MotoGP Le Mans, bel ritorno di Rossi in prima fila (virtuale)! Pedrosa e Marquez davanti a tutti

Non è solo una sensazione psicologica: qui a Le Mans, quarta tappa del mondiale 2013, ancor di più che a Jerez, c’è nella MotoGP il clima della “grande corsa”, del grande evento dove niente è scontato e tutto può accadere. Non c’è più tempo per prendere le misure e “studiarsi” perché come oramai noto, la prima giornata di prove libere del venerdì, con il nuovo regime delle qualifiche, diventa molto importante per accedere direttamente alle Q2, soprattutto qui con il meteo che per domani prevede pioggia, comunque caduta fino a pochi minuti prima delle FP2.

In effetti - complice anche il circuito “corto” di Le Mans e le sue caratteristiche di misto lento con staccate da impiccati e accelerazioni staccacollo – lo show e assicurato, con distacchi molto contenuti. Stavolta nel fazzoletto di un secondo ci sono dieci piloti (Espargaro decimo tempo +1.010 dalla testa) e l’ultimo della seconda fila, Crutchlow segna il sesto tempo con un distacco sotto il mezzo secondo (+0.471).

Ciò detto, la bagarre finale ha comunque smosso le acque: le due Honda/missili menano sempre le danze con Pedrosa zitto zitto e pulito pulito super veloce, miglior tempo (1’34.035) seguito come un’ombra dal sempre spettacolare-da-paura rookie Marquez (+0.134), ma a chiudere la prima fila non c’è stavolta la Yamaha di Lorenzo, bensì quella di un “ritrovato” Valentino Rossi (+0.138), finalmente davanti al maiorchino (+0.166), seppur con un distacco quasi invisibile di 28 millesimi.

Addirittura Valentino era secondo fin quasi alla bandiera a scacchi, “beffato” per 4 millesimi in zona Cesarini dall’irriverente Marquez. Tant’è. Male non fa, né alle qualifiche di domani, né alla corsa.

Meglio del solito – sempre rispetto ai distacchi sul giro - anche le Ducati, settimo tempo per Dovizioso (+0.543), ottavo per Hayden (+0.555) davanti a Crutchlow meno pimpante, sesto (+0.471) e al mastino Bradl, bel quinto (+0.264).

E domani? Le qualifiche sono in mano al vento dell’Atlantico che tira forte e alza la terra rossa. I nuvoloni vanno e vengono, indecisi se scaricare domani sul circuito gli annunciati acquazzoni.

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