Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog

Giovanissimo, agile, leggero ed economico. Kymco lancia il nuovo K-Pipe 125 per attirare a se i più giovani che vogliono qualcosa in più del solito scooter, senza pensare troppo ai consumi e ai costi esagerati.

Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog

Dopo aver aggiornato la gamma scooter per il 2013, Kymco ha presentato un'alternativa ai comodi "accelera e cammina", una soluzione pensata e creata appositamente per le nuove generazioni. Sempre più ragazzi abbandonano l'idea della moto già a 14 anni e i sedicenni, intimoriti dai prezzi salatissimi della benzina e dalle "piccole supersportive" accessoriatissime o troppo assetate, preferiscono migrare verso il ramo dei più comodi e pratici scooter, dimenticando la vera essenza delle due ruote (senza nulla togliere agli scooter ovviamente).

Di questa situazione ne approfitta il marchio di Kaohsiung, che lancia sul mercato il nuovo K-Pipe 125, una motina semplice, leggera, agile e poco assetata. Certo, anche l'occhio vuole la sua parte, e purtroppo il design non è il pezzo forte di questa nuova due ruote Kymco, ma sicuramente la sua semplicità e versatilità riuscirà a catturare qualche sguardo curioso dei più giovani.

Al monocilindrico raffreddato ad aria da 124cc non manca nulla: avviamento elettrico e a pedale, cambio a quattro marce con frizione automatica e consumi ridottissimi sono il suo forte. La potenza è poca (solo 8,2 CV), ma la piccola moto taiwanese non nasce per le gare da sparo o per lanciarsi in pista. Grazie alla ciclistica minimalista e al peso contenuto di soli 103 kg, è la moto ideale per capire come funziona la strada e spostarsi in tutta comodità in città senza rinunciare a piccole scappatelle su per le colline, sopratutto se per portarla nel proprio box bastano solo 1600 euro. Scopriamola nel dettaglio!

Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog
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Design ed Estetica


Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog

Semplice ed essenziale. Lanciando una prima occhiata al K-Pipe 125 ci vengono in mente questi due aggettivi, pensiero dettato dalle forme fin troppo minimaliste della piccola moto taiwanese. La dimensioni sono molto contenute, ma il design si avvicina parecchio al mondo delle naked. Non ci sono carene, salvo le plastiche aggiunte sotto il serbatoio ben disegnate e posizionate per "tappare" quella sensazione di vuoto che troveremmo altrimenti al di sopra del propulsore.

Il faro anteriore è grande e il suo design è arricchito da un contorno in plastica che non lascia intravedere supporti e cavi. Il serbatoio da 4,5 lt è stretto e lungo e il tappo è dotato di chiusura a chiave. La sella è lunga e stretta, abbastanza comoda e offre la possibilità di trasportare per brevi tratti un passeggero che può aggrapparsi alle maniglie sotto la sella. E' grande e protegge bene dagli schizzi il codino con porta targa e indicatori di direzione che si estende sotto il compatto gruppo ottico posteriore.

Il telaio mostra tutte le sue forme e lo scarico è abbastanza in mostra a causa delle sue esagerate dimensioni. Tuttavia, nessun fastidio per il passeggero, che poggia i piedi appena sopra il terminale. Alcuni piccoli dettagli riescono ad arricchire il design complessivo del K-Pipe, come il mono in tinta rossa che richiama le prese d'aria sotto il serbatoio. La strumentazione è ricca e dotata di tutto ciò che serve per avere sempre tutto sotto controllo: contachilometri totale e parziale, tachimetro, contagiri, indicatore livello carburante ed orologio.

Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog
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La Tecnica


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Lo scheletro della moto è la prima cosa che risalta subito agli occhi: un telaio a traliccio in tubi d'acciaio e piastre stampate, leggero ma comunque molto solido, dona alla moto la giusta agilità di cui necessita per lanciarsi spavalda in mezzo al traffico. Complici, le sospensioni semplici ma efficaci, che vantano all'anteriore una forcella da 31 mm di diametro ed un mono ammortizzatore al posteriore montato su forcellone oscillante.

Racchiuso all'interno del telaio, il piccolo e inarrestabile monocilindrico 4 tempi da 124 cc con distribuzione a 2 valvole in testa, capace di una potenza di soli 8,2 CV e di una coppia max di 8,6 Nm @5.500 rpm. Questi numeri lasciano trapelare consumi bassissimi e la giusta dose di divertimento che si può ricavare nel guidare questo mezzo.

L'impianto frenante installato si addice perfettamente alle prestazioni del K-Pipe 125: un freno a disco a 276 mm all'anteriore e un freno a tamburo da 140 mm al posteriore. Non troppo potente e dai costi di produzione contenuti, filosofia principale adottata durante la creazione del mezzo.

La trasmissione vanta invece una comoda frizione automatica che gestisce un cambio a 4 rapporti che lanciano la moto fino ai 90 km/h. L'avviamento è sia elettrico che a pedale. Non manca proprio nulla, c'è tutto ma è sistemato molto discretamente, quasi non si notano tutte le dotazioni che completano questa piccola ottavo di litro di casa Kymco.

Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog
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La Guida


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Salire in sella ad un mezzo così "diverso" è un'esperienza che ci mancava. La moto è bassa, stretta, compatta e molto leggera. La posizione è comoda ma consente di essere molto reattivi alla guida. Ci fa un po' senso la parte sinistra del manubrio dove manca la leva della frizione. Il motore prende vita e prima di partire dobbiamo capire come funziona il cambio: la prima è in giù e...anche tutte le altre! Per scalare le marce bisogna risalire con la punta del piede oppure con il tallone, grazie alla doppia leva del cambio "a bilanciere".

Le prime due marce sono molto corte, le due restanti permettono di affrontare anche modeste salite a velocità sostenuta. La frenata è morbida e modulabile, e lo slalom nel traffico ci diverte parecchio. Però sentiamo che questo piccolo K-Pipe può darci qualcosa in più, bisogna riuscire a sfruttare questa agilità e questa leggerezza diversamente. Così, un gruppo di skater intento a saltare giù dalle scalinate ci invita a provare qualche trick in più col nostro piccolo mezzo. Dopo aver sceso con tanta semplicità e soddisfazione una piccola rampa di scale (senza mettere troppo in crisi le sospensioni) proviamo a risalirle e ci accorgiamo che il K-Pipe non si tira affatto indietro.

Il suo angolo di sterzo e l'assenza della frizione (che penalizza un po' la modularità del gas) ci consentono di provare diverse manovre sia su strada che su sterrato. Concluso il test, possiamo tranquillamente affermare che Kymco ha avuto un'idea niente male per tentare di portare a se qualche giovane smanettone che ha voglia di imparare ad andare in moto senza troppi problemi e senza chiedere ai genitori ingenti finanziamenti per salire in sella a qualcosa che diverte davvero.

Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog
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Pregi & Difetti


Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog

Piace

Prezzo contenuto
Dotazioni
Consumi ridotti
Agilità
Semplicità di guida

Non Piace

Linea e design troppo minimalista
Freno a tamburo posteriore poco potente
Cambio impreciso
Assenza di un vano portaoggetti

Scheda Tecnica


Kymco K-Pipe 125: il test di Motoblog

Motore: monocilindrico 4 tempi KYMCO KB25A
Raffreddamento: aria
Alesaggio x Corsa: 54 x 54
Cilindrata: 124 cc
Rapporto di compressione: 8,6:1
Potenza: 6 kW (8,2 CV) a 7.000 giri/min
Coppia: 8,6 Nm a 5.500 giri/min
Accensione: elettronica
Avviamento: elettrico e kick starter
Alimentazione: carburatore DENI Ø 17,5 mm
Distribuzione: monoalbero a camme in testa 2 valvole
Lubrificazione: forzata
Starter: manuale
Carburante: benzina verde
Capacità serbatoio carburante: 4,5 lt

Freno anteriore: ant. disco Ø 276 mm
Freno posteriore: post. tamburo Ø 140 mm

Frizione: automatica
Cambio: 4 marce
Trasmissione: ingranaggi-catena
Velocità max: 90 km/h

Telaio: tubi di acciaio e piastre stampate
Sospensione anteriore: forcella telescopica idraulica Ø 31 mm
Sospensione posteriore: forcellone oscillante - mono ammortizzatore
Ruote: ant. 1.6x17" - post. 1.85x17" lega leggera 5 razze sdoppiate
Pneumatici: ant. 90/90-16 - post. 100/90-14
Pressione pneumatici: ant. 2,25 bar - post. 2,25 bar
Dimensioni: 1.950 x 750 x 1.060 mm
Interasse: 1.300 mm

Peso: 103 kg
Sella: antiusura due posti
Cavalletto: laterale
Strumentazione: digitale: contachilometri totale e parziale, tachimetro, contagiri, indicatore livello carburante, orologio
Emissioni: EURO 3

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