Shanghai. Edwards, che pole! E che Rossi, che Stoner! Domani corsa di fuoco

Colin Edwards Yamaha Tech 3E ci sarà ancora qualcuno che dopo aver visto le qualifiche della MotoGp di Shanghai si sentirà deluso per la classe regina “noiosa? Speriamo di no. Davvero uno splendido turno di prove cronometrate. Una prelibata e stuzzicante anteprima di un quarto round iridato stagionale che si preannuncia, tempo permettendo, davvero esplosivo. Bene! Bravi!

Un plauso tutto particolare (al di là del crono, comunque ragguardevolissimo, 1.58.711, quarta posizione in griglia!) va a Jorge Lorenzo. Bifratturato dopo il terribile volo di ieri, tornato in pista, oggi un dritto e un nuovo disarcionamento mozzafiato che solo non si sa chi ha salvato il poulain della Yamaha da un catastrofico patatrac. Jorge impersonificava oggi la maschera del sacrificio, davvero uno straordinario campione capace di gareggiare sopra le lacrime e sopra il dolore.

Intanto, in cima, più in alto di tutti, c’è Colin Edwards. Un giro a vita persa, moto ok, Michelin da tempone ok, permettono al texano una formidabile pole da record: 1. 58. 139! Tanto di cappello. Speriamo (ma in questo nutriamo molti dubbi) che il texano non perda lo smalto domani nella bagarre della corsa.

Con Edwards primo, Lorenzo quarto, Pedrosa quinto la Michelin riconferma la propria superiorità nelle “scarpe” da tempo.

Rossi c’è, secondo a tre decimi dalla pole del compagno di Marca, e Stoner (ma quale crisi? Oggi anche grandi traversi!) terzo con un ragguardevole 1. 58. 591 dimostrano che la Bridgestone ha fatto un buon lavoro anche per la gomme da pole. Ma parliamo di due piloti come Valentino e Casey e di due missili quali Yamaha e Ducati, quindi di due binomi cui “niente” è impossibile.

Quel che più conta, in proiezione gara, è il passo del campione del mondo e del 7 volte iridato: due super martelli, il terzo è Dani Pedrosa (1.58. 855, quinto tempo in prova). A dimostrazione che fra Michelin e Bridgestone, con gomme da gara, c’è equilibrio. E questo è bene, specie per lo spettacolo di domani.

Grande soddisfazione nel ritrovare Melandri (solo 12esimo in griglia) ma competitivo sul passo gara: addirittura quarto, alla faccia di tutti i gufi che lo vedevano finito e di quanto pregustavano una lite in famiglia in casa Ducati, più per destabilizzare la situazione (anche in funzione anti Stoner) che per altro. I diversi parametri delle mappature sulla Desmosedici di Marco sembrano aver raggiunto lo scopo di aver fatto ritrovare fiducia a Marco. Che, comunque, oggi ritrova anche il sorriso. Non è poco.

Plauso per il coriaceo Capirossi (1.58.941, sesto), ancora una volta ben davanti al compagno Vermeulen, comunque ottavo. Male Hayden, solo decimo, volato via ancora una volta. In difficoltà, tenendo conto delle aspettative, Dovizioso, undicesimo anche per l’evidente “lentezza” della sua Honda privat. Male De Angelis, penultimo.

Sul dritto, volano le Ducati: quattro moto ai primi quattro posti! Con la Desmosedici di Melandri davanti con 327,6 kmh! Scusate se è poco. La più ferma? La Honda di Dovi: solo 310.7 kmh! – 17 kmh dalla prima Ducati! Domani grande battaglia. Gran corsa. Facciamo gli scongiuri, che il tempo tenga.

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