Caso Husqvarna, Castiglioni pronto: "Potrei essere interessato"

Il patron di MV Agusta scende in campo nella controversa vicenda del sito di Biandronno e apre uno spiraglio forse decisivo per i lavoratori del sito varesino.

Giovanni Castiglioni, figlio dell'indimenticato Claudio e numero uno di MV Agusta, è entrato in prima persona nella spinosa vertenza del sito produttivo Husqvarna di Cassinetta di Biandronno (VA), dove oltre 200 posti di lavoro sono in forte rischio in seguito alla decisione di Pierer Industrie AG (gruppo austriaco apparentato con KTM che ha rilevato l'azienda da BMW a inizio anno) di porre fine all'attività produttiva a partire dal 1° Agosto per trasferire tutto in Austria.

Dopo che al tavolo delle trattative indetto dal Ministero dell'Economia la nuova poprietà ha accettato la richiesta di convertire la richiesta iniziale di Cassa Integrazione Straordinaria in 3 mesi di CIG ordinaria, la situazione era rimasta 'in stallo' nell'attesa dell'offerta di un possibile offerta per il sito produttivo varesino. Il fatto che Castiglioni abbia reso pubblico il suo interesse in un'intervista rilasciata a La Provincia di Varese potrebbe rappresentare quella svolta che tutti si auguravano, lavoratori ormai ex-Husqvarna in primis. Queste la sue parole:

"Ho riflettuto molto sul caso Husqvarna e se ci fosse un pacchetto percorribile con tutte le condizioni sostenibili, economiche, finanziarie, sindacali e ministeriali, potrei essere interessato al sito di Cassinetta. Premesso che non ho parlato con nessuno di nulla, a determinate condizioni questa possibilità potrebbe essere esplorata".

Il patron di MV aveva già in precedenza ammesso di aver provato ad intavolare una trattativa con BMW Motorrad prima che questa cedesse Husqvarna a Pierer Industrie AG, ed alla luce degli ultimi eventi - oltre che, naturalmente, dalla 'storia' che lega la famiglia Castiglioni al marchio di origini svedesi - erano in molti ad attendere questo tipo di segnale dal Quartier Generale di Schiranna (VA). Castiglioni ha comunque puntualizzato che occorrerà uno sforzo anche da parte di tutte le parti coinvolte:

"Se mi chiedono se ho bisogno adesso di 200 dipendenti in più o di uno stabilimento la mia risposta è negativa, ma se c'è un piano industriale ampio, con il supporto dei vari enti, dello Stato e naturalmente con l'attuale proprietà, che deve fare la sua parte, potrei valutare di prendermi questo rischio».

Ora ci sono tre mesi di tempo per vedere se e come questa ipotesi si concretizzerà, la durata della Cassa Integrazione Ordinaria per i lavoratori interessati dal provvedimento.

  • shares
  • Mail
10 commenti Aggiorna
Ordina: