Valentino racconta Valentino: "ho 30 anni, 7 titoli, e qualche rimpianto"

Rossi nelle foto sul magazine Panorama

Valentino Rossi è più maturo. Lo abbiamo già detto in passato e lo ripetiamo oggi. Valentino è sempre il grande campione di un tempo, sempre il casinaro quando c'è l'occasione, ma oggi è anche un uomo di 28, con un passato d'oro alle spalle ed un futuro che ha tutti i motovi di esserlo - seppure in modo diverso - altrettanto.

E poi è disponibile, come mai forse lo era stato - vuoi per il ritorno alla vittoria, o per la gioia ritrovata grazie al ritorno al divertimento in sella alla sua Yamaha - e anche perchè certe esperienze come le "disavventure" dell'estate scorsa segnano. E fanno migliorare.

Come sa bene lo stesso Valentino che in un'intervista concessa a Panorama First, in edicola venerdì, ha parlato ancora una volta di sè e del suo futuro. Senza filtri, e direttamente dalla sua barca, il Titilla: "Alla fine di questa stagione non ho intenzione di cambiare moto. Se proprio devo, cambio sport..."

"Spero di fare qualche anno in MotoGP e poi vorrei dedicare qualche stagione all'altra mia passione, le auto. Forse il rally, forse altro. Ma non sono ancora pronto a smettere di correre".

Insomma i giovani rivali sono avvisati, Vale non ha nessuna intenzione di fare spazio: "Quest'anno sono molto giovani e molto veloci. Di certo non posso avere più lo strapotere che ho avuto per qualche stagione. Ma se sto concentrato e mi impegno, loro non sono più veloci di me. Non ancora. Naturalmente non sono più i tempi in cui posso vincere 10 gare l'anno.

Però per il campionato posso esserci anch'io. Ho sempre corso solo per vincere. Quando capirò che non ho più il potenziale per farlo, potrò scegliere di fare qualcos'altro. Ho vinto 7 Mondiali, non devo dimostrare niente a nessuno".

La possibilità di cambiare mestiere c'era anche stata, quando nel 2004 fu sul punto di abbandonare le due ruote per passare in F1 con la Ferrari: "E' stata una scelta difficile. Molto. Pentito non è la parola giusta, però ho un po' di rimpianti perchè mi resta la curiosità di sapere cosa avrei combinato.

Ero andato forte nei test, e poi è sempre stato un mio sogno correre con la Ferrari. Ma in quel momento non ero pronto per il salto, e quindi sono rimasto in moto. Guidare la F.1 è il piacere di guida estremo, non è più una macchina, è quasi un aeroplano, ti dà grandi motivazioni. Però per un motociclista è una sensazione un pò strana perchè infili le gambe in un buco nero".

E ovviamente nel Rossi pensiero non manca la vicenda legata ai suoi problemi con il fisco italiano: "Ho fatto una scelta controcorrente. Purtroppo l'Italia non attira più, lo sappiamo bene. Il prezzo da pagare per stare qui è molto alto. Però dopo tanti anni vissuti soprattutto all'estero avevo voglia, a trent'anni, di tornare a casa mia, dove sono cresciuto e dove ho le mie radici.

Così sono rientrato e ho pagato. Salato. Però è stato come togliermi un peso, perchè io volevo fare questa scelta qualche anno fa, e invece mi hanno consigliato di non farla, sbagliando. La vicenda di quest'estate è stata un pò come darmi ragione, con due anni di ritardo. Così ho preso la palla al balzo, perchè non ero più felice della mia vita.

Adesso ho potuto ricominciare un po' da capo. Finalmente mi posso godere le mie cose. Nella vita sono stato molto fortunato, però tutto quello che ho me lo sono guadagnato facendomi il culo, non mi ha regalato niente nessuno".

via | Gazzetta

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