Lorenzo torna sul contatto di Jerez: "Entrata troppo dura, Marquez da penalizzare"

Nella tradizionale conferenza stampa pre GP di Francia, Lorenzo torna a parlare del 'contatto' di Jerez. Marquez: "Sono le corse". Rossi: "Cose che succedono".

MotoGP 2013 - Le Mans - Conferenza Stampa

Alla vigilia del GP di Francia, quarta prova del Motomondiale 2013, a presentarsi davanti ai microfoni per la tradizionale conferenza stampa pre-gara sono stati i quattro piloti ufficiali Honda e Yamaha - Marc Marquez, Dani Pedrosa, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi - Cal Crutchlow per il team Yamaha Tech3 e Randy de Puniet per il team Power Electronics Aspar.

Il Campione del Mondo Jorge Lorenzo - che lo scorso anno ha colto in Francia una convincente vittoria per distacco sul bagnato - si è detto felice di tornare su una pista per lui decisamente amica, dove ha vinto 3 degli ultimi 4 GP nella classe regina:

"E' sempre un piacere essere qui, anche perchè si tratta di una buona pista pista per il mio stile di guida, e penso che lo sia anche per la Yamaha. A Jerez abbiamo avuto problemi con l'anteriore, ma abbiamo provato molte cose nel test [dopo il GP di Spagna]. Fa più freddo qui, quindi spero che saremo a posto."

Incalzato dai giornalisti, Lorenzo non ha esitato a tornare sul discusso episodio del suo contatto con Marc Marquez a Jerez, tirando in ballo anche le nuove norme sulla cosiddetta 'licenza a punti' introdotte a partire da quest'anno. In vista di un weekend in cui si prevede che la pioggia sarà di nuovo protagonista, la Direzione Gara di Le Mans ha tenuto in mattinata un briefing con i piloti sulla sicurezza, in cui si è parlato anche dell'episodio di Jerez. Così Lorenzo:

"La mia opinione? Beh, credo ancora che l'entrata di Jerez sia stata troppo dura, lo credo ancora oggi. Non ce l'ho con Marc, non ho niente contro di lui perché è giovane e quando si è giovani, ci si prova: quando si vede uno spazio, si prova. A Jerez ha visto uno spazio e ci ha provato. Tuttavia penso che quest'anno è stato introdotto un nuovo sistema 'a punti' per la licenza che in questo momento non viene utilizzato, e mi piacerebbe piacere che in futuro la Direzione Gara iniziasse ad utilizzare questo nuovo sistema. A mio parere, almeno un minimo di punti si sarebbero dovuti infliggere. Sarebbero stati solo alcuni punti, un 'cartellino giallo' o qualcosa del genere, ma qualcosa si sarebbe dovuto fare perché, a mio parere, in una gara può capitare di 'toccarsi' con un altro pilota, ma quando si viene effettivamente 'colpit'' da un altro pilota si tratta di una cosa ben diversa. A mio parere, almeno in qualche modo, si dovrebbe essere penalizzati."

"Quando si vede un po' di spazio, ci si prova. Non ho nulla contro Marc, ma non stiamo utilizzando questo nuovo sistema a punti, ed io vorrei che fosse usato. Penso che possa aiutare a diventare un pilota con più logica, io stesso sono cambiato solo nel 2005 perché ero stato penalizzato."

La risposta di Marc Marquez è stata comunque immediata:

"Per me vale la stessa cosa che ho detto a Jerez. Se lo fai al primo giro è una cosa, ma in fin dei conti le corse sono così: era l'ultimo giro, e queste sono le moto. Abbiamo visto cose del genere in diverse occasioni, ma alla fine, stando a guardare, sono queste le cose che piacciono di più ai tifosi. C'è sempre un limite, ma era l'ultimo giro, l'ultima curva, e se vedo un pò di spazio ci devo provare. Ok, ho frenato un po 'più tardi rispetto al giro precedente, ma queste sono cose che succedono a volte."

Tirato in ballo sulla questione, Valentino Rossi - che alla stessa curva nel 2005 fu protagonista di un episodio simile con Sete Gibernau - non ha esitato a dare la sua opinione sui fatti di Jerez:

"Credo che Marc abbia guidato in modo molto aggressivo per tutta la gara, fin dall'inizio. E' stato molto aggressivo anche all'ultima curva, di sicuro. Certamente capisco anche perché Jorge è arrabbiato, perché Marc lo ha colpito, ma per me e dal mio punto di vista può sempre capitare qualcosa all'ultima curva di una gara, e Jerez è un 'classico' da questo punto di vista, non solo per l'episodio tra me e Sete, ma anche in passato, tra Doohan e Criville (1996) e altre battaglie all'ultima curva, perché si arriva da una parte molto veloce in un tornante molto stretto, quindi la velocità è molto bassa e non è troppo pericoloso toccarsi l'un l'altro. Quindi penso che si tratti di qualcosa che può succedere all'ultima curva. "

E' invece più diplomatico sulla questione Cal Crutchlow:

"Non ha influenzato la mia gara, quindi non ho davvero un parere sull'episodio. Si sono superati a vicenda e Marc fatto un'entrata dura, ma alla fine dei conti penso che sia molto difficile valutare questo tipo di cose e infliggere automaticamente dei punti di penalità, perchè ogni episodio è diverso. Ci sono molte cose che la Direzione gara e i responsabili del campionato stanno cercando di fare e io ho fiducia in loro, solo che è difficile stabilire dove sia il limite. Comunque noi corriamo in moto, e ci sono altri 25 ragazzi in pista: è normale che a un certo punto nel corso dell'anno i più forti finiranno col colpirsi, o almeno col toccarsi. Era oltre il limite? Non lo so. Capisco il punto di vista di Jorge, perché in quel momento ha perso la seconda posizione, ma capisco anche Marc, che ha visto lo spazio e ha voluto guadagnare una posizione. E' una valutazione difficile per tutti, specialmente per la Direzione Gara. L'anno scorso ho fatto la stessa cosa a Nicky [Hayden] nel primo giro e, insieme, ci siamo detti 'sono le corse'. Quindi sì, c'è un limite, ma nessuno si è schiantato, nessuno si è fatto male, quindi credo che bisogna dimenticarsene e continuare a correre. "

Questo invece il commento di Dani Pedrosa sull'episodio:

"Era l'ultima curva dell'ultimo giro: Jorge non ha chiuso la porta come avrebbe dovuto, specialmente all'ultimo giro, e Marc forse ci ha provato con un po' troppa foga. Così hanno finito per trovarsi allo stesso posto nello stesso momento. Ho anch'io la mia esperienza con incidenti e toccante varie, quindi penso che per i piloti sia molto meglio avere il 'senso', l'idea di quello che si può fare o meno, anche perchè al momento non è così chiaro quando si viene penalizzato e quando no."

Lorenzo e Marquez hanno comunque messo in chiaro che - almeno formalmente - non c'è nessun genere di problema tra i due, scherzando anche sul fatto di essersi ritrovati ad un solo un posto di distanza sul volo di ritorno da Jerez, solo poche ore dopo che la contestata manovra che aveva deciso il secondo gradino del podio (sul quale i due non si erano stretti la mano). Queste le parole di Marquez:

"Eravamo sullo stesso aereo, ed è stata la causalità, o chissà cosa, che ci ha fatto ritrovare sulla stessa fila. [Lorenzo] era seduto vicino al finestrino, in mezzo c'era un mio meccanico in mezzo ed io ero al posto che da sul corridoio. Poi, una volta atterrati, ho provato a stringergli di nuovo la mano e lui me l'ha data. Così alla fine ci siamo stretti la mano, che era la cosa più importante. "

Conferma Lorenzo:

"Sono stato l'ultimo a scendere, come sempre. Aspetto sempre che scendano tutti gli altri passeggeri prima, poi scendo io, con qualsiasi volo. Ma è stato divertente, perché l'aereo aveva 200 o 300 posti, e noi siamo stati nella stessa fila. Non abbiamo parlato del contatto, abbiamo solo parlato di cose senza importanza, e poi finalmente ho accettato la stretta di mano di Marc per la prima volta dopo l'incidente. Ma, ripeto, non ho alcun problema con lui personalmente. Voglio solo migliorare la sicurezza del mio sport: questa deve essere la prima priorità."

Per quanto riguarda la gara Marc Marquez, attualmente leader solitario del mondiale, si dice invece preoccupato per le condizioni meteo:

"Potrebbe essere dura in condizioni di bagnato, specialmente per un rookie. Ho già provato la moto sul bagnato e si può andare molto forte, cercheremo di dare del nostro meglio e stare vicino ai migliori”.

Per Valentino Rossi Le Mans può essere considerato un tracciato amico tracciato amico, ma il pesaresi non si nasconde i problemi da risolvere:

“Stiamo ancora lavorando sul miglior bilanciamento della moto perchè faccio ancora fatica in frenata. Comunque questa pista mi piace, ma le condizioni meteo saranno molto importanti. Abbiamo alcune cose da provare domani, ma dovremo vedere come funziona la moto con temperatura così basse. "

Infine, parola al ‘padrone di casa’ Randy de Puniet, che naturalmente si propone di offrire una grande prestazione ai suoi tifosi e di dare del filo da torcere al compagno Pol Espargaro, attualmente il più in forma tra i piloti CRT:

“Sarà fondamentale non solo perché è il mio GP di casa, ma perché devo iniziare a fare bene. Il mio compagno è velocissimo e farò di tutto per riuscire a batterlo, e le nuove gomme posteriori mi aiuteranno”.

Sia De Puniet che Crutchlow hanno declinato di rispondere alla domande riguardo al ritorno in MotoGP di Suzuki, glissando completamente l'argomento.

MotoGP 2013 - Le Mans - Conferenza Stampa
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