“Le moto nel cinema di Fellini”, la mostra fino al 9 giugno.

L'Harley di Amarcord, il motocarro di La strada, passando per le vespe de La dolce vita e la Ducati Indiana di La voce della Luna: tutte le moto usate dal maestro nei suoi film in mostra a Modena fino al 9 giugno.

Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena

L'Harley Davison WL 750 del 1934 “protagonista” di Amarcord (1973) rimane sicuramente la più famosa, ma non dobbiamo dimenticare le vespe dei fotografi d'assalto ne La dolce vita (già protagonista nel '53 di Vacanze romane di William Wyler) o il Moto Guzzi Ercole de La strada. Capolavori del cinema che hanno immortalato anche capolavori della meccanica: il cinema di Fellini era di movimento, anche nell’immobile Rimini prebellica narrata in Amarcord, dove la vita pulsa in ogni stagione e a rompere il silenzio delle nottate romagnole ci pensava il rombo della già citata bicilindrica americana.

Modena, città dei motori per eccellenza, omaggia il Maestro e le due ruote utilizzate nei suoi film con una mostra Le moto nel cinema di Fellini, ospitata nientemeno che nel Museo Casa Enzo Ferrari (via Paolo Ferrari 85). La mostra è a cura di Costantino Frontalini, del Museo del Sidecar d’epoca rimarrà aperta fino al 9 giugno, anticipando le celebrazioni per il ventennale della scomparsa del regista (31 ottobre 1993).

La Strada fu uno dei primi successi del Maestro che aveva esordito due anni prima con lo stroncatissimo (a torto) Lo sceicco bianco, per poi passare ai Vitelloni (entrambi con Alberto Sordi): Giulietta Masina e Anthony Quinn girovaghi per la penisola post bellica a bordo di uno scassato motocarro Sertum (anche se nella mostra verrà esposto il Guzzi Ercole utilizzato nel balletto La Strada) sono l’esempio del movimento assoluto e la moto, come l’auto nei romanzi di Steinbeck diventa il simbolo della libertà o comunque espressione di vitalità.

Il circo in senso metaforico venne poi riproposto ne Le notti di Cabiria, del ‘57, sempre con l’amata Giulietta Masina (anche se spesso tradita) protagonista nel ruolo di un’innocente prostituta persa appunto nel circo della vita e costretta a vagare per le sue strade. Qui compare un altro motocarro ma si tratta di un piccolo Innocenti FD 125 (stesso telaio e motore della Innocenti Lambretta), del 1955.

Delle produzioni anni ‘70 troviamo la Laverda S 750 utilizzata in Roma, ultima apparizione cinematografica di Anna Magnani, poi il sidecar Gilera Saturno de I Clowns e la Moto Guzzi Alce del provocatorio La città delle donne, per concludere con la Ducati Indiana (anche se nella sceneggiatura si parlava di una “mastodontica Harley Davidson”) comparsa nell’ultimo film di Fellini, La voce della Luna, dove invece venne scelto il cruiser sportivo di Borgo Panigale, anche se costruito da Cagiva con motore Ducati. E alla fine di questi splendidi reperti tratti dai film del regista romagnolo è stato esposto anche il suo primo mezzo di trasporto, un triciclo degli anni ‘20: forse proprio da quel semplice oggetto nacque in Fellini il mito della velocità.

Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena
Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena
Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena
Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena
Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena
Le moto nel cinema di Fellini, in mostra a Modena

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