Husqvarna: i lavoratori scrivono a Cairoli, il campione risponde

Le mastranze dello stabilimento di Biandronno scrivono al campionissimo siciliano in merito alla vertenza con la nuova proprietà KTM, di cui Cairoli è uno degli uomini simbolo.

Tony Cairoli Stagione 2012

La controversa vicenda della chiusura dello stabilimento Husqvarna di Cassinetta di Biandronno (VA) si arricchisce di un nuovo capitolo. Come noto, in seguito all'acquisizione del marchio da parte di Pierer Industrie AG (leggi KTM), la nuova proprietà ha deciso di chiudere l'attività produttiva a partire dal prossimo mese di Agosto - chiedendo la Cassa Integrazione straordinaria per oltre 200 lavoratori senza interpellare nel merito le parti sociali - e per questo motivo le maestranze Husqvarna hanno deciso di scrivere una 'lettera aperta' a Tony Cairoli, 6 volte iridato nel Motocross (3 con la casa austriaca), sicuramente uno degli uomini-simbolo di KTM nel mondo.

Questo il testo integrale della missiva dei lavoratori Husqvarna, a cui Cairoli si è immediatamente premurato di respondere:

Caro Tony

siamo i 240 lavoratori di Husqvarna Motorcycles, quell’azienda alla quale è stata tolta con estrema violenza ogni dignità. Sappiamo che conosci il nostro marchio; l’orgoglio italiano e la passione che condividiamo e che per anni ha spinto anche i nostri motori, ci impone di renderti partecipe della nostra storia. A maggio, ad inizio inoltrato della stagione, OGNI NORMALE AZIENDA CHE INVESTE E CREDE NEL FUTURO dovrebbe avere tutti i reparti e risorse attivamente impegnati. E invece noi 240 lavoratori di questa azienda che da anni è cuore pulsante di una produzione ITALIANA che vende in tutto il mondo e che ora si trova sfortunatamente a far parte del gruppo KTM. ATTENDIAMO LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER CESSATA ATTIVITA’ AI DANNI DELLO STATO ITALIANO.

Molti di noi tifano per te: PERCHE’ IL CUORE, QUELLO VERO, E’ ITALIANO!!! Ti sentiamo uno di noi, oltre a rispettarti per la persona e il CAMPIONE che sei: IL TUO TALENTO ha portato successo a KTM!

Ma noi, da qua, ci chiediamo secondo quale criterio possano accadere tali eventi. Osserviamo impotenti alla costruzione di un’impero gestito esclusivamente da KTM che senza rispetto alcuno per nulla e nessuno, muove e usa le pedine a proprio piacimento; quando questo modo ignobile di gestire le cose si farà largo tra i campi da cross, quale sarà la considerazione che avranno per i veri talenti come te?! Dopo aver investito per anni in questa azienda, dando cuore, testa, anima e respiro, non meritiamo questo trattamento senza avere nessuna possibilità! Siamo stati tenuti all’oscuro di tutto e siamo stati informati solo quando tutte le decisioni erano ormai state prese!

Noi 240 PERSONE lasciate a casa dal gruppo KTM, che sta cannibalizzando e saccheggiando il marchio, portando la produzione in Austria o chissà dove; persone che a breve dovranno fare i conti con le spese quotidiane e che non potranno dare 5 € al proprio figlio per far benzina a quello stesso motorino che è stato l’inizio dei tuoi successi… ma prima ancora dei tuoi sogni…
MA COME E’ POSSIBILE??!

Augurandoti ogni successo.

con Stima,

240 PERSONE

Cairoli dal canto suo ha prontamente replicato a questa lettera - enunciata ieri pubblicamente nel corso del programma televisivo 'PiazzaPulita' - tramite il proprio profilo Twitter. La risposta del campione, prevedibilmente e giustamente, è improntata su un sentimento di solidarietà per i lavoratori Husqvarna, ma è altrettanto chiaro come un atleta nella sua posizione non abbia praticamente 'voce in capitolo' nelle dinamiche industriali e commerciali di una realtà 'globale' come KTM:

Ciao ragazzi,
ho sentito poco fa a Piazza Pulita su La7, la vostra “lettera aperta” indirizzata a me e sono onorato che mi abbiate fatto questo appello. Vengo da una terra dove il lavoro scarseggia da sempre e dunque comprendo il vostro pensiero e il vostro stato d’animo, che è quello di molti miei conterranei e di numerosi nostri connazionali in tutta Italia. Detto questo, io sono un atleta di professione, faccio il pilota e mi risulta davvero difficile commentare le dinamiche di Pierer Industrie e Husqvarna, che non conosco nei dettagli. Spero che questa situazione possa avere risvolti positivi e vi ringrazio per la vostra stima.

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