Mugello FP2: domina il maltempo. Ma Stoner e Rossi "cantano"

Casey Stoner al Mugello

Le chiamano prove “umide”. Una volta si diceva acqua. E sia stamattina che oggi pomeriggio se ne è vista di acqua al Mugello! FP1 e FP2 da buttare? Difficile dirlo. Con un meteo così ballerino e con il Mugello che sembra zona fatta apposta per i rovesci d’acqua, tutto è ancora possibile, sia domani per le qualifiche, sia domenica per la corsa.

Tant’è. Le corse sono belle anche per questo. E la pioggia è una variabile non “indipendente”, fa parte del metro di misura delle competizioni. Magari, come i più ottimisti prevedono, poi esploderà un sole estivo ma comunque anche nelle “particolari” condizioni odierne qualche elemento di un certo valore e di un certo peso non è mancato.

Non hanno gradito la pista bagnata i giapponesi, la wild-card Okada e Nakano, protagonisti di due cadute. La Honda ha portato qui al debutto il nuovo motore a valvole pneumatiche ma sembra che Okada, se il tempo non muta, non tirerà fuori gran che. Peccato.

Tanto di cappello a Vermeulen (2’01.500) che si conferma “re” sul bagnato e porta in vetta la sua Suzuki (Capirossi solo tredicesimo ) e a un ritrovato Hayden (gli avrà fatto bene il giro dell’altro giorno a Indianapolis?), secondo a sei decimi.

Però, però. Eccoli i due più attesi: Stoner (fortissimo tutta la giornata anche sul passo) terzo con 2’02.010 ( e Rossi quarto, autore di un diabolico guizzo finale: 2’02.327). I due, l’australiano e l’italiano, non hanno da dimostrare niente, ma se ci fossero stati ancora dubbi … Sia il campione del mondo che il pesarese dimostrano di essere pronti a lottare per la vittoria in qualsiasi condizione meteo.

Forte, fortissimo Toseland, quasi debuttante sulla difficile pista toscana. Bene anche Lorenzo, sesto, davanti al sempre arrembante Dovizioso. Abbottonato Pedrosa. A parte l’exploit Suzuki (previsto sul bagnato) c’è la conferma in blocco delle Yamaha e il ritorno in alto della Ducati di Stoner.

E Melandri? Senza parole. Anzi va detto che il 19essimo posto del ravennate con quel gap che fa male pure a scriverlo diventa davvero “ingombrante” per un ex campione del Mondo e per un driver ufficiale di una Casa come la Ducati.

Le gomme? Bridgestone e Michelin quasi sullo stesso piano. Diciamo, per concludere, che questi delle FP2 sono tempi “lenti”: il 2’01.5 di Vermeulen è di … 6 secondi sopra il crono fatto segnare questa mattina da Hopkins sulla Kawasaki, su pista (quasi) asciutta. Tutti aspettano che la situazione meteo cambi. Anche noi.

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