Amarcord: Vespa T5 Pole Position

L’intramontabile Vespa conobbe negli anni Ottanta uno dei suoi tanti periodi di successo. I giovani sedicenni che non potevano permettersi le costose 125 stradali ma anche quelli che volevano far stare più tranquilli i genitori, giravano con le Vespa 125.

La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200

Verso la metà degli anni Ottanta il listino Piaggio proponeva nella cilindrata 125 la classica PX, nata nel 1978 e dal 1983 chiamata “Arcobaleno”, e la PK del 1982, dalle forme più snelle e identica per dimensioni alla 50. Della PK in quegli anni vennero prodotte diverse versioni, tra cui la S, la Elestart, l’Automatica e la Plurimatic. Arrivò poi nel 1986 la versione XL ma prima ancora, nel 1984, la P125 ETS, la Vespa “small frame” più potente.

All’epoca chi desiderava dare un look e prestazioni più sportive alla propria Vespa 125 aveva una vasta scelta. Per i motori c’erano la Polini, la Pinasco e la Malossi con diversi gruppi termici dalla cilindrata maggiorata, mentre per l’estetica c’erano una serie di “tamarrate” che andavano dalle griglie per le frecce, agli spoiler, passando per le protezioni tubolari alla carrozzeria, nere o cromate, che includevano le pedane passeggero, fino al cupolino e all’immancabile sella Yankee a due posti che ricordava un po’ quelle dei chopper.

Per soddisfare i desideri di “tuning” dei giovani dell’epoca, la Piaggio molto astutamente mise in commercio nel 1985 la Vespa T5 Pole Position, realizzata sulla base della PX. Esteticamente ricordava molto le Vespa più “tamarre”. Si differenziava infatti per il faro anteriore rettangolare dotato di cupolino, dietro al quale c’era la più moderna strumentazione con contagiri elettronico a cristalli liquidi, la coda tronca più verticale, lo spoiler anteriore, il parafango anteriore più aerodinamico, i copricerchi e ancora un piccolo vano portaoggetti aperto posto sopra al bauletto chiuso e la sella co i due piani leggermente sfalsati, versione meno tamarra della Yankee.

La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200
La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200
La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200
La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200

A livello meccanico invece le migliorie erano ancora maggiori. Il nome T5 le fu dato in quanto il propulsore disponeva di 5 travasi del cilindro anziché i tre della PX. A dire il vero il motore era completamente differente da quello della PX già nelle misure vitali di alesaggio e corsa, che per la T5 erano di 55x52 mm, per una cilindrata totale di 123,5 cc, mentre per la PX erano di 52,5x57 mm, per una cilindrata di 123,4. Differenti anche le misure della PK con i suoi 121,2 cc ottenuti da misure di 55x51 mm.

Inoltre il motore presentava una superficie alettata maggiore, una diversa marmitta, una crociera del cambio modificata, che lo rendeva più preciso e silenzioso e i cuscinetti di banco a rulli invece che a sfera. L’alimentazione della T5 era affidata a un carburatore Dell’Orto SI 24/24G (da 20 quello della PX, da 19 quello della PK) e le prestazioni erano elevate per una Vespa: la T5 sviluppava infatti 12 CV a 6.700 giri e una coppia massima di 1,34 kgm a 6.400 giri. Il rapporto di compressione era invece di 11,3:1.

Le attitudini sportive della T5 erano evidenti anche nella scheda tecnica dove, alla voce velocità massima, si leggeva “100 km/h con pilota in posizione eretta, 108 km/h con pilota in posizione abbassata”. Le prestazioni della T5 erano quindi di gran lunga superiori sia a quelle della PX125 (8 CV a 5.600 giri per una velocità di 93 Km/h) sia a quella della 150 e si potevano paragonare a quelle della PX200 che all’epoca sviluppava 12,35 CV a 5.700 giri per una velocità massima di 104 km/h. Il consumo dichiarato della T5 era di 2,7 litri per 100 km, con un’autonomia di 295 km, grazie al serbatoio da 8 litri (di cui 2,1 di riserva).

A livello ciclistico, la T5 aveva i freni potenziati con tamburi di 125 mm. L’interasse era di 1.250 mm, l’altezza della di 770 mm e il peso di 105 kg. Le ruote come sempre intercambiabili erano da 10 pollici di diametro, con pneumatici 3.50. Era disponibile in versione base ed Elestart, che aveva oltre all’avviamento elettrico, anche il miscelatore separato. Le colorazioni erano fondamentalmente due: la più discreta bianca e la più grintosa rossa. Su alcuni mercati esteri, come quello giapponese, la T5 era disponibile in versione 150.

Come accennato, all’epoca esistevano diverse elaborazioni per la Vespa e la T5 non fece eccezione. I già citati Polini, Pinasco e Malossi misero infatti in produzione delle termiche espressamente realizzate per questo modello, con cilindrate rispettivamente di 152, 162 e 172 cc. Il Polini 152, con cilindro in ghisa manteneva la corsa originaria di 52 mm, mentre l’alesaggio passava a 61 mm, per una cilindrata totale di 151,97 cc.

Il Pinasco 162 con cilindro in alluminio arrivava a 63 mm, con una cilindrata di 162,10 cc, mentre il Malossi 172, anch’esso in alluminio, con i suoi 65 mm di alesaggio raggiungeva la cilindrata di 172,55. Le potenze in questi casi dipendevano molto dal carburatore montato (il 28 mm era il minimo sindacale), dallo scarico e… dalla quantità di birra ingerita dal proprietario che ne vantava le lodi al bar!

Una curiosità riguarda l’appellativo “Pole Position”: all’epoca infatti la T5 e la PK Automatica venivano date in premio ai piloti che conquistavano la Pole Position nei Gran Premi di Formula 1. Tra i piloti ad averne ricevuta una ci sono il mitico Ayrton Senna, Alain Prost e Nelson Piquet, che di Vespa ne portò a casa ben nove!

Riconoscibilissima per il caratteristico rombo, quasi motociclistico, la Vespa T5 rimase in produzione fino alla fine del 1988, quando anche la PX uscì di produzione per lasciare spazio alla sgraziata e infelice Cosa. Ne furono prodotti esattamente 41.072 esemplari. I prezzi sono ovviamente molto variabili e vanno da poche centinaia di euro fino a circa 1500/2000 euro e oltre per un esemplare con pochi chilometri perfettamente conservato.

La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200
La Vespa sportiva, nata nel 1985. Look un po� �tamarro� e prestazioni da 200
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