ACI e ISTAT: meno incidenti e fatalità in Italia nel 2012

Una prima stima dei dati statistici ISTAT relativi allo scorso anno rivela un calo generale di incidenti, morti e feriti sulle strade italiane. L'obiettivo rimane il dimezzamento dei decessi entro il 2020, come stabilito dal piano decennale Europeo per la sicurezza stradale.

L'Automobile Club d'Italia (ACI) ha rilasciato una prima analisi preliminare sui dati statistici relativi ai sinistri del 2012, riscontrando un generale calo nel numero di incidenti così come nel tasso di mortalità sulle strade italiane. Il numero di incidenti con lesioni a persone verificati in Italia lo scorso anno è stato infatti pari a 184.500, con 3.650 decessi entro il trentesimo giorno e 260.500 feriti, dati che rispetto al 2011 hanno quindi registrato un calo rispettivamente del -10,3% (incidenti), -5,4% (morti) e -10,8% (feriti). L’indice di mortalità invece - ossia il rapporto tra il numero dei morti e il numero degli incidenti con lesioni (moltiplicato 100) - è stato pari a 2, evidenziando quindi un lieve aumento rispetto all' 1.85 del 2011.

Nel 2012, la diminuzione percentuale del numero dei morti rispetto al 2001 è stata pari a 48,6%, mentre nel 2011 tale variazione si attestava sul -46,4%. Il tasso di mortalità per incidente stradale, sempre calcolato sulla base della stima preliminare per il 2012, è pari a 61 morti per 1.000.000 di abitanti, con una riduzione quindi superiore al 50% nel confronto con l’anno 2001, quando era pari a 125.

Un'analisi più approfondita dei dati conferma che il maggior contributo alla diminuzione delle vittime per incidenti stradali è fornito dalla flessione del numero dei morti sulle strade urbane (-8%), mentre la diminuzione è stata più contenuta su quelle extraurbane (-4%). Stabile invece il dato relativo ai decessi sulle autostrade, per le quali però era già stato registrato un consistenete calo negli anni precedenti.

A livello continentale, il piano Europeo 2011-2020 per la sicurezza stradale mira al dimezzamento del numero dei morti sulle strade Europee e ad una significativa riduzione dei feriti entro il 2020: le stime preliminari dei tassi di mortalità registrati nel 2012 tra i Paesi dell’UE - calcolati come rapporto tra il numero di morti a causa di incidenti stradali e popolazione residente (per 1.000.000 di abitanti) - sono compresi tra il 26 di Malta e il 100 della Lituania. L’Italia, come detto, ha registrato un tasso di mortalità pari a 61 che si attesta quindi al di sopra della media europea di 55 morti per milione di abitanti.

In termini di percentuale media, la variazione del numero dei morti in incidenti stradali in Europa (UE27) tra il 2011 e il 2012 è stata pari a circa il 9%, un risultato considerevolmente migliore rispetto a quello fatto registrare tra 2010 e 2011: per la Commissione Europea questo è indice del rinnovato impegno da parte degli Stati membri nell'attuazione del già menzionato piano europeo per la sicurezza staradale 2011-2020. Per conseguire l'obiettivo ultimo del dimezzamento dei decessi sulle strade entro il 2020, la riduzione media annua dovrebbe mantenersi costante sul 7%.

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