispondenza dell’area espositiva, dentro la quale possono accedere solo i residenti o chi ha acquistato, al costo di 15 euro, il biglietto di ingresso sotto forma del solito bracciale colorato.

Il mattino di sabato di buon ora riceviamo il press pack contenente il fatidico braccialetto e anche degli utili “soldi del monopoli” che servono per le consumazioni. Ormai siamo immersi nell’atmosfera del Tridays, un evento davvero unico nel suo genere. In pratica il paese intro si trasforma in area espositiva e diventa parte del raduno stesso.

La Marktstraße, la via principale, è un susseguirsi di stand, intervallati da locali che non restano mai vuoti, come lo Steve McQueen Bar. Tra gli espositori di caratura internazionale c’è anche Marcus Walz con alcune special per una volta su base british e non americana. Molti anche gli italiani, tra cui Wild Hog, Centro Moto Lodi, Freespirits. Bitubo, Motor Bike Expo e il forum Triumph che passione, segno dell’internazionalità di questo evento.

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Giungendo a Neukirchen per la prima volta si potrebbe avare l’impressione che il Tridays sia un raduno per “talebani” triumphisti. Il posto, per altro incantevole, è decisamente fuori mano e la curiosità di sapere come mai Triumph abbia deciso di ufficializzare questo evento al di fuori dell’Inghilterra viene subito soddisfatta.

Tutto è cominciato infatti alcuni anni fa, quando Uli Brée, austriaco appassionato di Triumph, si mise in testa di trasformare Neukirchen in Newchurch per tre giorni interi. Grazie all’aiuto del suo amico Jürgen Schnaller, concessionario Triumph per la zona del Tirolo con sede a Kolsass, tra Wattens e Schwaz, Uli presentò l'idea a Hinckley e, nemmeno due giorni più tardi, ricevette la telefonata di Michael Nier, General Manager Europe di Triumph. Di lì a un anno l’evento prese piede e nel 2013 è giunto alla sua ottava edizione.

Cosa spinge molti appassionati a giungere qui lo può capire solo un motociclista vero. Neukirchen poi è davvero un paesino da favola, al pari di molte altre cittadine del Tirolo o del Salisburghese, forse un po’ troppo tranquilla per chi ama far del casino, ma di certo non durante questi tre giorni. Il Tridays si può tranquillamente definire un raduno per famiglie: niente eccessi tipo musica hard metal o show di signorine discinte, ma l’animazione di certo non manca e come sempre da queste parti si pensa ai grandi e ai piccoli.

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La giornata scorre veloce tra le esibizioni musicali di Rocco Recycle e quelle goliardiche di Clown Pompo. I momenti più attesi della giornata di sabato sono però le esibizioni di Kevin Carmichael e Dirk Manderbach, ovviamente su moto Triumph. Il maggior aggregante è il Tridays Rumble, che inizia alle 15: una gara “semiseria” che si svolge in una cava di ghiaia a valle del paese lungo un percorso di 400 metri, aperta a tutti partecipanti, divisi per classi: bicilindrici Triumph raffreddati ad aria, modelli Tiger, classe femminile e open.

La giornata passa velocemente, rovinata solo parzialmente da un temporale che dura un paio d’ore, giusto il tempo di rinfrescare l’ambiente (siamo in Austria ma la temperatura di giorno è vicina ai 30 gradi) e di riempire per bene i caschi, manco fossero dei vasi per pesci rossi, che qualcuno del nostro gruppo ha lasciato attaccati alla moto. Niente di grave!

Anche in questa occasione meteorologicamente sfavorevole viene fuori tutto lo spirito organizzativo “austro-britannico” che salva anche chi ha lasciato l’antipioggia nelle valigie della moto: vengono infatti distribuite a tutti delle mantelle impermeabili personalizzate con il logo dell’evento e la scritta “It never rains in Neukirchen” che, scopriremo poi, è il motto di questa località. Perfino da queste piccole cose si nota la perfetta organizzazione di un evento.

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Anche la parata delle 17 viene bagnata dalla pioggia che però verso sera decide di dare tregua. Alle 19 è la volta della premiazione del contest di special; a vincere sono gli italiani del Centro Moto Lodi, con la Queen Elizabeth realizzata da Mattia Foroni su base una Triumph Thruxton che celebra i 60 anni di regno della Regina Elisabetta, come si evince dal serbatoio e dalla carrozzeria, rivestiti con la tecnica del decoupage da quotidiani inglesi originali del 1953 ricoperti da diversi strati di trasparente opaco.

Il clou della festa è comunque alla sera, e non solo perché viene animata da performance musicali sul palco, come quelle dei Derriere con le loro sonorità che spaziano dal Rhythm'n'blues all’Old School Rock and roll, passando per il Vintage Soul e il Rockabilly, o ancora dai numerosi altri gruppi che si susseguono come i Triumph Erfort, The Pinstripes, Sideburn e il gruppo scozzese dei Clanadonia con le sue cornamuse. Il paese infatti mostra il suo lato notturno, fatto di locali molto “ben frequentati” soprattutto dal gentil sesso, strano a dirsi in questa occasione. I “radunisti” si mischiano ai locali e sembra di essere tornati ragazzini quando si andava a cuccare la straniera in riviera, solo che qui sono le straniere con le loro chiome bionde che cuccano i motociclisti…

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Il ritorno


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La domenica mattina giunge purtroppo troppo presto e con essa la nostra partenza. Questa volta optiamo per un itinerario più veloce, anche se un tantino più lungo, ma non privo di interesse e di curve. Rientrati in Tirolo sempre attraverso le statali 165 e 169, si può decidere se ripercorrere di nuovo la 171 o entrare in autostrada, la A12. In questo caso ricordarsi assolutamente di acquistare la Autobahnvignette, che per le moto costa meno di 5 euro per 10 giorni (come in Italia praticamente… certo). Attenzione perché in caso di controllo da parte della poco flessibile Österreichischen Polizei la mancata esposizione della vignetta comporta una sanzione di 65 euro.

Dopo Inssbruck, anziché seguire la A13 per il Brennero, si può optare per una deviazione che, proseguendo lungo la A12 ancora per qualche chilometro, in direzione Landeck e Bregenz, porta alla statale B186, meglio conosciuta come Ötztal Strasse, dai panorami mozzafiato, lungo la quale si giunge a Sölden. Una sosta veloce da un “tipico” kebabbaro e si riparte, per fermarsi solo pochi chilometri dopo a causa di una foratura.

L’XC800 sale sul furgone d’appoggio e l’occasione è propizia per provare la Tiger Explorer XC 1200. Se il motore dell’800 si è rivelato elastico, quello della 1200 è una vera goduria. La ruota anteriore da 19”, ma soprattutto i 137 CV a 9.300 giri e i 121 Nm di coppia a 6.400, fanno svanire la sensazione di peso data dai quasi 260 kg in ordine di marcia, ben 45 in più della 800, che a dire il vero si fanno sentire solo in manovra, e neppure troppo.

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In un attimo siamo in cima al passo Rombo (2509 metri), sulle Alpi Retiche orientali, dove la pioggia torna a farsi sentire. Basta però pagare il pesante “dazio” di 12 euro e uscire dalla prima galleria per ritrovare il sole. Percorrendo il tratto italiano in discesa la temperatura inizia a salire e la neve a bordo strada è presto un ricordo. Ci si addentra nella Val Passiria e da qui lungo la 44 bis verso Merano, da cui si può giungere all’entrata di Bolzano Sud della A22, terminando il viaggio in autostrada, ma evitando il Ponte Europa che è la via più breve ma anche più noiosa.

In totale tra andata e ritorno sono poco più di 1000 km che vale la pensa gustarsi in compagnia e lungo le splendide Alpi che segnano il confine. Il Tridays poi è uno di quei raduni il cui ricordo rimane indelebile dentro al cuore di ogni motociclista.

foto | Walter Meregalli

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