
killer ha aderito alla nostra iniziativa MotoBlogger per l’Estate 2008 inviandoci un post.
Mi sono sempre immaginato un continuo miglioramento, un lento inesorabile e continuo miglioramento, delle conoscenze, delle capacità, delle condizioni, se vogliamo provare a semplificarla in vari livelli di gioco, per diversi giocatori, ogni “player” sceglie il suo livello, parti dal più basso per salire in base alle capacità. C’è chi si ferma ai primi stadi chi si impegna a crescere.
Crescere costa, denaro, tempo, fatiche in un mondo dove c’è sempre qualcun altro che, forse ed alla fine prendendosela comoda, vive meglio. Così con la moto, puoi andarci a passeggio anche se non è così immediata come il cinquantino o puoi scegliere di passare al livello superiore.
Quando hai cominciato a dialogare con i concetti dell’aderenza, dell’inclinazione, della velocità allora possiamo porci in un piano di confronto, altrimenti rischiamo di restare ancorati all’assurdità dei questi aspetti soprattutto quando li parametriamo all’età e razionalità di questi contesti, cercati ad arte.
Quando impari che avvicinandoci all’asfalto in piega riesci a percorrere la curva più velocemente allora cominci ad andare in cerca solo di quello e lo trovi, lo trovi anche in mezzo al deserto, trovi sempre tutto quello che cerchi! Più veloce, staccata, staccatona, discesa in piega alla volta del punto di corda, in un equilibrio che vede modulare la gestione della pinza del freno anteriore, corda e dosaggio dell’acceleratore, perché con un mille devi stare attento agli eccessi di potenza.
E mentre riacquisti la posizione stai già chiedendo alla tuo gioiello motoristico quello che può darti più di qualunque altro prezioso, tutta la potenza, la progressione, in parte anche la brutalità, la fluidità di una risposta che da sola contiene un vortice di adrenalina, passione, soddisfazione, piacere e tutto quello che conosci finanche la paura.
Tutto quello che puoi fare in pista, misurandoti con Te stesso, ingarellandoti con quelli che condividono un’amicizia spinta dalla stessa identica passione e che su piani ovviamente differenti ti porti dietro anche quando vai sulla strada delle dolomiti. Anche se hai la consapevolezza della qualità dell’asfalto, della variabilità delle condizioni dello stesso manto bituminoso, anche se conosci il concetto di rischio, dell’assenza delle vie di fuga, della inadeguatezza dei “guardarail”, di quelli che vengono dal senso opposto, capita di dare fiducia ad un contesto, capita di voler affrontare quella curva meravigliosa nel modo che faresti nelle condizioni ideali.
A volte capita! basta anche una sola volta! che proprio in quel preciso momento, sopra un asfalto che hai percorso almeno duecento volte qualcosa sfugga di mano, liquidi non meglio identificati, una presenza che Ti porta a stringere verso il punto estremo della carreggiata, quello, che morfologicamente parlando, diventa depositario di un sacco di situazioni, quello dove Ti rendi conto che stai perdendo l’anteriore, quello che resta il punto dove hai perso l’anteriore ed imboccato il percorso che porta a tutto quello che non vorresti accadesse mai.
Lì si è fermata mia moglie, l’altro gioiello, quello vero, quello autentico, quella tenera e fedele compagna di avventure sopra le due ruote, testimone di un sacco di brividi ed emozioni che risulterà sempre difficile trasmettere a tutti quelli che là sopra ci devono ancora salire.
Mi fido di te, questo è l’epitaffio che mi ha lasciato assieme a quelle poche foto di un essere che non mi sarei mai immaginato così forte, grande e maledettamente presente in tutte quelle forme che non riesco a vedere, toccare ed annusare. Tutto quello che hai imparato adesso te lo puoi anche appendere, mi fido di te, ricordatelo, mi fido di te!
Scritto da killer.
foto | wikipedia
giorgiogasss
15 lug 2008 - 07:21 - #1un abbraccio fratello!
davidecross
15 lug 2008 - 07:40 - #2:-0
haw
15 lug 2008 - 07:43 - #3bella, non mi sento di dire altro.
smiling boy
15 lug 2008 - 08:20 - #4veramente toccante….mi unisco all’ abbraccio di giorgio
freemaui
15 lug 2008 - 08:28 - #5sospiro lungo, in silenzio aggiungo le mie braccia
Alan81
15 lug 2008 - 08:28 - #6Leggere certe cose mi fa venire mille dubbi su questa passione. Le emozioni che ti danno una curva in piega, una strada di montagna dall’asfalto perfetto, una strada deserta al tramonto fatta agli 80 all’ora perchè in quel momento basta così…valgono il rischio di una perdita così grande? Il gioco vale la candela? Credo che al nostro amico Killer sia capitata la cosa peggiore che possa capitare. Io a volte ci penso…se succedesse qualcosa a me, il pensiero va al dispiacere che darei ai miei cari, ma se dovesse succedere qualcosa alla mia fidanzata…bè, in quel caso vorrei non salvarmi nemmeno io. Sarebbe troppo grande il rimorso. Killer, mi piacerebbe davvero sapere come hai affrontato la cosa.
Un abbraccio.
giomoto55
15 lug 2008 - 08:34 - #7killer mi associo al tuo dolore, sei forte ad esternarlo a degli emeriti sconosciuti, tanti auguri e trova la forza di continuare, anch’io, se dovesse succedere qualcosa a mia moglie, l’essere supremo in tutto, non saprei come continuare, ma fatti coraggio…..
Hen-rico
15 lug 2008 - 08:41 - #8M.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.A.
Hen-rico
15 lug 2008 - 08:58 - #9Questo pezzo è a dir poco meraviglioso..scritto con una velata malinconia che lascia profondamente senza parole, con l’amaro in bocca …ma che nonostante la pesantezza del tema che tratta e grazie ad una padronanza della lingua a dir poco eccellente risulta struggente senza essere disperato.Un diamante di dolcezza e malinconia che meriterebbe una pubblicazione che vada molto oltre un semplice blog.
lord_randal
15 lug 2008 - 09:22 - #10un abbraccio, dario
panoramix
15 lug 2008 - 09:23 - #11Sono vicino a killer, ma questo triste evento rimarca come per strada bisogna andare piano. Molto piano . Le parole:
“Tutto quello che puoi fare in pista, misurandoti con Te stesso, ingarellandoti con quelli che condividono un’amicizia spinta dalla stessa identica passione e che su piani ovviamente differenti ti porti dietro anche quando vai sulla strada delle dolomiti.”
Contengono già concetti sbagliati. Per strada non ci si deve ingarellare, pure se lo si fa su piani differenti rispetto la pista. Anche perchè i piani cosa sono i 130/140 km/h (stradali) invece che i 230/240 (circuito) ? I 130 per strade di montagna sono già follie ,oltre per chi li fà, per gli altri che si stanno faccendo la classica “PASSEGGIATA”. Questo è il termine giusto che si deve usare per definire un giro in moto per strada. La passeggiata deve essere fatta a velocità moderate e fino a quando molti concepiranno il giro come una “gara” di queste cose ne succederanno sempre.
Ad ogni modo mi dispiace veramente tanto.
hereticmax
15 lug 2008 - 09:32 - #12mi spiace moltissimo, ti abbraccio…e ti sono vicino e mi ha toccato molto quella frase “mi fido di te” perche anche la mia ragazza, che diventera moglie tra un mese.. me lo dice sempre ogni volta che sale sulla nostra millona… e non so se adesso riusciro ad essere piu smanettone come prima… certo mi sono calmato perche lei come per te è la piu importante… ma ogni tanto quell’adrenalina mi prende …
ti abbraccio
Leonardo
tuchino
15 lug 2008 - 09:55 - #13commosso, mi unisco all’abbraccio corale al fratello killer
purtroppo, quella per la moto, è una passione maledetta. L’amore per le due ruote offusca la mente e ti fa dimenticare i pericoli per se stessi e gli altri, ma non si riesce a smettere di essere innamorati.
volpial
15 lug 2008 - 10:19 - #14.
Signo17
15 lug 2008 - 10:34 - #15Killer non voglio nemmeno pensare al dolore che hai provato, mi dispiace tantissimo.
King Franckie
15 lug 2008 - 10:44 - #16mi hanno colpito molto le parole che hai scritto,
un abbraccio forte.
Gianca77
15 lug 2008 - 11:15 - #17un pugno nel petto…sono con te…
ottononservono
15 lug 2008 - 11:19 - #18Non per fare sempre il bastian contrario……. il nik “KILLER” non può e non deve essere usato e tantomeno pensato da una persona a cui è successa una cosa così delicata.
Bramantino
15 lug 2008 - 11:25 - #19Mi sono commosso, sul serio.
tuchino
15 lug 2008 - 11:44 - #20otto +1
bikeralek
15 lug 2008 - 11:46 - #21E’ con grande tristezza che leggo le tue meravigliose parole, scritte con l’anima. Vorrei poterti abbracciare e trasmetterti -nonostante tutto- ancora forza e speranza.
Il Gurra ^__^
15 lug 2008 - 11:59 - #22Caro Amico motociclista,
da poco ho perso mio padre devastato da un brutto male…un agonia indescrivibile…questo solo per dire che condivido e capisco, solo in parte, cosa significa il dolore…quello che tronca il respiro!
Tra due mesi mi sposo…con una donna che ama davvero le due ruote…una donna davvero unica…spesso penso che quando condividiamo questa passione…sono io che guido!!
Se unisco il dolore ancora vivo della perdita, la felicità del mio futuro e la tua lettera ..provo una sensazione di smarrimento davvero profonda..
Voglio solo dirti GRAZIE…
Per aver condiviso il tuo essere più profondo.
Per avermi ricordato che il coraggio non è una cosa da eroi…ma a volte semplicemente vivere!
Un forte abbraccio!
Alan81
15 lug 2008 - 12:35 - #23Otto, stavo pensando la stessa cosa.
djtech
15 lug 2008 - 13:35 - #24non smettere di andare in moto..sarà difficile ma non farlo..è fondamentale..altrimenti oltre che a quella della tua povera moglie finirai anche la tua nel rimorso e nella memoria..devi cercare di superare la cosa..
siamo con te..
Albertinick
15 lug 2008 - 14:47 - #25Mi aggiungo agli altri in un forte abbraccio.
non posso che citare queste tue parole: “capita di dare fiducia ad un contesto, capita di voler affrontare quella curva meravigliosa nel modo che faresti nelle condizioni ideali.”
E’ terribilmente vero, succede a tutti, anche a quelli che si ritengono più maturi, e persino con la propria compagna sulla sella o sul sedile di fianco… quindi non usare un nick simile, la situazione è troppo complicata per essere risolta con un appellativo simile
enri88
15 lug 2008 - 23:05 - #26quando incroci chi dalla parte opposta sfreccia come te godendo della stessa passione, quando, fermo al semaforo, fai un cenno con la testa a chi sta seduto su un motore ruggente che non vede l’ora di soddisfare ogni tuo piacere, quando fermo all’autogrill della To-Sv vedi entrare uno che come te suda all’interno di una tuta tutta imbottita e ti sorride….solo in questi momenti si è più vicini gli uni agli altri…orgogliosi della propria passione e consci dei propri rischi…
E quando chiudi gli occhi prima di andare a dormire ripensi a chi hai perso per strada, a chi da lassù ti protegge ogni giorno e ti chiedi come fai ad essere così innamorato di due ruote che hanno strappato dalla tua vita così tante persone…ma poi ti addormenti e appeni le riaccendi per tornare in strada, tutto si annebbia, pensi solo a lei e giù di nuovo a pensare a come migliorare l’uscita di curva in quel tratto fatto milioni di volte!
Un abbraccio….
giorgiogasss
16 lug 2008 - 06:54 - #27killer
dacci un segno della tua esistenza
scritto da killer
17 lug 2008 - 12:48 - #284 millimetri, bastavano altri 4 millimetri di schiacciamento su quel “guard rail” e sarei della stessa sostanza di Lei. Non mi hanno lasciato raggiungerla in pace da quel reparto di rianimazione e non so ancora se ringraziare o meno quel “drappello” di medici, se ringraziare o meno colui il quale “dicono” mi abbia portato in braccio mentre non potevo camminare sopra quella spiaggia. Apprezzi quello che hai nel momento in cui realizzi di averlo perso.
La “passione” e basterebbe questa parola, la “passione” che ci univa sopra quella mat black yoshimura era tale dal farci sopportare anche 400 chilometri nelle calde domeniche estive, dentro sudate tute intere, dal vederci tornare rotti, ventilare di voler cambiare moto e risalire la domenica successiva con la voglia di accarezzare l’asfalto, di sentire quell’accelerazione, quella sinfonia, quell’odore sopra quel manto in mezzo ai tornanti, alle salite, ai colori, ai paesaggi per respirare quel senso di libertà ed appagamento che conoscono in pochi.
Difficile mantenere l’equilibrio fra un ulteriore affinamento della postura, un grado in più di piega, un delirio di onnipotenza ed il silenzio che sopraggiunge ed avvolge tutto quello che puoi provare.
Il confronto! Il confronto è una delle vie, siamo fatti di esperienze, di paure ed di sufficienza. La prima costa sempre troppo cara, la seconda appena la vinciamo ci ricorda che siamo tremendamente effimeri e basta un respiro in meno, la terza va combattuta sempre e comunque.
Ringrazio tutti e sentitamente per la vicinanza manifestata in questi commenti e per la dimostrazione di comprensione dello stato emotivo.
Mat black sarà pronta a fine mese e sicuramente avremo modo di riconoscerci al Mugello, ad Adria ed in qualche altra pista oltre che su queste splendide dolomiti. Se passate per Tai di Cadore all’altezza della curva “caminetto”, rivolgete un cenno al cielo, anche se non vedete moto attorno, una stella brillerà più delle altre. Un ringraziamento anche allo staff di motoblog.
giorgiogasss
17 lug 2008 - 22:05 - #294 millimetri.
forse quei 4 millimetri ti sono stati “concessi” per poter amare tua moglie oltre la vita, per vivere almeno la tua esistenza con lo splendido ricordo di lei!
ciao fratello, su motoblog hai comunque degli amici.
giulia77
17 lug 2008 - 23:47 - #30Crescere costa.. sofferenza.
La sofferenza fa male, ma fa anche diventare grandi e dandoci la possibilità di leggere un “pezzo”della tua vita ci fai crescere!!
Grazie!
Per me, ora sei TU un gioiello autentico.
Ci sveli e doni il nome di questo prezioso gioiello?
giomoto55
18 lug 2008 - 08:02 - #31continuare, anche solo per LEI, non ti arrendere, lo so che non sarà più come prima, ma continua a fare le tue cose, solo perchè il SUO sacrificio non sia inutile……
1ronin0
20 lug 2008 - 14:06 - #32killer, sei certo in modo incontrovertibile che questi commenti com-prendano il Tuo stato emotivo? O piuttosto non lo condividano, come fedeli alla messa domenicale? E le persone sono gioielli: diamanti, smeraldi, rubini, pietra comune???? E le montature come sono: platino, oro, argento, o rame???? O piuttosto le persone sono stelle? E se sono stelle, il loro tramonto, non ci dice nulla sulla loro esistenza o fine dell’esistenza, infatti quando il sole tramonta continua a brillare, siamo Noi uomini che non lo vediamo. Infine, medici che non lasciano morire in pace, adrenalina, passione, paura, emozioni, velocità -comunque sempre troppo lenta per raggiungere le stelle (desiderio = de-sidereum, delle stelle)- libertà e appagamento che conoscono in pochi… siete sicuri contro ogni prova contraria? O siete solo convinti di essere solo Voi sulle vostre protesi sfreccianti di cercare un senso immutabile in un mondo che quotidianamente ci passa questo messaggio: la cenere non è più legna? dimentico che l’elettromagnetismo della legna si conserva nella cenere e nell’aria…forse il problema è questo: senza l’aria non possiamo sopravvivere, però crediamo che non ci sia, o che non conti niente! Provate a sentire il Vostro respiro, lo potete fare anche da seduti alla scrivania, adesso che leggete questo commento non convenzionale. E sentire la VITA. Pulsare, spingere, cadere, rialzarsi, soffrire, godere…EMOZIONI. Infine, dato che il rapporto erotico con le Vostre moto è innegabile, non fosse altro che per la posizione sulla moto, e per il continuo avvicinare al limite della confusione la moto al/la proprio/a compagno/a: sapete che Eros è figlio di Esperienza e Povertà? Siamo solo capaci di espedienti per superare le Nostre povertà? Ed è vero che siamo poveri? E affamati?
P.S.: Mi piacerebbe fare un giro in moto… per vivere… non per morire.